scarica l'app
MENU
Chiudi
30/05/2020

La ‘ndrangheta dei colletti bianchi

Avvenire - FEDERICO MINNITI

L'OPERAZIONE DELLA DDA DI REGGIO CALABRIA
Il deputato della Lega, Furgiuele, tra i 63 indagati. L'accusa è turbativa d'asta Il cartello di imprenditori e politici era alle dipendenze del clan Piromalli. Il parlamentare: sentirò Salvini, chiarirò tutto
Reggio Calabria È indagato per turbativa d'asta, Domenico Furgiuele, deputato della Lega eletto in Calabria. Il suo nome è nell'elenco della Dda di Reggio Calabria, in seguito, all'operazione "Waterfront" con cui, ieri mattina, le Fiamme Gialle hanno sgominato un cartello di imprenditori e funzionari pubblici alle dipendenze del potentissimo clan Piromalli di Gioia Tauro. Sessantatre indagati - di cui 11 uomini delle istituzioni - e 22 gare d'appalto pilotate per un'indagine che parte dal profondo Sud, ma si ramifica fino al cuore produttivo del Paese. «Chiarirò la mia posizione, sono tranquillissimo. Chiarirò tutto, ho piena fiducia nella magistratura», ha dichiarato Furgiuele aggiungendo: «Non è una cosa - sottolinea - che riguarda la mia attività politica, ma, come riporta la stampa, come amministratore di una società, avrei partecipato a due gare d'appalto incriminate, sulle 22 finite nell'inchiesta, non vincendone neanche una». «Reazioni nel mio partito? Stasera chiamerò i vertici, sentirò Salvini». L'operazione "Waterfront" - in stretta correlazione con l'inchiesta "Cumbertazione" del 2017 - ha fotografato la capacità della 'ndrangheta di sedersi ai tavoli che contano: un affare "filtrato" dai colletti bianchi che ha portato nelle casse della malavita organizzata ben oltre 100 milioni di euro. Tutte le grandi opere passavano dagli appetiti dei Bagalà, volto imprenditoriale dei Piromalli: Polistena, Rizziconi, Gioia Tauro, Gerace, Reggio Calabria, Santo Stefano in Aspromonte, Maropati, Grotteria, Galatro, San Giorgio Morgeto, Siderno. Tra gli appalti pilotati, ben quattro riguardano la Salerno-Reggio Calabria. La cosca, poi, non conosce confini. A tal punto che il sistema corruttivo- mafioso si era esteso anche verso il Nord Italia: Milano, Alessandria, Brescia, Gorizia, Pisa, Bologna e Roma sono le città in cui i 500 finanzieri implicati nel maxi- blitz dell'altra notte hanno eseguito sequestri e perquisizioni. Dicevamo di colletti bianchi. L'indagine "Waterfront" assimila al rango criminale degli affiliati ai Piromalli anche 11 funzionari pubblici, tra dipendenti dei Comuni di Gioia Tauro e Rosarno, e Anas. Tutti capaci di aggirare le norme pur di soddisfare il famelico bisogno di denari pubblici della 'ndrangheta. I Comuni della Piana - a cui sono stati distratti ingenti finanziamenti europei - hanno fatto sapere attraverso i due sindaci Aldo Alessio (Gioia Tauro) e Giuseppe Idà (Rosarno) che si costituiranno parte civile nel processo. Tornando alla figura del parlamentare Furgiuele, il suo coinvolgimento deriva dalla sua esperienza come amministratore della "Terina Costruzioni" (ruolo da cui si è dimesso non appena eletto). Due gli appalti sotto la lente, in questo caso: l'eliporto dell'ospedale di Polistena e i lavori di ripristino della viabilità a San Giorgio Morgeto. Di fatto, Furgiuele avrebbe fatto un'offerta concordata con l'imprenditore designato dal clan per aggiudicarsi gli appalti. Un "favore" sul quale i magistrati di Reggio Calabria vogliono vedere chiaro.