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14/07/2020

La mia ricetta economica per l’Italia

Milano Finanza - Roberto Sommella

ESCLUSIVO BERLUSCONI: GOVERNO TIMIDO. SERVONO SHOCK FISCALE, MES E UNA PIAZZA FINANZIARIA AGEVOLATA
La mia ricetta economica per l'Italia Il passo da Caimano a «senatore subito» è lungo 20 anni di guerra senza tregua. Eppure questo sta accadendo a Silvio Berlusconi, anche agli occhi dei detrattori di sempre. Tornato in Italia dopo un periodo provenzale di quarantena, forte di un'esperienza da premier durante tre fasi shock quali l'11 settembre 2001, il crack Lehman e la crisi dell'euro, il presidente di Forza Italia ha ripreso in mano i dossier economici, è ascoltato e cercato da tanti protagonisti della politica. Proprio perché ha vissuto momenti critici come questo post Covid. La sua opinione e i suoi voti perciò contano, tanto che ha persino incassato il via libera del nemico di un tempo, Romano Prodi, a un ingresso nella maggioranza scricchiolante del governo Conte. Cose mai viste. Ingresso, scandisce in questa lunga intervista a MF-Milano Finanza, che però non ci sarà, perché la strada maestra «sono le elezioni» e maggioranze alternative all'esecutivo in carica «non esistono in questo Parlamento». Musica per le orecchie di Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Un po' meno forse per Palazzo Chigi, dove si fanno i conti con gli interessi da pagare e la voglia repressa di accedere al Mes. Uno strumento, avvisa il Cavaliere in un colloquio a tutto campo su debito pubblico, prestiti europei, giustizia e rilancio fiscale, che l'Italia deve utilizzare in quanto permetterebbe di «risparmiare molti soldi di interessi e aiutare la sanità al Sud». C'è spazio anche per gli auguri a Carlo De Benedetti per la sua iniziativa editoriale, anche se precisa: «Il suo profilo di imprenditore e il suo atteggiamento verso la politica non ritengo siano paragonabili ai miei». Affondo col sorriso di chi si sta prendendo qualche rivincita. Domanda. Presidente Berlusconi, come giudica la situazione dell'economia italiana? Il Paese ce la farà? Risposta. Spero di sì. Ho visto il Paese uscire da situazioni terribili - da una guerra mondiale devastante - e dare vita a un miracolo economico guardato come modello da tutt'Europa. Questo è stato possibile agendo nell'ambito delle regole del mercato e con governi, quelli della stagione del centrismo, di impostazione cattolica, liberale, europeista, occidentale. Quella di cui Forza Italia è il coerente erede. D. Che giudizio dà del decreto Semplificazioni? Servirà a sbloccare il Paese? R. È un provvedimento disorganico e insufficiente. Non affronta nessuno dei grandi nodi che avevamo indicato. Avevamo parlato di una sospensione del codice degli appalti, del superamento del regime delle autorizzazioni preventive, di un semestre fiscale bianco nel quale sospendere ogni pagamento verso la pubblica amministrazione e di molto altro ancora. Ma non è stato fatto nulla. D. Come giudica il piano di Rilancio del governo Conte? R. Anche in questo caso largamente insufficiente. Solo uno shock fiscale come quello dato all'econom i a a m e r i cana da T r u m p potrebbe c o n s e n tire alle imprese di tornare a fare utili e creare lavoro in tempi brevi. Negli Usa gli Stati usciti dal lockdown in un solo mese hanno creato oltre 3 milioni di posti di lavoro. Un record che su base mensile resisteva dal 1939. Questa è la strada da seguire se vogliamo evitare che il danno diventi permanente e che si abbiano conseguenze sociali pesantissime, una volta esaurite le scars e m i s u r e assistenziali del governo. D. Potrebbe servire un esecutivo diverso, di unità nazionale, o meglio le elezioni, visto che la maggioranza scricchiola al Senato? R. Meglio le elezioni, augurandoci che gli italiani imparino a votare, perché nelle ultime consultazioni abbiamo votato proprio male e il governo che abbiamo è il frutto della nostra insensatezza. E poi vedo molto difficile se non impossibile realizzare in queste Camere una maggioranza diversa. Non mi pare ve ne siano le condizioni. In ogni caso un governo di unità nazionale è da escludere a priori. In questo Parlamento ci sono già stati due governi composti da forze politiche fra loro contraddittorie e i risultati sono stati assolutamente negativi. Forza Italia è nata per essere alternativa alla sinistra e parte fondamentale di un centro-destra di cui rappresenta l'anima liberale, cristiana, garantista ed europeista. D. L'Italia dovrebbe accedere al Mes? Risulta che lei spesso si consulti col premier Conte; riuscirà a convincerlo? R. Non sta a me convincere Conte, con il quale non ho altri rapporti se non quelli di cortesia istituzionale che intercorrono fra il presidente del Consiglio e il leader di una forza di opposizione. D o v r e b b e essere piuttosto la forza dei fatti, della logica, a convincerlo. Qualcuno pensa davvero che la nostra sanità, soprattutto al Sud, potrebbe fare a meno dell'aiuto del Mes per aprire e riqualificare strutture sanitarie o per investire nella ricerca e formazione del personale? Possiamo negare a sistemi sanitari fragili come quello della Campania 2.725 milioni o a quello della Puglia 2.450 milioni? È questo il prezzo della rinuncia al Mes, col quale risparmieremmo in interessi passivi ogni anno nove volte quello che otterremmo con il taglio dei parlamentari. L'Italia è di gran lunga il Paese europeo per il quale il Mes è più conveniente. Dire di no sarebbe un'assurdità economica, ma anche uno schiaffo politico all'Europa che darebbe ai sovranisti dei Paesi del Nord il pretesto per rifiutare altri aiuti all'Italia, visto che spregiamo quelli offerti. Forse è proprio quello che vogliono alcuni avversari del Mes, come i 5 Stelle: anche per questo ogni collaborazione con loro è davvero impossibile. D. Le nuove emissioni di Btp sono appetibili e possono bastare? R. La questioneè complessa:i Btp sono appetibili perché dovunque il rendimento del denaro è molto basso. Tuttavia mi domando se è sano che il Paese continui a indebitarsi. Vorrei fare al riguardo quattro considerazioni. Primo: il costo dei Btp rimane relativamente basso, all'1,7%, solo grazie all'intervento della Bce che si fa garante: il nostro rischio-Paese è molto elevato e se venisse meno l'ombrello europeo l'interesse sui titoli di Stato schizzerebbe verso l'alto e con esso lo spread. Secondo: l'1,7% è un costo basso per lo Stato ma non è irrilevante. E questo mi riporta a parlare del Mes, che ci consente di disporre di risorse a costo praticamente zero invece che all'1,7%. Fra le forme di indebitamento il Mes è la più conveniente. Terzo: mi chiedo se sia sano orientare gli italiani a convogliare il loro risparmio in Btp piuttosto che nel mercato azionario. Invece di finanziare le imprese, la crescita e quindi gli investimenti e lo sviluppo, così si finanzia la spesa pubblica. Quarto: tutto questo aumenta il rischio-Paese: se il debito pubblico italiano è in gran parte nelle mani di risparmiatori italiani, ciò è solo in apparenza vantaggioso. In realtà diminuisce l'interesse degli Stati esteri a salvare l'economia italiana da un eventuale tracollo. D. Che cosa pensa invece della proposta di Savona di emettere bond irredimibili? R. Sono perplesso:è uno strumento che finisce con il somigliare ad una patrimoniale mascherata. È però innegabile un dato: il grande risparmio privato degli italiani potrebbe essere una risorsa importante da investire, su base volontaria, nella ripresa del Paese. In questa logica, proprio alcuni emendamenti di Forza Italia presentati in Parlamento avevano proposto le condizioni per creare un Fondo Sovrano italiano, gestito da Cassa depositi e prestiti insieme alle sgr italiane. Quest'impostazione è stata accolta, ma senza incentivi fiscali: questo rende molto meno conveniente per i risparmiatori l'uso di questo strumento. D. Del Fondo Sovrano abbiamo dato notizia proprio su MF-Milano Finanza, come seguiamo anche le vicende di Piazza Affari. Il governo vorrebbe riportare in Italia il controllo di Borsa spa. Che ne pensa? R. Francamente mi sembra più un tema di propaganda politica che di sostanza. Oggi Borsa è controllata al 100% da London Stock Exchange e non credo che se fosse in mani italiane ci sarebbero vantaggi particolari. Semmai servirebbe una legge che trasformi Milano in una piazza finanziaria di vantaggio come ha fatto Londra, dove chi porta capitali, prendendo la residenza londinese, paga solo il 20%. Borsa Italiana potrà decollare, come è avvenuto per la borsa inglese, attraverso strumenti come i Piani individuali di risparmio, i Pir Alternativi e il Fondo sovrano, messi in campo anche per merito nostro, grazie all'azione seria e propositiva di Forza Italia. D. Mediaset prosegue con la campagna europea, che prospettive per il futuro? R. Come non mi stanco di ripetere, da 26 anni non mi occupo delle aziende che ho fondato, e che sono in ottime mani, quelle dei miei figli e di un gruppo di manager di alto livello. Vorrei quindi non commentare notizie che riguardano Mediaset, se non per dire che è un grande e solido patrimonio nazionale con eccellenti prospettive anche all'estero. D. Il suo antagonista di sempre, De Benedetti, tornerà a fare l'editore: un amore che non si scorda mai? R. È una sua scelta imprenditoriale, carica come sempre anche di contenuti politici. Auguro a ogni imprenditore di avere successo nelle sue iniziative, a maggior ragione in campo editoriale: tanto maggiore è la pluralità di voci, anche ostili a noi, tanto più sana e forte è la democrazia. Però vorrei precisare una cosa. D. Cosa? R. Non considero l'ingegner de Benedetti un mio antagonista. Il suo profilo di imprenditore e il suo atteggiamento verso la politica non ritengo siano paragonabili ai miei. D. La pubblicazione delle conversazioni in cui emerge un quadro inquietante del contesto in cui è stata emessa la sentenza che lo ha condannato in via definitiva ha suscitato dibattiti e polemiche. Nutre ancora fiducia nella giustizia italiana o si affida a quella europea? R. Nutro fiducia non nella giustizia intesa come sistema ma nella rettitudine dei magistrati onesti e seri che vi sono nell'ordine giudiziario. Purtroppo i fatti si incaricano di dimostrare quello che vado denunciando da molti anni: alcuni settori della magistratura utilizzano la giustizia per fini ideologici e di potere, come strumento di lotta politica e di tutela di carriere poco trasparenti. Questo è un flagello prima di tutto per gli stessi magistrati perbene e poi per tutti i cittadini, anche quelli non direttamente coinvolti, perché è in discussione la stessa rappresentanza democratica. Dopo la distruzione dei partiti democratici nel 1992 con Mani Pulite, un'autentica persecuzione giudiziaria si è abbattuta su di me per aver osato contrastare il disegno di potere degli ex comunisti e del circuito mediatico-giudiziario a essi legato. Non si è perdonato e me, ai miei familiari, ai miei collaboratori, alle aziende che ho fondato, il fatto che io abbia provato seriamente a trasformare l'Italia in senso liberale,a realizzare lo stato di diritto, la società aperta, un sistema di garanzie per tutti i cittadini. Governi scelti dagli italiani sono stati abbattuti da manovre giudiziarie con alte coperture istituzionali. Questo è grave per tutti gli italiani, compresi quelli più lontani dalle nostre idee. Io sono stato già risarcito di tutto, anche dell'iniqua condanna che ho subito, dall'affetto e dalla stima degli italiani che in 26 anni mi hanno votato oltre 200 milioni di volte, un record probabilmente imbattuto nel mondo libero. Ma stabilire la verità è un preminente interesse nazionale. Lo farà l'Europa per la sua parte ma è indispensabile un'inchiesta parlamentare che, nelle condizioni di massima trasparenza e garanzia, faccia davvero chiarezza su ciò che è accaduto e che ha turbato la democrazia italiana negli ultimi trent'anni. (riproduzione riservata)

Foto: Silvio Berlusconi