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01/07/2020

La maggioranza s’ incarta sul Mes

Gazzetta del Sud

Le tensioni interne ai pentastellati non aiutanol' attività del Governo
M5S chiusoa riccio sulle dieci proposte di Zingaretti per rilanciare la sanità Il voto in aula del 15 luglio rischia di diventare una trappola per Conte Il segretario del Pd «Possiamo avere risorse mai viste prima, la danza delle parole lasciamola alle destre»
Michele Esposito ROMA La settimana decisiva sul decreto Semplificazionie sullo schema della nuova"man ovrina", per la maggioranzae per Giuseppe Conte, si apre con una verae propria guerra Pd-M5S sul Mes. Il nodo di Gordio del governo diventa oggetto di una lettera aperta di Nicola Zingaretti in cui il segretario del Pd, con nettezza finora inedita, chiede che sull' att ivazione del fondo non ci siano più te rg iversazioni. L' affondo del leader Dem innesca immediatamentel' effetto contrario, rendendo più solido il muro di un Movimento5 Stelle segnato dalle tensioni interne.E rischiando di trasformare il voto in Aula sulle comunicazioni del premier prima del Consiglio Ue un rebus ad altissima suspence. Una riunione trai membri del governo pentastellati, in serata, ha fatto il punto anche sul Mes. Maè su tuttal' agenda di governo che il Movimento ribolle. «Così non si può andare avanti», spiega una fonte autorevole pentastellata puntando il dito sull' impasse nella quale sembra essersi arenatal' azione dell' esecutivo per la ripresa. E, forse nona caso, in un post su Facebook in cui Conte annunciai nuovi vertici di Alitalia, il premier ribadisce un concetto: il governo nonè ferma ma prosegue, «senza sosta», la sua azione. «Ci siamo ripromessi di ragUn affondo control' immobilismo Nicola Zingaretti sprona gli alleatia mettere da parte ogni tergiversazione giungere ambiziosi obiettivi, ambientalie occupazionali,e siamo ben determinatia rispettare questo impegno», sottolinea Giuseppe Conte. Oggi il premier cercherà di dare una nuova sterzata al Recovery Plan italiano in un vertice di maggioranza tuttoa sfondo economico: sul tavolo ci saranno infatti il dl semplificazionie lo scostamento di bilancio per mettere in campo un decreto luglio che potrebbe arrivare fino a 20 miliardi. Sul decreto semplificazioni il premier vuole accelerare, prendendosi anche il rischio di tenerel' attività parlamentare aperta per la conversione del decreto ad agosto inoltrato. Ma già sulla bozza del testo emergono divisioni. Nel M5Sc'è più di un dubbio sulle deroghe al codice degli appalti previste e, nel capitolo sull' edilizia, secondoi Verdi ci sarebbero misure che autorizzerebbero un veroe proprio condono. Punto sul quale il M5S non darebbe certo il suo consenso. Su un altro tema, il prolungamento della Cig in derogae il blocco dei licenziamenti finoa dicembre, Movimentoe Pd sono sulla stessa linea maè Iva dirsi contraria. Ma il vero nodo resta quello del Mes. Zingaretti, forse anche scosso dal dibattito interno sulla sua segreteria, ieri ha lanciato dieci proposte per rivoluzionare la sanità italiana. Con il Mes «oggi possiamo avere risorse mai viste prima; la danza immobile delle parole, degli slogan, delle furbizie lasciamoli alle destre», spiega il segretario Dem. La sortita rischia di far andare in fumo il piano di Conte: rinviare il voto sul Mese sull' intero pacchetto di aiuti Uea settembre, dopol' intesa sul Recovery Fund. Il 15 luglio il premier sarà in Aula. La strategia sarebbe quella di mettere in campo una risoluzione di maggioranza esclusivamente incentrata sul Recovery Fund, oggetto del Consiglio Ue del 17-18. Maè pacifico che le opposizioni presentino delle loro risoluzioni-trappola sul Mes, chi contro (come già fece FdI), chia favore, come Più Europa.E lì il rischio di un blitz di Iv (e forse anche di qualche parlamentare Pd)o di una sortita della fronda più vicinaa Alessandro Di Battistaè altissimo. Anche perché la posizione del M5S, sul Mes, non cambia. «Restiamo contrari: se debito deve essere facciamolo con lo scostamento di bilancio», sottolinea Vito Crimi, capo politico di un Movimento dove cresconoi malumori anche su un altro dossier: quello del presunto aumento della pubblicitàa Mediaset. «Se fosse frutto di un accordo tra Contee Berlusconi in cambio di una maggiore apertura di FI al governo il M5S si opporrebbe», spiega una fonte pentastellata. Anche perché gli azzurri sul Mes hanno la stessa linea di Pde Iv: «è un' opportunità», spiega chiaramente Mariastella Gelmini.