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04/09/2021

La macchina dei test anti Covid sulle spalle di precari a cottimo

Il Mattino di Padova - Enrico Ferro

Addetti dei punti tampone dell'Usl 6 ingaggiati con contratti di collaborazione. Cgil: «Forma di caporalato» 1 2 3
Enrico Ferro / PADOVALa gigantesca macchina per il tracciamento del virus messa in piedi dalla Regione Veneto potrebbe rivelarsi un colosso con i piedi d'argilla. O almeno questo è il rischio che si profila analizzando gli ultimi contratti praticati per il "supporto amministrativo alle attività di screening per il Sars Cov 2", cioè tutti gli adempimenti burocratici necessari prima e dopo un tampone. C'era un piccolo esercito di lavoratori assunti a tempo determinato che svolgeva questo tipo di mansione 7 giorni su 7, dalle 8 alle 20, per un fabbisogno di 478 ore settimanali. Ebbene, con l'ultimo appalto diretto affidato dall'Usl 6 Euganea di Padova quei contratti a tempo determinato sono stati trasformati in contratti di collaborazione continuativa. E la paga di 18 euro l'ora di prima scende agli attuali 13,22 euro. La Cgil funzione pubblica del Veneto lancia un alert a livello regionale e avvia verifiche in tutte le province per capire se si tratti di un caso isolato o di un modello. «Una forma di caporalato avallata da una struttura pubblica è intollerabile», commenta Ivan Bernini, della Cgil funzione pubblica regionale. SUBAPPALTODopo Fincantieri e Grafica Veneta, il Nordest deve fare i conti ancora una volta con la deriva del subappalto che, troppo spesso, sfocia nel lavoro a basso costo. Ora si scopre che anche la macchina sanitaria regionale si avvale di questo strumento perfettamente regolare dal punto di vista legale, ma pesante per chi lo subisce, cioè i lavoratori. Ma andiamo con ordine. Serve personale per sbrigare le pratiche amministrative nei vari punti tampone: dall'assistenza nella fase di preanalitica (la stampa delle etichette) all'inserimento dati per la refertazione, fino al supporto per le indagini epidemiologiche e le attività correlate. Come indicato nel bando, è necessario possedere una discreta capacità di utilizzo dei principali strumenti e applicativi informatici. IL SALARIOMa c'è un prima e un dopo, in questa storia di sanità veneta. Un prima con contratti a tempo determinato, contributi pagati e giorni di malattia garantiti. Come sarà il dopo si vedrà, anche se le regole sono abbastanza chiare, visto che si passa al regime di collaborazione continuativa. Il nuovo rapporto di lavoro, decorso dall'1 settembre e destinato a durare fino al 31 ottobre, prevede il pagamento di un compenso di 1.660 euro, più 250 euro di bonus "subordinato al corretto ed efficiente espletamento dell'incarico". Dunque si parla di un salario di 830 euro al mese ma con l'incognita dei contributi da pagare, visto che il regime di collaborazione continuativa prevedere una quota di contributi versati dallo stesso lavoratore. «Prima percepivano 18 euro l'ora, ora 13,22», evidenzia Bernini, che si è preoccupato di istruire la pratica reperendo tutta la documentazione. Ecco dunque come si è arrivati a un simile appalto per il personale amministrativo da impiegare ai punti tamponi.LA GARAL'affidamento prevede un importo base di 74.700 euro, ed è il motivo per cui la gara d'appalto la fa direttamente Usl 6 Euganea e non Azienda Zero, che invece si occupa solo di commesse da 200 mila euro in su. Si presentano due ditte: la cooperativa sociale Anthesys Servizi di Chirignago (Venezia) e la Pirene Srl con sede a Roma in piazza Navona. Quest'ultima si aggiudica l'appalto con un'offerta di 54.846 euro, quindi con un ribasso di circa 20 mila euro.IL RIFERIMENTO «La cifra di 74 mila euro era coerente con le tabelle ministeriali sul costo del lavoro previste nel caso di un profilo amministrativo, al quale si applica il contratto nazionale delle cooperative sociali» fa notare il sindacalista della Cgil. «Non abbiamo trovato invece alcuna tabella, in nessun settore merceologico, nella quale sia concepito un costo orario di 13 euro». LA DENUNCIALa Cgil viene quindi contattata da una lavoratrice che già prestava servizio al punto tamponi. È una studentessa, chiede ai sindacalisti di controllare il contratto di Pirene Srl. «Non si citano mai né l'orario di servizio né altri presupposti che dovrebbero essere indicati» lamenta la Cgil. «Il contratto di collaborazione, per questo genere di prestazioni, è anomalo». LE VERIFICHECon qualche controllo incrociato i funzionari del sindacato scoprono che Pirene Srl lavora prevalentemente nell'ambito dei grandi eventi e dei concerti. Evidentemente ora vuole dedicarsi anche al business della sanità. Questi contratti depotenziati una prima conseguenza l'hanno già avuta: i 15 dipendenti "storici" dei punti tampone hanno rinunciato in blocco. In servizio, ora, c'è tutta gente nuova. La Cgil ha già inviato una richiesta di spiegazioni al governatore Luca Zaia, all'assessora Manuela Lanzarin e al direttore della sanità Luciano Flor, mentre la delegazione padovana di Alessandra Stivali ha chiesto incontro urgente all'Usl 6. --© RIPRODUZIONE RISERVATA