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01/05/2021

«La Loggia cancelli l’accordo con Redo»

Brescia Oggi

IL CASO Dure critiche alla richiesta di finanziamento per la Tintoretto
Mirko Lombardi: «Un regalo ai privati ingiustificato»
Il Comune di Brescia si è accordato con Redo Sgr, la società che si è aggiudicata la torre Tintoretto di San Polo, per partecipare al bando ministeriale Pinqua: punta a 42 milioni di euro di cui per circa la metà beneficerebbe la Sgr per migliorare il progetto con il quale aveva vinto il bando dell'Aler. Il progetto di abbattimento e costruzione di nuovi edifici, era di circa 30 milioni di euro, e ora potrebbe disporre di altri 22 milioni pubblici. La vicenda raccontata da Bresciaoggi qualche giorno fa presenta alcuni lati controversi, legati alla commistione di interessi pubblici e privati, su cui l'ex consigliere regionale e di Aler, Mirko Lombardi, interviene con argomenti molto critici. Che lo portano ad avanzare precise richieste: «Al Comune chiedo il ritiro della delibera di richiesta dei finanziamenti, per ridiscutere il caso, approvato dalla giunta in assenza del sindaco. Sollecito la Corte dei Conti, alla quale esprimo una rispettosa critica per non avermi dato un cenno di risposta (Lombardi aveva presentato un esposto alla Corte denunciando la «svendita» della Torre da parte dell'Aler ndr) e alla quale invierò la documentazione relativa agli sviluppi del bando. Infine invierò le mie osservazioni ai ministeri e alle strutture tecniche del bando Pinqua». Questo è quanto Lombardi farà. Ma, dietro c'è una serie di rilievi mossi all'operazione pubblico-privata disegnata dalla Loggia in partnership con Redo sgr. Lombardi tocca alcuni punti scottanti. Intanto, dice che il fatto che 6milioni 400mila euro dei 42 di finanziamento siano destinati ad abbassare i canoni di affitto e i valori di vendita la dice lunga su una cosa: «che i valori convenzionati precedentemente con Redo (quelli su cui fu costruita la partecipazione al bando Aler ndr) e definiti housing sociale in realtà sono superiori al libero mercato e dunque fuori mercato». In questo senso le risorse pubbliche veicolate sul progetto di Redo, grazie alla parnership col Comune, costituirebbero un aggiustamento «provvidenziale» per stare sul mercato e garantire una possibilità di realizzazione altrimenti complicata. Non a caso «sia il documento del Comune, The Power of the tower, sia il progetto Redo - secondo Lombardi - sono privi di qualsiasi analisi di natura demografica, sul fabbisogno abitativo, sulle condizioni di mercato immobiliare bresciano, sulle fasce di reddito della domanda di casa bresciana». E avulsa dal contesto dei valori immobiliari e dello stato di depressione del settore erano state del resto - a parere di Lombardi - anche decisioni come quelle di scegliere come base d'asta la perizia nettamente più bassa fatta sull'immobile, di non mettere a reddito ma di svuotare e abbattere, disperdendo patrimonio pubblico. Mirko Lombardi evidenzia i 22milioni di finanziamento destinati a migliorare il progetto di Redo che pure avevavinto il bando garantendo negli elaborati e nella convenzione alta qualità progettuale, alto coefficente di risparmio energetico etc. Come dire, un secondo regalo, «dopo quello di Torre e aree connesse che risulta come un estensione di appalto alla stessa Redo, un appalto che da questa richiesta di finanziamento viene compromesso dei suoi elementi valutativi utilizzati: a queste condizioni e prospettive forse anche qualcun altro avrebbe trovato convenienza a partecipare»..