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08/05/2020

La legalità nella ripresa dell’economia Adesso la Regione cambia marcia

Gazzetta di Reggio - Andrea Vaccari

Via libera a nuovi fondi per progetti di sensibilizzazione. Rinnovata la Consulta: avrà anche poteri propositivi
Andrea Vaccari / Reggio EmiliaL'emergenza legata alla diffusione del Covid-19 ha aperto un fronte di crisi non solo sul piano sanitario ma anche su quello economico, in quanto gran parte delle aziende e dei professionisti hanno visto bloccata o ridimensionata la propria attività. E si sa che è proprio nei momenti di crisi che la malavita attecchisce più facilmente e si espande, rappresentando una forma di tentazione per chi, in difficoltà economica, è alla ricerca di immediata liquidità. Proprio la difesa della legalità è uno dei fronti di lavoro centrali dell'attività della Regione Emilia Romagna, già dallo scorso mandato, e che ha conosciuto negli ultimi giorni importanti passi in avanti. La giunta regionale ha infatti approvato, nella giornata di lunedì, due delibere significative che rafforzano il contrasto alla malavita: la prima riguarda il rinnovo della consulta della legalità, la seconda getta le basi per un accordo di programma che da un lato permetta l'elargizione di fondi agli enti pubblici per la realizzazione di eventi inerenti la legalità e dall'altro consenta il recupero dei beni confiscati alla mafia. LA CONSULTA Già dalla scorsa legislatura la Regione aveva indicato la legalità come uno dei focus principali sul quale operare. Nel 2016 - che ha rappresentato l'apice di una stagione particolare sul tema delle infiltrazioni mafiose - ha adottato il Testo unico sulla legalità (legge regionale 18/2016) ha tra i suoi scopi il contrasto all'usura, un forte controllo sugli appalti, la tutela occupazionale per il personale di aziende sottoposte a interventi giudiziari, maggiore sicurezza sul lavoro e azioni di prevenzione e contrasto della corruzione, con la riduzione delle stazioni appaltanti. Ma soprattutto, Il Testo unico ha individuato nella consulta per la legalità il proprio braccio operativo: si tratta di un organo di supporto della giunta con funzioni conoscitive, propositive e consultive, composto da rappresentanti delle istituzioni locali e statali, del mondo del lavoro, della società civile e da esperti di comprovata esperienza negli ambiti professionali, accademici e di volontariato. La prima convocazione di questo mandato toccherà al presidente Stefano Bonaccini (titolare della delega sulla legalità) dopo che le varie parti in gioco avranno nominato i rispettivi rappresentanti. UN MILIONE DI EUROAmmonta a un milione di euro la cifra stanziata dalla Regione per il contrasto all'illegalità. Due, in particolare, saranno i settori nei quali questa somma verrà ripartita in due tranche da 500mila euro: l'organizzazione di iniziative sul tema della legalità e il recupero dei beni confiscati alla mafia. Questo milione potrà essere appannaggio di enti locali - Comuni, Unioni di Comuni, scuole, Camere di commercio e altri - che promuoveranno eventi al centro dei quali vi siano la cultura e la promozione della legalità (un esempio, in terra reggiana, può essere il Festival della legalità, che ogni anno promuove incontri e serate a tema), o che presentino un programma di recupero di beni confiscati alla mafia sul proprio territorio. Attualmente, in provincia di Reggio Emilia, sono 18 i beni confiscati definitivamente alla mafia - in gestione all'Agenzia nazionale per i beni confiscati alla criminalità organizzata - che potranno conoscere una nuova "vita", con benefici per l'intera comunità. L'INCONTRO Queste due delibere danno di fatto il via a un percorso che lunedì ha visto un incontro tra la presidenza regionale (rappresentata nell'occasione da Giammaria Manghi, capo della segreteria politica) e i rappresentanti di Cgil Cisl e Uil, nel corso del quale sono stati individuati i campi di rischio all'interno dei quali la malavita potrebbe arrivare a operare, in questa fase di ripartenza. Il primo è il cosiddetto "decreto liquidità": non è infatti da escludere che i soggetti malavitosi possano in qualche modo arrivare a ottenere parte di queste risorse messe a disposizione e le utilizzino per i propri scopi illeciti. In seconda battuta, non è da trascurare il fatto che questi soggetti, grazie all'attività di riciclaggio di denaro, possano mettere con le spalle al muro piccoli imprenditori o commercianti che, davanti alle difficoltà economiche di questi tempi, si siano incautamente rivolti a loro. Infine, il settore degli appalti: se da una parte emerge con urgenza la necessità di sveltire i percorsi amministrativi, alleggerendoli e creando le condizioni per far ripartire presto l'economia, dall'altra questa semplificazione non deve andare a discapito della tenuta della legalità. --© RIPRODUZIONE RISERVATA