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17/04/2021

La Lega spinge le Regioni Il M5S il superbonus Draghi chiede unità

Il Sole 24 Ore - Barbara Fiammeri

TRATTATIVA SUL RECOVERY
Ieri la delegazione leghista dal premier senza Salvini, i Cinque Stelle con Crimi
ROMA

Recovery ma anche e soprattutto Sostegni e ripartenze . Il Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al Def e allo scostamento si è concluso e Mario Draghi può presentarsi al confronto organizzato con i partiti. Oggi tocca a M5s e Lega domani Pd e Fi, la prossima settimana gli altri. L'ordine del giorno è libero, il premier, con a fianco il ministro dell'Economia Daniele Franco e il sottosegretario Roberto Garofoli, vuole ascoltare più che parlare. Riassume le decisioni appena prese, si rammarica dei tempi stretti sul Recovery e manifesta la volontà di rendere sempre più frequenti gli incontri con le forze politiche, facendo un vero e proprio appello all'«unità», perché la svolta è vicina e il Governo lavora per sostenerla come confermano le decisioni assunte in Cdm. Più o meno è il canovaccio che aveva tenuto anche in occasione delle consultazioni prima dell'avvio del suo Governo. Ma il clima ora è assai più teso. Matteo Salvini all'ultimo ha dato forfait ed è tornato a Milano per vedere i figli. Dalla Lega negano che sia un messaggio di disappunto indirizzato al premier e ricordano che anzi i 40 miliardi di scostamento sono frutto della spinta del Carroccio.

Sarà, ma l'incertezza sui tempi delle riaperture sta mettendo a dura prova i nervi del Capitano, sfidato dalla Meloni sulla sfiducia a Speranza. Anche tra i pentastellati il clima non è dei migliori. Il passaggio di consegne a Giuseppe Conte è ancora da realizzare e così tocca nuovamente al reggente Vito Crimi l'incarico di guidare la delegazione M5s. Le priorità sono note: superbonus 110% e sostegni alle famiglie. Con Crimi c'è il ministro Stefano Patuanelli e i capigruppo Licheri e Crippa. Sul superbonus Crimi ha insistito sulla proroga fino al 2023 attraverso la copertura del Piano nazionale di ripresa e resilienza. «È una richiesta che viene da tutto il Parlamento», ha detto l'esponente M5s. Ma grande attenzione è stata dedicata anche alle ripartenze e ai 40 miliardi di scostamento che - ha detto il capogruppo alla Camera Crippa - dovranno aiutare anzitutto «le famiglie dei lavoratori autonomi e le partite iva».

Quando è arrivato il turno della Lega, il ruolo di capodelegazione lo ha assunto Giancarlo Giorgetti. Si torna a parlare di «distanza» tra il ministro dello Sviluppo e il leader leghista ma non ci sono riscontri dal Carroccio. Con Giorgetti c'erano il sottosegretario all'Economia, Claudio Durigon, i capigruppo, Romeo e Molinari, e il responsabile economico Alberto Bagnai. «Sul Recovery riteniamo che la delega al governo non sia in bianco: capiamo che i tempi siano stretti ma vogliamo dare indicazioni, anche sulle proposte raccolte dalle regioni», ha messo in chiaro Molinari anche con riferimento all'incontro tra i Governatori e alcuni ministri tenutosi poco prima e conclusosi con la richiesta da parte del presidente della Conferenza, il leghista Massimiliano Fedriga, di una presenza fissa delle Regioni nella cabina di Regia che gestirà il Recovery. «Chiediamo investimenti ma anche di cambiare le regole, rivedere - ma non cancellare - il codice degli appalti», ha aggiunto il presidente dei senatori Romeo. Ma al di là delle dichiarazioni a favor di stampa si è parlato tanto di ripartenze. Nonostante le insistenze però Draghi ha evitato di prendere impegni. Il premier ha invitato all'«unità», a evitare posizioni provocatorie («non fatevi i dispetti») e i leghisti gli hanno risposto ricordando gli attacchi subiti dal Pd. Un corpo a corpo che rischia oggi di fare un ulteriore salto di qualità oggi nella Cabina di regia che dovrà dare indicazioni sulle ripartenze.

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Forte il pressing anche sulle riaperture ma il premier non prende impegni e invita a «non farsi i dispetti»