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05/06/2019

La Lega incassa lo stop al Codice per 2 anni i Cinquestelle tengono duro sui subappalti

Il Messaggero - L. Ci.

LE NOVITÀ
CONFERMATA LA SOGLIA DEL 40% PER I LAVORI AFFIDATI A TERZI: NO ALLA PIENA LIBERALIZZAZIONE RESTA ANCHE IL LIMITE DEL 30% SULLE OFFERTE PIÙ VANTAGGIOSE: BILANCIAMENTO TRA FATTORE PREZZO E SICUREZZA
ROMA Per ora c'è solo l'intesa politica, mentre il testo tecnico arriverà - forse - nella mattinata di oggi. Dunque anche coloro che si confrontano tutti i giorni con le regole degli appalti - come i costruttori dell'Ance - attendono di capire quale potrà essere il nuovo assetto delle regole e che possibilità ci sono di arrivare davvero ad uno sblocco dei cantieri. In base a quanto si può ricostruire dalle dichiarazioni dei due partiti, sembra che la Lega abbia ottenuto - in tre casi su cinque - il via libera alla propria proposta di sospendere per un periodo di due anni il Codice degli appalti. IL MECCANISMO In cambio il Movimento Cinque Stelle ottiene un punto almeno simbolico su un tema qualificante, ovvero la soglia per il subappalto che viene portata al 40 per cento: non ci sarà quindi la piena liberalizzazione di questo meccanismo. E resta il limite del 30 per cento nel caso delle offerte economicamente più vantaggiose, in modo che l'elemento prezzo sia bilanciato con altri fattori quali la sicurezza. Più in generale c'è l'impegno politico a tener conto del lavoro svolto dalla commissione parlamentare. La linea portata avanti dal Carroccio in queste ore si basava sul rinvio alle direttive europee per tutte le situazioni non coperte da regolamentazione specifica, proprio a seguito della sospensione del Codice. Ma come fa notare la stessa Ance, si tratterebbe di un meccanismo di difficile attuazione, visto che in vari casi la normativa comunitaria non è direttamente applicabile (perché rinvia a sua volta alle leggi nazionali). LO SLITTAMENTO In ogni caso i punti sui quali il Carroccio ha ottenuto la sospensione del Codice degli appalti per due anni (punti che i pentastellati hanno presentato come tutto sommato irrilevanti anche perché inapplicati) sono tre. Il primo è relativo alla possibilità che i Comuni avranno - fino al 2020 - di procedere a fare le gare senza rivolgersi alla stazione unica appaltante. Quindi in questo caso scatta la sospensione dell'obbligo. Altro punto che verrà sospeso è la costituzione dell'albo dei commissari. Anche su questo aspetto, come ha spiegato il capogruppo a Palazzo Madama Stefano Patuanelli, lo slittamento in avanti non avrebbe particolari effetti pratici perché questa novità era comunque destinata a non essere attuata per un certo periodo di tempo. Infine c'è la proroga sempre fino al 2020 della possibilità di ricorrere all'appalto integrato. Sarà decisiva la concreta stesura del testo per capire se il nuovo complesso di norme permetterà di evitare una situazione simile a quella che si creò nel 2016, con l'entrata in vigore del nuovo Codice degli appalti: l'alto grado di incertezza normativa e la mancata preparazione in particolare del personale degli enti locali ebbero l'effetto (in parte superato negli ultimi mesi) di rallentare i lavori pubblici un po' un tutta Italia. I PRINCIPI «Il testo su cui abbiamo trovato l'equilibrio - ha detto a questo proposito Patuanelli - non crea nessuna norma interpretabile; introduce alcuni principi che riteniamo importanti per contribuire a velocizzare le procedure che portano a individuare un contraente della stazione appaltante, mantenendo però un controllo e le necessarie verifiche e i necessari pesi e contrappesi rispetto al tema che in questo Paese c'è della infiltrazione o comunque della corruzione». © RIPRODUZIONE RISERVATA