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16/01/2020

La guerra simulata nell’ex base militare

La Provincia Pavese - Pier Angelo Vincenzi

Ipotesi soft air e tiro con l'arco nell'area di Remondò In lizza due società sportive, il bando scade venerdì gambolò
Pier Angelo VincenziGAMBOLÒ. Si giocherà alla guerra nell'ex base dell'aeronautica della frazione Remondò. Il bando per l'assegnazione della base militare di Gambolò a una società sportiva si chiude venerdì. Ma ci sono già due candidature di società sportive, pronte a farsi carico della gestione. L'ambito d'attività dovrebbe essere quello del soft air, ovvero la «guerra simulata» con squadre di giocatori che usano armi che sparano proiettili di plastica biodegradabile che lasciano impronte colorate su chi è colpito. Ma tra le ipotesi in campo anche il tiro con l'arco. Sul tipo di società, naturalmente, vige il massimo riserbo, ma le possibilità che dopo decenni di abbandono la ex base aeronautica alla frazione Remondò venga assegnata sono forti. L'ex base come «palestra» di battaglie per finta.il bandoAl sindaco Antonio Costantino non può che far piacere, anche perché fu lui a chiedere al demanio di riavere il terreno e le palazzine, per poterle recuperare. Quella che qualche anno fa poteva sembrare una scommessa (quasi un azzardo) oggi comincia a prendere i contorni della realtà. «Il bando - spiega Costantino - affiderà la gestione a una delle due società. In cambio loro dovranno sistemare la recinzione, tenere pulita l'area e valorizzarla. Due candidati ci sono già, ma non è detto che entro venerdì non ne arrivino altri». Dei 70mila metri quadrati totali circa 60mila saranno gestite da questo nuovo soggetto, mentre nei restanti l'amministrazione svilupperà alcuni suoi progetti, che non sono tramontati, come il museo della guerra e della storia e un centro dedicato alla sicurezza pubblica.«Per la realizzazione del museo della guerra - continua il sindaco Costantino - abbiamo già avuto contatti con la Regione, mentre per il centro legato alla sicurezza ci sarà un altro bando tra poco».L'intenzione è quello di dare parte della base in gestione a una società privata che si occupa di vigilanza in cambio di alcuni servizi come il pattugliamento notturno delle strade di Gambolò e il controllo degli edifici pubblici e delle zone più a rischio.Le altre proposte«Per il museo - dice ancora Costantino - ci potrebbe essere uno stanziamento regionale, ma non lo sapremo fino a quando il bilancio non sarà ultimato. Nel caso in cui non arrivassero i fondi si interverrà lo stesso, ma solo quando l'amministrazione di Gambolò avrà risolto le proprie priorità, che sono la sistemazione del castello, degli asili e della scuola materna. L'asfaltatura delle strade era già stata pianificata, tolto corso Umberto che sarà oggetto di intervento di Pavia Acque. L'80% delle strade sono state messe in ordine, prima fra tutte la Roverina. In seguito si provvederà a sistemare il nido, i parchi e il castello». Dunque per il museo potrebbe volerci di più, ma già questi due interventi arrivati tramite bando contribuirebbero a recuperare la quasi totalità di un'area che a Gambolò giaceva abbandonata da più di vent'anni e che oggi necessità comunque di un intervento robusto di sistemazione. --(ha collaborato Andrea Ballone)