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05/03/2019

La Guardia di Finanza indaga su alcuni appalti del Comune di Incisa

La Stampa - manuela macario

coinvolto un artigiano del paese
Pr esunti appalti irregolari, affidati a un imprenditore, hanno messo nei guai il sindaco, il segretario comunale e i due funzionari tecnici del Comune di Incisa Scapaccino, accusati a vario titolo di abuso d'ufficio, truffa aggravata e omissioni d'atti d'ufficio.

L'indagine è partita da alcune verifiche della Guardia di finanza delle tenenza di Nizza. La ditta in questione, di proprietà di Antonio Leone, idraulico e impresario edile, si occupava anche dell'assemblaggio di contenitori sanitari per esami medici, che avveniva in un magazzino fatiscente, secondo i militari, che avrebbero trovato due lavoratori senza alcun contratto, compresa la moglie dell'impresario. Per la società, sconosciuta al fisco, sarebbero stati accertati ricavi per circa 500 mila euro sottratti a tassazione. A mettere nei guai il primo cittadino, Matteo Massimelli, il segretario comunale Daniele Germano, il geometra Fulvio Gamba e il funzionario amministrativo Carla Scarrone sarebbero stati due appalti affidati a Leone per sostituire la caldaia della scuola (circa 40 mila euro) e per ristrutturare un centro di aggregazione giovanile con fondi della Provincia (7 mila euro). Chi realizzò i lavori non possedeva il «Durc», documento fondamentale per poter lavorare con le amministrazioni pubbliche. Nonostante i solleciti anche di altri enti preposti alla verifica, il Comune, secondo l'accusa, affidò il secondo incarico all'impresario, accusato anche di falsità ideologica. «Sono stati due piccoli interventi a esclusivo vantaggio della comunità, il primo di particolare urgenza per non lasciare gli alunni al freddo e il secondo per il bene del paese»spiega l'avvocato Pietro Braggio difensore del Comune. Il primo cittadino e gli altri indagati sono «molto tranquilli» ammette il legale, «perché ritengono ci siano rilievi di natura penale forza ti».

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