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12/01/2021

La giunta cancella il regolamento per assegnare le case popolari

Il Tirreno

Sarà il Comune a dover accertare se lo straniero ha una casa nel paese d'origine «Le richieste non devono essere escludenti quando la domanda viene presentata» colpo di spugna
CASCINA. Con un colpo di spugna le politiche sulla casa della precedente giunta di centrodestra sono state congedate. La giunta sta lavorando al nuovo bando di concorso pubblico per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e nel corso dell'anno verrà pubblicato l'avviso. L'idea dell'amministrazione di centrosinistra, che al momento non ha sollevato le proteste della Lega o del centrodestra, è quella di definire un nuovo bando. Il pensiero leghista «Se sei straniero e hai una casa all'estero non puoi chiedere un alloggio popolare» è in netto contrasto con quello degli attuali amministratori che fin dalla loro elezione si sono dati l'obiettivo di cancellarlo quanto prima. «Terremo conto della necessità di eliminare le disposizioni discriminatorie verso gli stranieri previste dal precedente bando - dichiara l'assessora al sociale Giulia Guainai -. In particolare delle norme che richiedevano l'esibizione della certificazione di non possidenza di immobili ad uso abitativo ubicati all'estero. Questo requisito, così come disciplinato dalla legge regionale, non può né deve esser escludente in fase di presentazione della domanda, spetterà invece al Comune effettuare le idonee e necessarie verifiche in fase di assegnazione». In sede di stesura del testo, in relazione alle disposizioni regionali riguardanti il requisito di residenza anagrafica o lavorativa per almeno cinque anni non continuativi, è emersa la necessità di approntare ulteriori approfondimenti. La materia è oggetto di controversia, ricorda il Comune, come emerso anche dalla recente giurisprudenza della Corte Costituzionale. «Il radicamento territoriale non può comportare l'esclusione dalla possibilità di presentare domanda da parte di chi si trova in una situazione di emergenza abitativa e di effettivo bisogno. Si tratta evidentemente di un aspetto di rilievo sul quale la nuova giunta regionale ha mostrato un'apertura relativamente alla possibilità di valutare un adeguamento della legge alla giurisprudenza più recente sui requisiti di accesso ai bandi Erp», spiega il sindaco Michelangelo Betti. «Il rinvio della graduatoria diventa utile a far maggior chiarezza proprio nell'interesse di tutti i cittadini e con l'obiettivo di garantire effettivamente i loro diritti. Intendiamo evitare di pubblicare un bando che contraddice in parte la funzione sociale dell'Erp, violando il principio di uguaglianza sostanziale e che potrebbe risultare viziato in partenza, con il rischio che venga impugnato dalle associazioni di categoria come avvenuto in altri comuni, essendo il termine di 4 anni ordinatorio ma non perentorio». -© RIPRODUZIONE RISERVATA