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06/05/2021

La gestione affidata ai privati tra dubbi, polemiche e veleni conclusa con 11 anni di anticipo

La Sicilia

LE TAPPE
Baio (Pd). «Ritardi, ma escludo la malafede»
LAURA VALVO La convenzione tra il Comune e il C.C. Ortigia per la gestione della Cittadella dello Sport inizia a settembre del 2017 e sarebbe dovuta scadere nel 2032, cioè 15 anni dopo. Fin dall'inizio la scelta del Comune è oggetto di critiche da parte, in particolare di Salvo Baio (esponente di spicco del Pd) e del movimento Evoluzione civica. In particolare, Evoluzione civica, sulla base di un parere pro-verità di un noto amministrativista di Catania, evidenzia due aspetti critici. Il primo riguarda il bando di gara (art.15, comma 6, della legge n.9/2016) che prevede la possibilità che l'ente locale affidi la gestione di un impianto sportivo ad una società sportiva che a proprie spese ne cura la rigenerazione e la riqualificazione. Nel caso della Cittadella dello Sport, il Comune si impegna però a pagare, sulla base del capitolato prestazionale, per tre anni la metà delle utenze connesse alla gestione degli impianti sportivi, in contrasto con il principio fondante della legge che prevede la "gratuità della gestione", cioè senza oneri per il Comune. Questa scelta comporterà alla fine del primo triennio di gestione un onere a carico del Comune di oltre mezzo milione di euro. L'altra metà, di pari importo, a carico del gestore, non viene mai pagata e solo lo scorso anno l'amministrazione comunale decide di rivolgersi ad un legale per il recupero delle somme mai corrisposte dal C.C. Ortigia. Il secondo aspetto riguarda la procedura di gara seguita dal Comune, il quale, anziché applicare la legge sugli appalti, sceglie quella prevista dalla legge 9/2016 su Sport e Periferie che riserva alle sole società sportive la possibilità di partecipare alla gara. In realtà alla gara parteciperà solo il C.C. Ortigia. Un terzo fronte polemico è quello relativo al sistema tariffario applicato. A gara espletata, il Comune introduce con delibera di Giunta del 4 agosto 2017 un sistema tariffario diverso da quello esplicitamente indicato all'articolo 7 del capitolato prestazionale secondo il quale "il concessionario dichiara di accettare e applicare incondizionatamente le tariffe determinate con le delibere n.84/ del 27/2/2012 e n. 23/2010". Aggiunge il medesimo articolo 7 del capitolato che "le tariffe non possono essere variate nei primi tre anni della concessione". Invece vengono variate addirittura con tre anni di anticipo. Salvo Baio: «In questa vicenda ci sono una serie incongruenze politiche e amministrative, ritardi e superficialità, ma escludo la malafede» . l