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17/12/2018

La gara padovana finisce a Roma BusItalia chiede di escludere Atv

Il Mattino di Padova - Claudio Malfitano

Ricorso in Consiglio di Stato sulla sentenza del Tar: ora è inevitabile lo slittamento I giudici avevano rinviato la decisione alla Provincia grazie al "soccorso istruttorio" trasporto pubblico
Claudio MalfitanoUn'ingiustizia della Giustizia? Così i vertici di BusItalia hanno preso la sentenza del Tar che a inizio dicembre ha riconosciuto i "vizi formali" che avrebbero dovuto portare all'esclusione del raggruppamento guidato dai veronesi di Atv dalla gara per la gestione del trasporto pubblico per i prossimi 9 anni. Ma nonostante appunto la "ragione" data a BusItalia i giudici hanno rimandato la decisione all'autorità di gara, cioè la Provincia. Per questo l'azienda di proprietà di Ferrovie (partecipata al 45% da Palazzo Moroni) ha deciso di fare ricorso al Consiglio di Stato. Per alcuni però si tratta dell'ennesima mossa per rallentare una gara d'appalto di per sé già lunghissima. E che, quasi sicuramente, non si concluderà nel 2019.Ennesimo ritardoAdesso la parola passa ai giudici di Palazzo Spada, nella Capitale. Che ci metteranno almeno 3 mesi per dirimere la questione. Dunque si saprà solo in primavera se i concorrenti della gara per la gestione del trasporto pubblico rimarranno tre, cioè BusItalia, gli emiliani di Tper e il gruppo guidato dai veronesi Atv con i veneziani di Atvo e La Linea. Oppure se questi ultimi dovranno essere esclusi e lasciare il campo ad una corsa a due. Nel frattempo tutto si è già fermato: l'autorità di gara, guidata dal dirigente della Provincia Marco Pettene, ha annullato la seduta pubblica della commissione che era in programma lunedì 10 dicembre. Riunione non riconvocata ma rinviata a data da destinarsi. Il Tar non dirimeLa questione sta tutta nella sentenza dei giudici del Tar di Venezia, che hanno accolto il ricorso di BusItalia contro l'ammissione di Atv riconoscendo due "vizi formali". E cioè la mancanza del certificato Iso14001 richiesto dal bando di gara. E in secondo luogo il fatto che la domanda di partecipazione di Atv mancava dei certificati del casellario giudiziale che provano l'assenza di precedenti penali per i vertici delle società coinvolte. In aiuto del gruppo scaligero era arrivato il cosiddetto "soccorso istruttorio", cioè la possibilità di presentare delle «autocertificazioni» dopo la richiesta di integrazione da parte dell'autorità di gara. Dunque formalmente è stato annullato «il provvedimento di ammissione alla gara» di Atv, ma con questa postilla: «Salvi gli ulteriori adempimenti e le ulteriori determinazioni della stazione appaltante».Posizione sospesaIn pratica la posizione del gruppo Atv-Atvo-La Linea sarebbe rimasta sospesa fino a una pronuncia definitiva della Provincia. Una posizione che non è stata accettata da BusItalia, che con i suoi legali ha esaminato a fondo la sentenza. Scoprendo anche che i giudici amministrativi veneziani hanno persino citato una precedente decisione del Consiglio di Stato che in un caso analogo sanciva l'esclusione dei concorrenti.Da qui la decisione di impugnare la decisione del Tar, che pure formalmente dà ragione a BusItalia, davanti al Consiglio di Stato. Non è il primo né probabilmente sarà l'ultimo ricorso su una gara d'appalto che assegnerà un business da 353 milioni. E non succede solo qui: ad essere rimasta "impantanate" nelle carte bollata sono già state le gare del Friuli e di Firenze. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

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