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14/12/2019

La furia dei sindaci sul decreto

Corriere Adriatico

Proteste da Arquata, Force, Montegallo, Venarotta, Maltignano, Acquasanta e Castignano «Non sono state recepite le richieste su personale e sulla ricostruzione pubblica e privata»
IL POST TERREMOTO
ASCOLI I sindaci del territorio contrariati dalla recente approvazione del Decreto Sisma. Secondo i primi cittadini, non sono state recepite le loro richieste in merito alla ricostruzione pubblica, privata e sul personale degli uffici tecnici. Entro gennaio i Sindaci manifesteranno il loro disappunto nella Capitale.
La protesta
« Il decreto approvato non da risposte su alcuni temi. I contratti del personale nei Comuni e negli uffici ricostruzione andranno a scadenza e non avranno proroghe, perdendo così un capitale formato e bisognerà procedere ai nuovi bandi» dice il sindaco di Force Augusto Curti, « E' assurdo che ci siano norme stringenti nei cantieri per le opere straordinarie: un cantiere non può avere 22 passaggi differenti» dice Curti, «Gli ordini professionali, i Sindaci e la Regione si stanno lamentando « Manca l'impegno di chi ci rappresenta per una legge che chiediamo da tre anni. Di questo passo la ricostruzione si terminerà in 40 anni» dice Curti « Il premier Conte aveva detto che voleva un decreto shock e prendere in carico la gestione del sisma ma abbiamo un commissario che non ha fatto praticamente niente. Serve una protesta chiara e forte a Roma». La Vicepresidente della Regione Anna Casini esprime « Vicinanza ai sindaci . Sulla ricostruzione privata, c'è l'autocertificazione ma il problema viene spostato sui liberi professionisti: dovevano essere risolti i problemi delle proprietà indivise e dei piccoli abusi» dice Casini « Ci sono decine di modifiche di ordinanze complesse per tutti, tecnici inclusi. Devono esserci norme chiarissime».
I contratti
« E' un decreto con pochi passi in avanti ma senza lo scatto che serviva. A febbraio scadono i contratti dei tecnici: già la ricostruzione è farraginosa e dovremo anche formare nuovo personale» dice il Vicesindaco di Arquata Michele Franchi « Chiedevamo tre piccole cose che non hanno recepito. Bisogna ragionare con il cuore per far ripopolare le nostre zone» « Se non ci sono shock, andrà tutto a rilento» dice il sindaco di Folignano Matteo Terrani, « Il personale è essenziale per mandare avanti l'ordinarietà ma serve una stabilizzazione del personale. Manca una rappresentanza territoriale delle Marche del sud che vivono il dramma della ricostruzione». « La burocrazia è asfissiante. Ridateci il codice degli appalti, ridateci la normalità» dice il sindaco di Rotella Giovanni Borraccini, mentre per Sante Stangoni, sindaco di Acquasanta « Nessuno ha capito quali sono i problemi reali ed è giusto fare proteste eclatanti. In questo momento serve una struttura gestita dalla Regione, l'unica con cui confrontarsi» Per il sindaco di Maltignano Armando Falcioni: « Bisogna farsi sentire. Ascoli è un punto di riferimento per Amatrice e Norcia, ma noi siamo le vittime di questa situazione con le problematiche scaturite con l'erogazione del Cas» mentre per Martina Galanti, assessore alle politiche giovanili di Venarotta « I riflettori sono ancora accesi ma il problema doveva essere già affrontato da tempo e in maniera diversa» « Invieremo questa stessa lettera a Mattarella, che quando firmerà la legge ci dovrà chiedere perché le nostre richieste non sono state minimamente recepite» dice il sindaco di Castignano Fabio Polini, «Mattarella è il nostro ultimo baluardo». Conclude il presidente della Provincia e sindaco di Montegallo Sergio Fabiani, « Bisogna protestare con forza a Roma».
Cristiano Pietropaolo
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