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11/06/2020

La fuga in avanti del Centro servizi irrita il Consiglio

La Stampa - ALESSANDRO MANO

courmayeur
COURMAYEUR C'è un che di taumaturgico nella gestione del Csc di Courmayeur. Negli ultimi anni, una serie di miracoli, in positivo e in negativo, ne caratterizzano la gestione. Il primo: la moltiplicazione dei consigli d'amministrazione, quattro in un anno e mezzo. L'ultimo è stato rivelato dall'opposizione nel Consiglio comunale di lunedì. L'assemblea ha approvato, non senza scontri, di istituire la figura del revisore legale dei conti nella municipalizzata, scindendolo dal collegio sindacale. Il miracolo? Quattro giorni prima della decisione, il Centro Servizi Courmayeur aveva già pubblicato il bando. A rivelarlo, in videoconferenza, è stato il consigliere di minoranza Massimo Sottile. «Il bando è già pubblicato sul Meva. Non sarebbe stato più opportuno che il Consiglio ne approvasse la decisione? È una questione formale e di rispetto. Se il Consiglio non approvasse la delibera, che fine farebbe il bando? Mi sembra totalmente assurdo fare l'evidenza pubblica prima di approvare la decisione». Dura anche l'ex assessora Raffaella Sarteur, consigliera di maggioranza, che si è astenuta: «Spiace venire a conoscenza durante un Consiglio di atti del Csc che avremmo dovuto conoscere. Il bando, inequivocabile, è del 4 giugno. Sono informazioni che avremmo dovuto avere a priori e avremmo dovuto discuterne in maggioranza». Anche Alberto Vaglio, gruppo misto, ha bollato l'atto come «illegittimo». Per lui «è il segno di come il Csc se ne freghi degli indirizzi del Consiglio comunale». Vaglio ha poi evidenziato come «la "in house" sia totalmente fuori controllo» perché «tralasciando i quattro consigli di amministrazione che si sono succeduti, si è passati in due anni da un amministratore a un cda a tre. Poi si è scelto di affiancare al cda un direttore generale. Ora si sdoppia il collegio dei sindaci, aggiungendo il revisore legale. Tutto è diventato macchinoso, nessuno prende decisioni». L'atto è passato, dopo che il sindaco Stefano Miserocchi aveva dovuto «sedare» l'assessore al Turismo, Ivan Parasacco, che ha perso la pazienza verso chi «sparge letame su un'azienda che funziona», con 7 «sì» della maggioranza», 5 «no» delle opposizioni, l'astensione di Sarteur e l'uscita dall'aula della sesta consigliera di minoranza, Roberta D'Amico. Il Csc, dove gran parte dei dipendenti è in cassa integrazione per il Covid-19 ancora per giugno, è in arrivo il general manager. La selezione è quasi conclusa: hanno partecipato in 18, quattro di questi sono passati alla selezione orale davanti alla commissione. Tre candidati (Mattia Tonolo, ex capo del settore turismo del Csc stesso e «silurato» a ottobre, l'ex presidente della Finaosta Massimo Lévêque e Raffaella Scalisi) affronteranno un colloquio con il cda, che sceglierà il nuovo direttore. «Si punta a chiudere l'iter entro giugno, per avere una piena operatività del direttore attorno a fine luglio» dice il sindaco. - © RIPRODUZIONE RISERVATA RAFFAELLA SARTEUR CONSIGLIERA DI MAGGIORANZA Il bando pubblicato è del 4 giugno Sono informazioni di cui avremmo dovuto discutere