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05/12/2019

La frammentazione degli F24 fa a pugni con le retribuzioni mensili

Il Sole 24 Ore - Giorgio Gavelli

L'APPROFONDIMENTO gli adempimenti
La recente formulazione lascia molti dubbi sull'impatto che avrà nella pratica delle imprese
Da un intervento diretto sul versamento delle ritenute ad un controllo successivo sull'importo versato. Può essere, così, riassunta la modifica degli adempimenti imposti al committente dopo l'approvazione dell'emendamento all'articolo 4 del Dl fiscale, volto a contrastare le omissioni nei versamenti delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente, che dovrebbe entrare in vigore da gennaio.

Nel nuovo testo troviamo, in primo luogo, una duplice limitazione di tipo quantitativo ed oggettivo sui rapporti contrattuali interessati, che ora sono rappresentati da appalti/subappalti/affidamenti consortili e simili caratterizzati, da un lato, da un importo complessivo annuo superiore a 200mila euro (non sarà però semplice stabilire come si misura il tetto) e, dall'altro, dal «prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente con l'utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest'ultimo o ad esso riconducibili» (si veda l'altro articolo in pagina). In questo modo, l'ambito oggettivo della norma coincide con quello della prevista estensione del reverse charge Iva - in stand-by in attesa dell'autorizzazione Ue - se non fosse per il limite quantitativo annuo, assente nel reverse.

Per il committente compare anche un limite tutto da chiarire (il 20% del valore complessivo dell'opera o del servizio ovvero l'ammontare delle ritenute individuate come non versate) riguardante il blocco ai pagamenti da imporre all'appaltatore o subappaltatore inadempiente. Ora il committente non deve più segnare sul calendario la data del quinto giorno lavorativo anteriore alla scadenza di versamento delle ritenute (termine fondamentale per il decreto in vigore) ma quella del quinto giorno lavorativo successivo a tale scadenza (fissata al 16 del mese successivo al pagamento degli stipendi).

È entro tale termine, infatti, che, nel nuovo testo, il committente deve ricevere da tutti i soggetti della filiera le deleghe versate (che vanno, quindi, distinte per committente) e tutti i dettagli per il calcolo delle ritenute distinte per dipendente, con separata indicazione di quelle riferite a quello specifico appalto. Oltre all'appesantimento burocratico, è probabilmente quest'ultimo l'aspetto più discutibile che l'emendamento condivide con il testo pubblicato, perché la disciplina fiscale delle retribuzioni non è divisibile per singola prestazione, ma è regolamentata per applicarsi come cumulo mensile.

È evidente che in tutti i casi in cui sarà possibile si seguirà il percorso alternativo, la disapplicazione dei controlli del committente in presenza della certificazione di affidabilità fiscale presentata dalle imprese appaltatrici/subappaltatrici e affidatarie per attestare: di essere in attività da almeno tre anni, di essere in regola con gli obblighi dichiarativi e di aver eseguito negli ultimi tre periodi d'imposta versamenti nel conto fiscale per un importo complessivamente non inferiore al 10% dell'ammontare dei ricavi dichiarati; di non avere carichi affidati agli agenti della riscossione relativi alle imposte sui redditi, all'Irap, alle ritenute e ai contributi previdenziali per importi superiori a 50mila euro, scaduti e non rateizzati.

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