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12/05/2020

La Fondazione si affida a Iadarola per far ripartire i cantieri della cultura

Gazzetta di Modena - Stefano Luppi S.L.

Gli obiettivi dell'ingegnere: i lavori al Salone d'onore, l'ampliamento dei Musei del Duomo e la grana Sant'Agostino il personaggio
Stefano LuppiPochi mesi, resi complicati dal Coronavirus, e presto vedranno la luce cantieri importanti per la Modena culturale, come quello nel Salone d'onore di Palazzo Ducale in piazza Roma e l'ampliamento dei Musei del Duomo in pieno sito Unesco. Questi ultimi, collocati in via Lanfranco, vedranno da settembre lavori che permetteranno un allargamento della superficie, grazie allo spostamento degli archivi notarili presso alcuni locali della Stazione piccola di piazzale Manzoni. Il tutto in attesa che la Soprintendenza dia il via libera per il primo lotto di restauro dell'ex ospedale Sant'Agostino: ancora nessuno, tra Modena e Bologna si espone direttamente con dichiarazioni, ma l'impressione su questo punto è che i vari protagonisti inizino a non comprendere perché l'ufficio di tutela tardi così tanto per lavori solo conservativi o quasi della parte settecentesca.LA FONDAZIONEDi tutti i progetti citati si occupa la Fondazione di Modena, l'ente di origine bancaria presieduta da Paolo Cavicchioli che in questi mesi di emergenza ha sostenuto con varie iniziative l'ambito sanitario. Ma ora l'ente, dotato di uno dei patrimoni più ampi d'Italia tra le 88 fondazioni, guarda avanti e pensa di nuovo ai progetti. Un "particolare" di questa "ripresa delle attività" è data dalla nomina di un consulente tecnico molto noto in città, Giuseppe Iadarola. L'ingegnere, per nove anni presidente della società di progettazione "Ingegneri Riuniti" (oggi prenderà il suo posto il vicepresidente, Emanuele Gozzi) è infatti diventato il responsabile dei progetti citati per la Fondazione. «L'ingegner Iadarola - spiega Cavicchioli - collabora con il nostro ente sul Salone d'onore e gli Archivi notarili. Continueremo a collaborare in continuità anche su altri progetti simili ai precedenti, lavori che affronteremo in futuro perché pensiamo che le sue competenze possano essere utile alla fondazione anche per il progetto architettonico di Sant'Agostino».IL SALONE D'ONOREIadarola spiega nei particolari cosa farà nei prossimi mesi. «Partiamo - dice l'ingegnere - dal Salone d'Onore della Accademia militare dove già nei mesi scorsi ho partecipato al progetto di restauro dell'ampio soffitto dipinto dal pittore Marcantonio Franceschini. Ora stiamo progettando, con finanziamento della Fondazione, un nuovo impianto di illuminazione a led per rendere ben visibile dal basso queste importanti pitture. Sarà un impianto di illuminazione dinamico, ossia le luci potranno modificarsi a seconda che nel salone ci sia una cena oppure una visita guidata. Abbiamo purtroppo rallentato a causa dell'emergenza, ma entro l'estate faremo la gara d'appalto ed entro settembre dovremmo partire coi lavori».ARCHIVI E MUSEI«Con gli stessi tempi - continua Iadarola - dunque lavori entro settembre con la Fondazione come stazione appaltante, ci occupiamo degli archivi notarili oggi posti ai Musei del Duomo in collaborazione col Comune. La raccolta di carte dei notai sarà spostata alla Stazione piccola e al suo posto si allargheranno i Musei».SANT'AGOSTINOResta il progetto principale, non solo per la Fondazione, ma l'intera città ed è quello che negli anni ha subito maggiori "scossoni" tra ricorsi al Tar di Italia Nostra, ritardi, polemiche infinite. Dopo la bocciatura del progetto la Fondazione ha accettato di restaurare per lotti, ma ancora la Soprintendenza non ha detto sì al primo. Con ogni probabilità se ne occuperà Iadarola, già collaboratore di Gae Aulenti per il primo progetto delle due torri poi abortite. «Me ne occupai con Gae Aulenti - termina Iadarola - ora vediamo quel che accadrà. Per ora possono solo dire che lascio Ingegneri Riuniti, dove entrai nel 1990. Sto anche cercando di vendere le azioni per essere più indipendente possibile per i lavori da libero professionista». --© RIPRODUZIONE RISERVATA