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23/10/2020

La Finanza alle Ferrovie per appalti assicurati con maxi risarcimenti

La Repubblica - Maria Elena Vincenzi

L'inchiesta
roma - Appalti assicurati a suon di polizze e liquidazioni generosissime. I finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria hanno bussato alla sede di Ferrovie dello Stato per una serie di acquisizioni disposte dalla procura di Roma che indaga su giro di corruzione che coinvolge le società del gruppo e Generali.
Il fascicolo già conta i primi indagati. Nel mirino le gare bandite dall'azienda dal 2013 a oggi sui servizi assicurativi, tra cui anche quelli di "responsabilità civile terzi e operai" e "rischio incendio danni". Appalti milionari che sarebbero finiti tutti ad una sola compagnia, Generali appunto, in pratica mono-fornitore dell'azienda da anni. In cambio, alcuni dirigenti anche di vertice di Fs, Rfi e Trenitalia avrebbero ottenuto polizze e liquidazioni vantaggiosissime. Tra le vicende all'attenzione del procuratore aggiunto Paolo Ielo e dei pubblici ministeri Claudia Terracina e Fabrizio Tucci ci sarebbe anche la maxi liquidazione ottenuta dall'ad e direttore generale del Gruppo Ferrovie dello Stato Gianfranco Battisti. Il manager - che per scelta dell'ex ministro dei Trasporti Danilo Toninelli due anni fa è stato promosso da responsabile dell'Alta Velocità al vertice del gruppo nel 2014 ha beneficiato di una maxi risarcimento da 1,6 milioni di euro per essere caduto in bagno durante una domenica di lavoro (in realtà, le liquidazioni erano due una per il danno e una di indennizzo per inabilità).
Stando all'accusa dei magistrati, quel caso sarebbe solo la punta di un iceberg di un sistema che funzionava così e che ha permesso a Generali di essere, per anni e ancora oggi, l'asso pigliatutto delle gare bandite da Ferrovie. Ad ottobre del 2019, Italia Viva aveva presentato un'interrogazione parlamentare sulla gestione del gruppo, in cui si affrontava la questione del super indennizzo di Battisti, ma non solo quella. Il primo quesito riguardava proprio le coperture. I deputati Lella Paita e Luciano Nobili domandavano se fosse vero «che la gara per le coperture assicurative esperita dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane nel 2017 aveva registrato, dopo diversi anni di gestione mono-fornitore, un ribasso complessivo rispetto alla spesa storica di circa il 40 per cento, garantendo l'apertura dei servizi ad almeno sette istituti assicurativi di primario rating mondiale». Secondo i parlamentari era un successo della gestione di Renato Mazzoncini, il ceo voluto da Matteo Renzi e silurato su due piedi da Toninelli in favore di Battisti. Quest'ultimo, stando all'interrogazione, appena nominato aveva rimosso dall'incarico i dirigenti che avevano ottenuto quei risultati «riportando la gestione assicurativa nella precedente area organizzativa». A Generali, quindi.
Ora l'accusa di pubblici ministeri e finanzieri supera di gran lunga i quesiti inoltrati al ministero dei Trasporti e a quello delle Finanze perché il sospetto è che quell'egemonia, che somiglia tanto ad un'esclusiva, Generali se l'assicurasse con polizze e risarcimenti da capogiro a chi doveva decidere l'assegnazione degli appalti.

L'anticipazione

Il 12 ottobre 2019 su Repubblica la notizia di un'interrogazione parlamentare sulle polizze assicurative alle Ferrovie