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30/08/2018

“La disinfestazione costa e i comuni sono lasciati soli”

La Stampa - ANDREA ZAMBENEDETTI TREVISO

DAVIDE GIANELLA Il sindaco di Piove di Sacco (Padova): "È emergenza Centralizzare i processi aiuterebbe. La normativa è troppo complicata" INTERVISTA
«Il sistema è pensato per scaricare tutto sui sindaci. Noi amministratori siamo lasciati soli». Davide Gianella è il primo cittadino di Piove di Sacco, comune di 20 mila abitanti nel sud della provincia di Padova. Il suo è l'ultimo comune del Veneto in cui è scattato l'allarme West Nile. La comunicazione è arrivata attorno alle 14 di ieri e immediatamente è scattato il piano d'emergenza. Mobilitata la protezione civile, redatto in fretta e furia, dal sindaco e due collaboratori, un volantino per informare la cittadinanza. Dalle 23,30 di oggi (giovedì) scatterà la disinfestazione. Tutti dovranno spegnere impianti di aerazione, pulire le verdure degli orti prima di mangiarle, ritirare o coprire i giochi dei bambini. Sindaco, proprio in queste ore gli infettivologi chiedono un piano nazionale per scongiurare situazioni come quella che vive il suo comune. Può essere una strada percorribile secondo lei? «Certo, avere dei piani coordinati è sicuramente utile, ma bisogna tener conto delle diversità dei territori e quindi non ci possono essere soluzioni universali che vadano bene per tutti». Ma per un comune come il suo fronteggiare l'emergenza West Nile cosa implica? «Non c'è in ballo solo la disinfestazione, ma anche la prevenzione. Aumentare gli sfalci dell'erba ha un costo. Farlo con la normativa sul codice degli appalti complica ulteriormente le cose. In questo senso la centralizzazione potrebbe essere utile ad abbattere i costi». E in termini di bilancio? «Si tratta di un capitolo di spesa complesso a cui concorrono più voci. Siamo comunque davanti a spese rilevanti a cui fare fronte, in tempi non facili per le finanze pubbliche». È tutto a carico dell'ente? «No. La Regione ha messo a punto un protocollo e stanziato dei fondi, dividendo per fasce di urgenza i comuni. Il nostro non rientrava tra quelli in cui era necessaria la disinfestazione. Ma il meccanismo prevede che nel momento in cui viene dato l'affidamento per la disinfestazione quei soldi devono già essere nella disponibilità del comune, poi eventualmente si potrà chiedere l'intervento della Regione». Un comune come Piove di Sacco in che modo può prevenire simili emergenze? «Il clima ha portato a una moltiplicazione delle zanzare comuni, l'azienda sanitaria ha fatto delle riunioni per spiegarci quello che stava succedendo. La Regione ha predisposto un protocollo e stanziato dei fondi. Noi stavamo già facendo una campagna di prevenzione fornendo gratuitamente le pastiglie di larvicida, oltre ad occuparci di sensibilizzazione dei nostri concittadini». Eppure vi sentite lasciati soli... «Tutti fanno la propria parte, sia chiaro. L'Unità sanitaria fornendoci informazioni. Anche la Regione, con un protocollo che arriva a fine estate. Ritardo giustificato dal fatto che prima non c'erano numeri sufficienti. Insomma, non si può contestare niente a nessuno. Ma è chiaro che alla fine tutto pesa sulle spalle dei comuni e quindi dei sindaci». - c BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

DAVIDE GIANELLA SINDACO PIOVE DI SACCO (PADOVA)

La Regione stanzia i fondi a seconda dell'urgenza Noi non risultavamo tra le priorità

Il clima ha portato a una moltiplicazione degli insetti nocivi Noi sensibilizziamo e regaliamo larvicidi