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04/03/2019

La direttrice della Sanità “Non vado via”

La Repubblica - Michele Bocci

Il caso
Monica Calamai non ha intenzione di lasciare l'incarico di direttrice del dipartimento alla Salute della Toscana. Non può negare di aver fatto domanda per le Asl del Lazio e di altre Regioni, come scritto ieri da Repubblica, ma spiega di averlo fatto «semplicemente esercitando un mio diritto, allo scopo di essere inserita negli elenchi per ruoli di direzione di altre Regioni».
Per la verità i bandi non servono a formare elenchi regionali dai quali le amministrazioni possono via via pescare i manager, come avveniva un tempo, ma sono finalizzati "alla formazione delle rose di nominativi dei candidati idonei alla nomina a direttore generale" di aziende ben definite. pagina V Monica Calamai non ha intenzione di lasciare l'incarico di direttrice del dipartimento alla Salute della Toscana. Non può negare di aver fatto domanda per le Asl del Lazio e di altre Regioni, come scritto ieri da Repubblica, ma spiega di averlo fatto «semplicemente esercitando un mio diritto, allo scopo di essere inserita negli elenchi per ruoli di direzione di altre Regioni». Per la verità i bandi non servono a formare elenchi regionali dai quali le amministrazioni possono via via pescare i manager, come avveniva un tempo, ma sono finalizzati "alla formazione delle rose di nominativi dei candidati idonei alla nomina a direttore generale" di aziende ben definite (nel Lazio sono sei e i direttori attuali scadono questo mese).
Chi non entra quindi per partecipare ad eventuali futuri concorsi per altre aziende della stessa Regione deve rifare domanda.
Calamai non nega di aver incontrato nelle scorse settimane l'assessore alla Salute del Lazio, Alessio D'Amato, che la considera tra i candidati più importanti per le aziende ospedaliere San Giovanni e Sant'Andrea di Roma. «Finché la giunta regionale e il presidente Rossi mi confermeranno la loro fiducia - dice sempre la manager - resterò a svolgere il lavoro che mi è stato assegnato con il massimo impegno». Non è chiaro quanto a lungo verrà comfermata questa fiducia. A giudicare dalle parole di ieri del governatore Enrico Rossi Calamai potrebbe restare tranquillamente fino a fine legislatura. Rossi non si preoccupa del fatto che la dirigente più importante della sanità sia candidata per andare in un'altra Regione e degli effetti che questa notizia può avere sul sistema sanitario, ma si compiace degli apprezzamenti che arrivano per la sanità toscana: «Fa piacere apprendere che nostri dirigenti di alto livello possano essere candidati apprezzati a ruoli importantissimi anche in altre Regioni». Rossi ritiene i risultati raggiunti dalla sanità nell'anno di direzione di Calamai «importantissimi». Inoltre affronta il tema dei nuovi direttori generali. Dopo il via libera a Maria Letizia Casani come direttore generale della Asl Toscana Nord-Ovest e di Paolo Morello alla Toscana Centro dice che nei prossimi giorni procederà «anche alla nomina del direttore della Asl Toscana Sud-Est. Tutto questo esercitando le mie prerogative e scegliendo in coscienza, come ho fatto già per la dottoressa Calamai, le figure e le persone che ritengo più adeguate, più competenti e più appassionate a svolgere ruoli così decisivi e tanto importanti per la vita dei cittadini toscani».
Il riferimento è ad Antonio D'Urso, che Rossi ha proposto per la Asl Sud-Est e sul quale, dal territorio e dal Pd, in particolare da Stefano Scaramelli che presiede la commissione sanità del consiglio regionale, ci sono perplessità.

Foto: L'azienda L'ingresso dell'azienda universitaria ospedaliera di Careggi