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01/10/2019

La Dia: le nuove leve sfuggono al controllo dei boss storici

La Gazzetta Del Mezzogiorno

l «L'altro aspetto di rilievo che ha connotato la città di Bari nel periodo in esame, riguarda il riacutizzarsi delle ostilità tra clan antagonisti, per il controllo delle piazze di spaccio e del racket, in un crescendo di agguati, gambizzazioni, veloci turn-over interni alle gerarchie criminali e difficoltà di controllo delle nuove leve, apparentemente insensibili ai precetti dei boss storici, molti dei quali detenuti e pertanto limitati nell'imporre le proprie regole». È questo lo scenario descritto dai detective della Dia sullo stato della criminalità barese con riferimento al secondo semestre 2018. «Scendendo nel dettaglio delle dinamiche del capoluogo - si legge ancora - il clan Strisciuglio, legato al Borgo Antico di Bari con forti mire espansionistiche oltre i quartieri cittadini e storicamente rivale del clan Capriati, è ancora dedito alle estorsioni, al traffico di sostanze stupefacenti, all'usura e alla ricettazione. Si conferma alleato degli Strisciuglio il gruppo dei Telegrafo, operante nel quartiere San Paolo, coinvolto in una faida contro il clan Mercante che, invece, resta vicino ai Capriati ed alleato dei Diomede». Il clan della «Luna», spiegano sempre i detective della Dia vanta articolazioni in molti quartieri della città (Libertà, Fesca, San Girolamo, Enziteto, San Pio, San Paolo, Città Vecchia e Carbonara). Droga a parte, il racket del pizzo resta una delle le principali attività illecite commesse dai 12 clan baresi. La relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia inserisce nella categoria le famiglie di camorra Strisciuglio, Misceo, Mercante-Diomede, Fiore-Risoli, Anemolo, Di Cosola, Lorusso, Palermiti-Parisi, Di Cosimo-Rafaschieri, Capriati e Velluto, alcune in auge altre sul viale del tramonto. Ma il ventaglio è infinito. A partire dalle mire nell'economia legale. «Le compagini criminali più strutturate della città di Bari - si legge ancora -, oltre ai tradizionali traffici delittuosi, appaiono sempre più interessate all'infiltrazione legale, specie quella connessa al settore degli appalti pubblici, all'edilizia e al commercio. Questi gruppi, manifestano competenze tecniche sempre più elevate ed una marcata propensione ad investire in settori economici emergenti, come quello del gioco d'azzardo e delle scommesse on-line». La chiave d'accesso utilizzata dalla malavita per entrare nel mondo della imprenditoria locale spesso è proprio la tangente, il piccolo ricatto. «Le estorsioni - afferma la Dia - costituiscono a Bari ancora la più emblematica forma di controllo del territorio. Nel caso in cui sono riconducibili a bande di giovani delinquenti, vengono spesso realizzate in forma violenta, anche ricorrendo all'uso delle armi. Sostanzialmente diversi appaiono, invece, spiegano gli analisti - i metodi adottati dai più alti livelli criminali, che mirano ad acquisire posizioni di monopolio o il controllo economico del territorio».