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26/06/2020

La cricca voleva mangiare sulla M1 per Monza

Libero - LORENZO GOTTARDO

L'inchiesta sulle presunte tangenti
Bellini prometteva ai suoi uomini lavori legati al prolungamento del metrò. Sequestrati 67mila euro in contanti al funzionario
■ Giorno tre da quando su Atm si è abbattuta la bufera delle presunte tangenti sugli appalti indirizzati dal «metodo Bellini». Le carte dell'inchiesta, coordinata dal pm Giovanni Polizzi, e le perquisizioni compiute ieri dai militari della Gdf svelano nuovi aspetti su come, almeno dal 2013 in poi, il sistema ideato da Paolo Bellini gli abbia permesso di alterare decine di gare indette da Atm - ben 8 tra l'ottobre 2018 e il luglio 2019, il periodo delle indagini - per favorire le società «amiche» con consulenze, sopralluoghi e informazioni interne. Da un lato, i 67 mila euro sequestrati ieri al dominus degli appalti: 17mila euro in contanti sarebbero stati ritrovati dai finanzieri direttamente in casa del dirigente Atm, mentre altri 50mila erano negli uffici della Mad System srl - società di cui Bellini, in più di un'intercettazione, si era vantato di essere «socio occulto» - di Cassina de' Pecchi. Dall'altro, la perquisizione effettuata nell'ufficio di Manuela Villa, responsabile per normativa e gestione delle gare d'appalto, ma anche «una carissima amica», come la definiva Bellini nelle sue telefonate. La manager, che al momento non è indagata, per gli inquirenti potrebbe essere in possesso di documenti utili per il prosieguo delle indagini. Perché il nome di Manuela Villa compare non solo nella commissione esaminatrice dell'appalto da 127 milioni di euro per il rinnovo del sistema di segnalamento della linea M2, ma viene indicato dallo stesso Bellini al dirigente della Gilc Impianti Piergiorgio Colombo. In ballo, allora, c'era una fornitura triennale per i sistemi di alimentazione elettrica da oltre mezzo milione. «Ho parlato con la Villa... Mi ha detto che, se hai bisogno, di chiamarla tranquillamente per mettere a posto le carte», spiega Bellini. Ovviamente, quella «consulenza» ha un prezzo: uno stipendio da 2mila euro al mese, per i tre anni di durata del bando, da riconoscere al funzionario. Nei piani del dominus degli appalti, infatti, la ditta di Cernusco sul Naviglio ha sempre ricoperto un ruolo importante, soprattutto per ciò che riguarda la linea metropolitana rossa. La Gilc Impianti, ad esempio, si trova coinvolta nella vicenda, datata marzo 2019, dei cavi sbagliati e con stampigliatura contraffatta. Per lo smantellamento dei deviatoi la ditta si rifornisce di cavi modello RG16, invece dei previsti RG18. Nessun problema, per coprire la falla basta sostituire la stampigliatura perché «io non vengo a farti neanche i collaudi» e il fatto verrà fuori solo in caso d'incidente. E di lavori, anche nel prossimo futuro, ce ne sarebbero stati da fare molti in quella specie di miniera d'oro della linea M1. Tra cui le opere per il prolungamento della tratta fino a Monza: roba da «un milioncino - si pronuncia Bellini nelle intercettazioni con Colombo - per fare tutto l'impianto di illuminazione in galleria e l'installazione della terza e quarta rotaia. Perché i soldi sono arrivati, finalmente». Questo, dunque, il prossimo business su cui mettere le mani, in collaborazione con altre aziende, per ottenere commesse e subappalti garantiti in favore anche delle proprie. Prima la Ivm srl e poi, dopo la sua liquidazione, la Mad System srl che ne ha preso il posto. «Mi hanno lasciato la documentazione per il prolungamento di Sesto», annuncia il dirigente Atm a Domenico Benedetto, uno dei suoi soci, verso la metà di marzo 2019. «Ci chiederanno un preventivo, ma il lavoro ce lo dà direttamente Gcf». Intanto, pochi giorni prima, la Mad System srl si era già accaparrata gli interventi per l'eliminazione delle porte di banchina, presso la stessa stazione metropolitana di Sesto: in quel periodo, le porte di banchina venivano considerate come possibile causa delle brusche frenate lungo la linea. Un intervento d'emergenza, per la durata complessiva di quattro settimane, che non avrebbe richiesto una gara d'appalto. Anche perché il dirigente Atm, parlando con il collega incaricato, aveva già l'azienda giusta cui affidare la commessa: «Posso chiamare la Mad System. Gli faccio fare un preventivo». Un preventivo che, su ordine suo, il socio Domenico Benedetto aumenta del 20%. «Noi facciamo la nostra offerta con i nostri guadagni e con tutto».

Foto: LINEA La fermata di Sesto San Giovanni della metropolitana M1, la storica linea «Rossa» (Fotogramma)