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07/02/2020

La Corte dei Conti sugli oss: «No all’azienda in house» I magistrati contabili interpellati dal Tar ligure e dalla Regione hanno negato la possibilità di creare società per assorbire i dipendenti Il parere dei giudici

Il Secolo XIX - si. co.

La SpeziaDoccia fredda della Corte dei Conti della Liguria sull'azienda in house che avrebbe dovuto assorbire direttamente i 158 oss di Coopservice. Il parere al Tribunale amministrativo sulla possibilità per un'Azienda sociosanitaria di costituire una società in house a cui affidare i servizi dedicati a soddisfare i bisogni primari della persona, era stato chiesto dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti nel dicembre scorso. In pratica la Regione aveva prospettato alla Corte dei Conti l'ipotesi di costituire un'apposita società in house alla quale affidare i servizi attualmente svolti dalla cooperativa Coopeservice negli ospedali della provincia della Spezia. La società In house avrebbe dovuto subentrare nell'appalto che scadrà in estate e assorbire il personale attraverso la clausola di salvaguardia occupazionale senza bandire il concorso pubblico. Ma la Corte dei Conti sostiene che non si possa adottare la clausola sociale. Una batosta per i 158 oss spezzini che vedono allontanarsi la possibilità di poter continuare a lavorare. Nonostante tutti quanti abbiamo sulle spalle molti anni di lavoro nelle corsie degli ospedali spezzini, la maggior parte degli oss è avanti con gli anni e il tasso di scolarizzazione è basso. Non solo. Trattandosi nella maggior parte dei casi di donne che oltre al lavoro in ospedale devono occuparsi anche della loro famiglia, il tempo da dedicare allo studio è modesto. In questa situazione c'è il rischio che molti di 158 lavoratori non riescano a superare la prova d'esame e che pertanto perdano il loro posto di lavoro. In pratica la Corte dei Conti sostiene di non poter entrare nel merito dell'azienda in house in quanto il suo compito di intervenire solo per aziende già costituite. Ma entra a gamba tesa nella parte finale del suo parere quando boccia definitivamente l'assunzione diretta come è evidenziato nel dispositivo dove si legge: «Giova altresì evidenziare come anche la giurisprudenza civile abbia costantemente ribadito il necessario rispetto, anche per le società a partecipazione pubblica, dei vincoli e dei principi imposti alle amministrazioni nella fase di reclutamento, la cui violazione è espressamente sanzionata con la nullità del contratto di lavoro». Ma gli oss non si danno per vinti e per venerdì i consiglieri regionali Juri Michelucci e Francesco Battistini hanno organizzato una conferenza stampa nella quale spigheranno le contromisure da adottare. --si. co.© RIPRODUZIONE RISERVATA