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01/12/2019

La corruzione all’ Anas era un sistema capillare

Gazzetta del Sud

Catania, il terzo atto dell' inchiesta" Buched'o ro": nove arresti
Sotto accusa funzionarie imprenditori" rapaci" Risparmiavano sui lavori mettendo sulle strade anche il 50% dell'a sfal to previsto dall'ap pal to, poi si spartivanoi profitti
CATANIA «All' Anas di Catania si registrava, scrive il Gip, «lo stabile asservimento del pubblico agentea interessi personali di terzi».Èl' atto terzo dell' inchiesta " Buched'o ro", alimentata dalle confessioni di alcuni funzionari già indagati che hanno confermato «le gravi modalità delle condotte poste in essere in cuil' illecito era elevatoa sistema». Emerge così «la metodica pretesa di somme di denaro da parte di funzionari infedelie compiacenti ad imprenditori protesi unicamente alla massimizzazione dei propri profittia scapito del pubblico interesse».È la "f ot ografia" del Gip Anna Maria Cristaldi nell' ordinanza cautelare emessa per nove indagati arrestati dalla Guardia di finanza. Un unico filo conduttore: la corruzione Un meccanismo oliato, ha ricostruito la Procura distrettuale nella terza tranche dell' inchiesta" Buche d'o ro", che permetteva di avere la procedurad' urgenza nell' esecuzione di gare vinte con ribassi anche del 50%. Erano lavori di rifacimento di strade, con asfalto del 50% di spessore inferiore al richiestoo messo su quello vecchio, di sostituzione di barriere incidentate mai avvenutao che interessavano guardrail in realtà in buono stato di conservazionee la manutenzione di areea verde non eseguitao lasciataa metà dell' opera. Appalti per complessivi4 milioni di euro che con gli omessi controlli avrebbero permesso, sostienel' accusa, di realizzare circa 500mila euro di «profitto» che, stima la Procura, era poi diviso per due terzi agli imprenditorie un terzo ai funzionari dell' Anas che trovavano i soldi in armadio li dimenticavano in auto, come emerge da alcune intercett azioni. Il provvedimento cautelare riguarda sei indagati che sono stati condotti in carcere: Giorgio Gugliotta, 45 anni, dirigente dell' Anas, Amedeo Perna, 50 anni, della Irfis tecnologie stradali srl di Milano, Santo Orazio Torrisi, di 62 anni, della Sicilverde srl di Aci Sant' Antonio, Giuseppe Ciriacono, di 61 anni, della Ital costruzioni group di Caltagirone, Vincenzo Baiamonte, della Safe roads srl di Misilmeri,e Pier Matteo Iacuzzo, di 50 anni, della Iasp srl di Termini Imerese, che era ai domiciliari per una precedente inchiesta. Nuovi arresti domiciliari,a cui già si trovavano, sono stati disposti per tre dirigenti dell' Anas di Catania: Giuseppe Romano, di 48 anni, Riccardo Carmelo Contino, di 51,e Giuseppe Panzica, di 48. «Il Paese- ha osservato il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro- non può più tollerare questa sistematica spoliazione delle poche risorse pubbliche per avere dei lavori che non soltanto sono fatti male, ma che espongono al rischio la sicurezza degli utenti». Ma il procuratore ha registrato la collaborazione di alcuni dei precedenti indagatie anche «una voglia di cambiare nell' Anas che- ha aggiunto- come auspicavamo ha bonificatoe azzeratoi vertici dell'a rea compartimentale di Catania». Sull' inchiestaè intervenutol' assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, annunciando che «il governo Musumeci chiederà il commissariamento di alcune opere che sono strategiche per la Sicilia, al fine di aumentarei livelli di trasparenza, celerità ed efficacia degli interventi». c.s

Foto: Nella rete degli inquirenti Quattro funzionari dell' Anase cinque rappresentanti delle imprese che eseguivanoi lavori