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23/02/2021

La contiguità non indica simulazione

ItaliaOggi Sette - Nicola Fuoco

SENTENZE TRIBUTARIE
Gli stretti rapporti fiduciari che esistono fra le compagini di due società appartenenti a un medesimo e ristretto ambito commerciale non sono sempre indice di una simulazione contrattuale volta alla conclusione di accordi unicamente finalizzati all'indebita detrazione Iva. Sono le osservazioni rese nella sentenza n. 62/01/2021 emessa dalla Ctp di Frosinone (presidente Costantino Ferrara, relatore Raffaele Montaldi). La controversia ha riguardato un ricorso proposto da una società del commercio di surgelati che riguardava l'avviso di accertamento con cui l'Agenzia le aveva contestato l'indebita detrazione Iva derivante da accordi che erano dalla stessa ritenuti simulati, non configuranti, come invece sostenuto dalle contraenti, alcun contratto di appalto. Secondo l'ufficio, le carenze strutturali della ricorrente e dell'appaltatrice, insieme soprattutto alla contiguità tra le parti contrattuali e ai rapporti stretti che legavano le compagini di ciascuna, portavano a presumere che l'accordo fosse stato concluso al sol fine di conseguire l'indebita detrazione Iva che le normali somministrazioni di manodopera, in cui veniva ricondotta la fattispecie, non scontavano. La ricorrente, invece, sosteneva l'infondatezza delle presunzioni dell'ufficio, dimostrando anche l'effettiva esistenza di una struttura organizzativa dell'appaltatrice, e rappresentando che tali accordi erano in realtà proprio «contratti di appalto per servizi di trasporto e facchinaggio» e non potevano configurare somministrazione di manodopera, sussistendone ogni requisito normativo previsto per gli appalti di servizi ex art. 1655 cc. La Ctp ha accolto il ricorso, ben considerando in particolare i rapporti che legavano la committente con l'appaltatrice: non era infatti incompatibile con l'appalto che quest'ultima si avvalesse di mezzi propri e della stessa committente, a fronte anche del fatto che le compagini di entrambe, operanti in un medesimo ambito di mercato modesto e ristretto, erano legate da stretti rapporti fiduciari. Tali circostanze, a dire dei giudici, non dovevano portare l'Ufficio a considerare di per sé simulato il contratto, con un ragionamento presuntivo piuttosto debole, dal momento che gli elementi «sospetti» di collegamento tra le due non dovevano necessariamente portare a dedurne la simulazione poiché trovavano ragione nel fatto che si trattasse di realtà imprenditoriali vicine e raccordate, operanti in un circoscritto ambito commerciale mediante figure molto legate da lunghi rapporti fiduciari e di conoscenza diretta.

LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA

(...) In particolare, la società ricorrente premette che l'Agenzia le contesta essenzialmente di avere operato, per l'annualità 2015, una indebita detrazione Iva (...), il tutto sulla base del fatto che i servizi di facchinaggio e di trasporto espletati per conto della ricorrente medesima dalla G. Coop Sociale a r.l., in forza di un contratto fra le parti denominato «contratto di appalto per servizi di trasporto e facchinaggio», non sarebbero in realtà riconducibili alla fattispecie dell'appalto (a causa dell'asserita carenza strutturale e assenza di autonomia organizzativa di detta cooperativa appaltatrice, nonché per la significativa contiguità fra le parti contrattuali), dovendosi piuttosto inquadrare alla stregua di irregolari prestazioni di somministrazione di manodopera e quindi non soggette a Iva, con conseguente indetraibilità per la G. T. sia della stessa Iva che dei costi sostenuti.(...) Orbene, a dire della ricorrente nel caso di specie sussistono tutti i requisiti normativamente prescritti per la sussistenza del contratto di appalto/servizi, atteso che è innegabile (come da varia documentazione prodotta) la presenza di una autonoma struttura organizzativa aziendale dell'appaltatrice G. Coop. Sociale (...). Tutto ciò premesso, deve rilevarsi che l'assunto posto dall'Agenzia a base dell'avviso di accertamento impugnato (...) omette però di considerare che dette discrasie di per sé risultano notoriamente presentarsi anche in fattispecie fiscali non caratterizzate dal problema di rapporti contrattuali simulati; in altre parole si tratta di anomalie non rare che in genere vengono contestate nella loro singola e autonoma anomalia fiscale ai contribuenti interessati (...) Ciò posto è agevole concludere che tale assunto dell'Ufficio (...) è travalicato nell'apodittica affermazione circa la natura simulatoria del contratto di appalto esclusivamente per la sussistenza di rapporti fra l'amministratore dell'appaltatrice e la compagine sociale della committente, il tutto senza però tener conto che tali elementi «sospetti» di collegamento societario (...) possono comunque di per sé trovare una ragionevole spiegazione, come sopra già accennato, non in finalità fiscalmente illecite, bensì nella sostanzialmente modesta dimensione complessiva di distinte realtà imprenditoriali funzionalmente raccordate per operare in rapporto di clientela essenzialmente preferenziale all'interno di un circoscritto ambito commerciale connotato da legittimi legami fiduciari di conoscenza diretta.(...)