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27/02/2020

«La Compagnia doveva vigilare: ora paghi»

QN - Il Resto del Carlino

Prima l'ispezione interna, poi la denuncia in Procura, fino alla revoca del mandato e la cancellazione dal Rui, il registro degli Intermediari assicurativi. Rimandando al mittente, però, ogni tipo di responsabilità sul loro (ex) subagente. Si affida a una lettera, inviata ai clienti beffati, la Compagnia assicurativa per spiegare cosa è stato fatto dal momento delle segnalazioni sul comportamento del loro collaboratore. «Il quale - si legge - ha operato fino al 3 settembre 2019, data in cui è cessato il rapporto quale subagente presso l'agenzia di Bologna (il cui appalto è affidato a un'altra agenzia, ndr)». Mandato, continua ancora la missiva, «revocato per giusta causa», provvedendo poi, il 5 settembre, a cancellare «lo stesso dal Rui e il successivo 9 settembre a depositare denuncia all'autorità giudiziaria, per le irregolarità rilevate nel corso di una ispezione interna». Ma se la Compagnia assicurativa avesse effettuato «i doverosi controlli a loro legalmente imposti», chiosano adesso le vittime, il subagente «non avrebbe in nessun modo potuto sottrarre una tale somma di denaro». Sulla stessa linea anche l'avvocato Giovanni Domeniconi, che ne rappresenta una parte: «Il subagente dell'agenzia, anche in ragione del fatto che agiva quale incaricato di una primaria Compagnia, ha carpito la fiducia dei miei assistiti, appropriandosi indebitamente di gran parte dei loro risparmi, frutto del lavoro di una vita». Poi subito l'aggiunta: «Credo sia importante chiarire come ciò possa essere accaduto senza che la Compagnia e l'agenzia a cui apparteneva il subagente si siano accorti di nulla per oltre dieci anni». Il legale cita poi una recente pronuncia della Cassazione dove si sottolinea come «la Compagnia assicuratrice è tenuta a rispondere verso l'assicurato». Aggiungendo che «l'agente risponde pacificamente del subagente e l'assicurazione dell'agente». «Ogni mese - spiega una delle vittime - lui veniva nel mio studio a riscuotere i premi delle polizze e nel corso del tempo mi sono convinto, insieme alla mia compagna, ad effettuare qualche investimento». Tutte le volte che arrivava, aggiunge ancora, «mi proponeva di sottoscrivere nuove polizze». Poi l'amarissima sorpresa, a settembre 2019, con la telefonata di un ispettore della Compagnia assicurativa: «Sulle sue polizze vi sono irregolarità, venga in ufficio». E il subagente infedele? Al telefono col cliente si giustificò così: «C'è un ammanco sul tuo conto, ma la Compagnia restituirà tutto». Nicola Bianchi