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16/07/2020

La cittadella dello sport resta al palo Zero offerte per l’area ex Ghigi

QN - Il Resto del Carlino

La cittadella dello sport può attendere. Zero offerte finora per il bando dal Comune, che dopo essersi ripreso l'area ha tentato di assegnarne la gestione e (soprattutto) il completamento dei lavori. Il bando scadrebbe domani, ma in questi giorni l'amministrazione ha prorogato i termini fino al 30 settembre. Due mesi e mezzo di rinvio, dovuti all'attuale incertezza (per usare un eufemismo...) in casa del Rimini. E' noto che il patron dei biancorossi Giorgio Grassi fosse intenzionato a partecipare al bando. Le vicende del Rimini e l'intenzione di Grassi di vendere la società hanno congelato completamente l'interesse per la cittadella dello sport. «La situazione attuale della Rimini calcio - conferma l'assessore allo Sport Gianluca Brasini - e la fase generale che stiamo attraversando, ci hanno spinto a far slittare il bando. Un bando, va ricordato, indetto prima che scoppiasse l'epidemia. L'emergenza Covid ha frenato tanti appalti pubblici, e ll'area ex Ghigi non è immune da questa situazione». Il bando prevede la concessione del centro per i prossimi 25 anni. Il valore della concessione stimato dal Comune è di 22 milioni, e comprende tutte le opere già concluse dalla Football village (la società che aveva iniziato i lavori) e il diritto di superficie sull'area per i 25 anni. Il progetto prevede il completamento di tutti gli impianti sportivi e dei servizi. La cittadella, una volta terminata, avrà un campo da calcio a 11 in erba naturale e tre in erba artificiale, altri due campi per il calcio a 8 e uno per il calcio a 5. Oltre agli spogliatoi, previsti una palestra, un ristorante, attività commerciali e l'infermeria. Se la cittadella dello sport è al palo, lo stesso vale per Acquarena, la nuova piscina che doveva sorgere in via della Fiera. La situazione non è meno ingarbugliata: il Comune, dopo il contenzioso con le aziende che dovevano realizzare l'impianto, ha valutato la possibilità di farla altrove. L'ipotesi è sfumata, «l'unica soluzione è fa Acquarena in via della Fiera». Ma prima «va raggiunta un accordo di transazione con le ditte». Passerà molto tempo prima di far ripartire i lavori. Intanto Brasini punta il dito contro le tante restrizioni che ancora «valgono per gli sport di squadra e amatoriali, compresi quelli in spiaggia. Siamo al paradosso: si può giocare a beachvolley in palestra ma non in spiaggia, il calcetto è ancora vietato... Noi ci auguriamo che almeno nella seconda metà di questa strana estate gli sport di squadra praticati all'aperto possano ripartire pienamente, specie in una città come Rimini, dove l'attività fisica in spiaggia rappresenta una parte essenziale delle abitudini dei riminesi e un valore aggiunto dell'offerta turistica». Intanto sono partiti o stanno per partire lavori per 650mila euro in palestre e vari impianti sportivi. «Nel mese di settembre - si augura Brasini - contiamo di poter riaprire tutti gli impianti sportivi comunali, piscina compresa». Manuel Spadazzi © RIPRODUZIONE RISERVATA