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04/02/2021

La città sospesa

Il Mattino

Ci sono i diritti edificatori a ridosso dell'autostazione ma anche vecchi plessi scolastici, box e locali commerciali
IL PIANO
Flavio Coppola
Venti milioni di euro di beni comunali in un unico bando per la vendita. L'amministrazione comunale è pronta a pubblicare la procedura che metterà ufficialmente sul mercato tutte le proprietà dell'ente comprese nel piano di alienazione da 35 milioni contenuto nell'ultimo previsionale, al netto dell'ex «Asilo Patria e Lavoro», della metà del «Palazzo di Città» e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Una maxi operazione di vendita, quella che ora prende ufficialmente forma, in cui spiccano i diritti edificatori della scheda urbanistica Ni01, a ridosso dell'Autostazione, valutati oltre sei milioni di euro, l'area Ni05, di Rione Mazzini, e gli uffici un tempo adibiti alla manutenzione, a via Palatucci, per 870.000 euro. Ma ci sono anche e vecchie sedi scolastiche, a contrada Cesine, via Laurenzana e Pianodardine, 24 locali commerciali a Quattrograna ovest e box e depositi sparsi per la città.
«E' pronto il bando pubblico per la vendita di tutti gli altri beni inseriti nel nostro piano delle alienazioni. conferma l'assessore al Patrimonio, Stefano Luongo Stiamo per pubblicare la procedura attraverso la quale, sulla base dei prezzi già stabiliti ed approvati nel nostro piano vendite, i privati potranno presentare le proprie offerte per l'acquisto dei beni. E' nostra intenzione disfarci del patrimonio ormai improduttivo ed incassare risorse per conseguire un duplice risultato. Da un lato evidenzia sostenere il piano del pre-dissesto ed uscirne quanto prima per erogare più servizi; dall'altro, investire le risorse sui beni comunali che invece hanno necessità di essere valorizzati». L'altra parte del piano vendite è già in una fase più avanzata. «L'ex Asilo Patria e Lavoro riferisce Luongo è stato aggiudicato provvisoriamente all'Ordine dei medici, per 480.000 euro, e attendiamo solo la chiusura definitiva dell'iter. Per quanto riguarda invece la vendita della metà del «Palazzo di Città» alla Guardia di Finanza, per circa 5,5 milioni di euro, l'interlocuzione prosegue». Allo stato, infatti, non c'è ancora un atto concreto che sancisca il passaggio di consegne vero e proprio, né l'annunciato trasferimento della sede istituzionale del Comune a Palazzo De Peruta. Ma Luongo assicura che la trattativa è tutt'altro che saltata: «I tempi dell'operazione sono quelli della pubblica amministrazione dice l'assessore al amo ma stiamo producendo tutti gli atti richiesti». E poi la vendita degli alloggi comunali. L'amministrazione ne ha messi sul mercato ben 270, assicurando agli attuali inquilini la possibilità di riscattali a prezzi di favore. Questa parte del piano vendite vale in tutto 8 milioni. Luongo fa sapere che le offerte ci sono: «Ne abbiamo ricevute diverse e, chiusa la procedura necessaria con il bando, saranno prese tutte in considerazione». Intanto, l'esponente dell'esecutivo Festa rivendica il risultato: «L'obiettivo è vendere tutto ma, solo con l'ex «Asilo Patria e Lavoro», abbiamo incassato più di quanto nessun'altra amministrazione aveva ottenuto col patrimonio. Eppure ci sono anche i beni da valorizzare. Che rischiano di restare enormi contenitori vuoti. Tra tutti, la Piscina comunale. Andato deserto il bando i cui criteri erano stati fissati sotto l'amministrazione dell'ex commissario Straordinario, Giuseppe Priolo, ora il bene potrebbe deteriorarsi a causa del mancato utilizzo. La Piscina è chiusa da marzo 2020. Da settembre, il Comune è riuscito ad estromettere anche fisicamente il vecchio gestore, raggiunto da interdittiva antimafia. Ma si procede a rilento. La verità è che l'amministrazione sta vagliando la strategia più idonea tra la pubblicazione di un nuovo bando, a prezzi più vantaggiosi, e la possibilità di una gestione addirittura interna. Luongo non può fornire date: «Sappiamo benissimo che più tempo passa e più peggiorano le condizioni della struttura. premette Ma, senza escludere nessuna ipotesi, riteniamo corretto, in questa fase, riflettere un attimo in più sul da farsi. L'ipotesi più accreditata continua resta la pubblicazione di un nuovo bando, contestualizzato anche economicamente all'attuale momento storico e alle condizioni del bene. Ma proprio perché vogliamo che la struttura possa riaprire i battenti, non possiamo sbagliare. Siamo comunque a buon punto».
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