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04/12/2019

La città si è fermata

La Repubblica - Antonio Fraschilla e Sara Scarafia

L'INCHIESTA
Dietro il boom del turismo restano le questioni irrisolte. Dalle strade al buio, agli autobus guasti che rimangono in rimessa dalle buche mai riparate, ai cantieri incompleti, dalla differenziata flop alle battaglie dimenticate per la Favorita e il recupero della costa sud. Ecco dieci emergenze che l'amministrazione deve risolvere e che non riesce ad affrontare
alle pagine 2 e 3 La macchina amministrativa - senza dirigenti tecnici, con le casse perennemente vuote che costringono a chiedere un prestito in banca ogni giorno e le emergenze macroscopiche come la chiusura della discarica di Bellolampo - si inceppa.
E il Comune sembra paralizzato.
Da un lato la visione del sindaco Leoluca Orlando sulla città che cambia, la rivoluzione culturale e il boom del turismo, dall'altro strade che non vengono asfaltate da vent'anni, isole pedonali senza arredi, grandi opere bloccate. La Rap - che rischia un nuovo fallimento per i costi enormi dei viaggi della spazzatura - non riesce a garantire il servizio efficiente che la città aspetta. Ma la Tari, inevitabilmente, entro marzo aumenterà.
L'Amat da un lato promette cento nuovi autisti da un alto si ritrova senza soldi per garantire uno dei servizi più amati dai cittadini, le navette gratuite, da quelle del centro storico a quelle estive di Mondello e Sfearracavallo. Si annunciano nuove grandi opere, le nuove linee del tram o la chiusura dell'anello ferroviario. Ma nonostante centinaia di milioni di euro a disposizione per le nuove opere ancora mancano i progetti definitivi per avviare le gare d'appalto per i lavori. Il capitolo lavori pubblici è un ecatombe: da quattro anni non si riesce a sbloccare la gara per il nuovo forno crematorio e non si hanno più notizie dei progetti per i nuovi cimiteri di Ciaculli e Santa Maria di Gesù, mentre 150 bare rimangono accatastate ai Rotoli in attesa di sepoltura. Tre anni dopo l'avvio della Ztl, le telcamere coprono ancora 5 varchi su 50: le altre 22 sono attese, ma non prima del prossimo aprile. Pure sul decoro la partita sembra persa: il secondo step della differenziata in centro storico ha creato una miriade di discariche abusive, ma al di là dei blitz a effetto della scorsa estate, l'ordinanza per ripulire Palermo voluta dal sindaco è scaduta dopo due mesi senza effetti.
La città capitale della Cultura, che ha ospitato la biennale Manifesta, aspetta ancora il rilancio degli spazi culturali; così come aspetta che venga rispettata la promessa di una Favorita come Central Park.
Il sindaco con i nuovi ingressi in giunta - ha cambiato sei assessori in 30 mesi - sperava in un cambio di passo. Ma l'esecutivo non decolla. Giusto Catania, che gestisce le delicate deleghe Mobilità e Rap, è in guerra con il Consiglio comunale. Giuseppe Mattina, Sociale, uno dei più affidabili tra gli assessori, è ormai certo sia in uscita. Maria Prestigiacomo, fedelissima del sindaco, è stata scaraventata nell'inferno dei Lavori pubblici senza essersene mai occupata. Leopoldo Piampiano non è ancora riuscito a portare a casa il regolamento dehors per le resistenze del Consiglio. Fabio Giambrone, braccio destro di Orlando, studia da delfino e cerca di mettere una toppa qua e là: convoca una riunione urgente per l'assurdo caos delle basole di via Maqueda (il Comune le ha comprate ma non bandisce la gara per farle montare) e spinge per fare arrivare gli arredi nelle isole pedonali entro Natale e per sistemare luci e piante in vista delle feste. Ma i problemi della città restano. Giambrone e Orlando lo sanno tanto che si preparano a un nuovo rimpasto, presto, prima della fine dell'anno.

Strade e marciapiedi Pochi addetti e tante buche


Le strade sono a pezzi. E così i marciapiedi. E come potrebbe essere diversamente? Gli interventi estesi sull'asfalto più recenti sono vecchi di dieci anni. In via Ruggero Settimo, su un fosso nel marciapiede all'altezza del semaforo con via Mariano Stabile, sono caduti già in cinque facendosi molto male.
E le richieste di risarcimento che pesano per tre milioni ogni anno - sono già pronte. Ma come si è arrivati a questo punto? C'è un problema organizzativo: dei 94 addetti alla manutenzione ben 25 non sono operai, ma responsabili o amministrativi. E il paradosso è che sui marciapiedi, a esempio, lavorano solo in sei. L'azienda in crisi economica ha ridimensionato l'acquisto di materiali e gli interventi si sono ridotti a lumicino: di fatto vengono assicurate in tempi biblici le emergenze (la colata di cemento sulle voragini) e poco altro. Il Comune annuncia che nel 2020 il servizio passerà a privati. Ma bisognerà bandire una gara e affrontare eventuali ricorsi. Quando verranno sistemate insomma le strade?

Illuminazione Guasti non riparati le strade al buio

Dal Cep a Passo di Rigano, intere strade sono nell'oscurità perché le lampade attaccate ai pali sono fuori mercato e quando si guastano non possono essere sostituite. Ci sono poi interi quartieri al buio perché cadono calcinacci dentro le cabine in muratura di pubblica illuminazione e gli operai per questo non vogliono entrarci.
Dalla Noce a Pallavicino, fino a via Sampolo e a via Libertà, zona Statua, devono intervenire i muratori del Coime prima che gli addetti dell'Amg possano riparare i guasti. La giunta procede in emergenza: a novembre ha prelevato 180mila euro dal fondo di riserva per cercare di risolvere situazioni urgenti come quella di viale Strasburgo, dove un cavo vecchio ha spento i pali della zona di via Spagna, via Germania e via Maltese. Si tratta di uno dei quei numerosi casi in cui serve un intervento di manutenzione straordinario. Il Comune, con queste somme, interverrà pure tra viale del Fante e piazza Leoni, a Sferracavallo, in via Messina Marine, in via Papireto e in corso Alberto Amedeo. Ma è una goccia nell'oceano.

Isole pedonali In attesa delle basole di via Maqueda

Che fine hanno fatto le basole di via Maqueda? Quelle che avrebbero dovuto cambiare il volto dell'isola pedonale simbolo del centro storico restituito ai pedoni dall'amministrazione Orlando? E dove sono i nuovi arredi delle nuovo strade senza auto che l'amministrazione ha chiuso quest'estate per regalare nuovi spazi senz'auto alla città? Quello delle basole è un paradosso: la nuova pavimentazione è ammassata in un deposito perché non c'è nessuno per montarla. Il Coime non vuole farlo e l'assessorato ai Lavori pubblici, che ha ricevuto quest'incarico prima dell'estate, non ha mai bandito la gara per la posa. E gli arredi? Panchine, vasi e fioriere non ci sono ancora.
L'assessorato al Decoro assicura che si tratta dei normali tempi tecnici delle gare e che al più presto le forniture arriveranno. Sono già iniziati i lavori per i primi dissuasori a scomparsa. Ma nemmeno per Natale è sicuro ci saranno le panchine.

Rifiuti I nodi irrisolti della differenziata

Il piano straordinario contro l'emergenza immondizia - poliziotti municipale in borghese contro l'esercito di incivili che abbandona la spazzatura per strada - è costato addirittura la testa di entrambi i vertici della polizia municipale, comandante e vice. Ma dell'ordinanza firmata dal sindaco che avrebbe dovuto ripulire la città in 60 giorni, non resta più niente. È scaduta e non è stata rinnovata. La polizia municipale - il nucleo che da anni si occupa della differenziata - continua a fare il suo lavoro ma senza clamori. Del resto che potere ha? L' intero condominio che non fa la differenziata? Se la becca, prende una multa da 50 euro. Persino l'incivile che non si rassegna alla scomparsa dei cassonetti e lascia il sacchetto per strada, se la pattuglia lo coglie sul fatto pagherà 50 euro.
Il negoziante che crea una discarica sui marciapiedi? Pagherà 50 euro. Così solo uno su due nei quartieri del porta a porta - sono coinvolti meno di 200mila abitanti su quasi 700mila - segue le regole. Gli altri se ne infischiano. E la raccolta differenziata resta inchiodata al 18,9 per cento.

Trasporti Mancano gli autisti 40 bus in rimessa

Adesso l'ultima mazzata è il depotenziamento della navetta centro storico: con i tagli al bilancio la frequenza dei mini-bus gratuiti sarà di 45 minuti, un'ora. Più o meno quanto si aspetta alle fermate in una giornata qualunque durante la settimana: ogni giorno per mancanza di autisti, restano in rimessa 40 autobus.
Significa che per l'intera città ce ne sono solo 170-180. L'amministrazione ha assicurato che i disservizi finiranno nel 2020. Perché Amat ha bandito un concorso per assumere 100 nuovi conducenti. Le procedure di gara sono in corso, ma nel frattempo l'azienda non può più assumere gli interinali che durante l'estate hanno evitato che per strada il numero di mezzi scendesse ai minimi storici. Tanto l'emergenza era vicina che l'Amat è stata costretta a spostare anche una ventina di conducenti del tram per rinforzare le corse su strada.
Ma le attese restano infinite.

La cultura Dopo Manifesta è calato il sipario


«Manifesta e "Palermo capitale della cultura" non sono un punto di arrivo ma un punto di inizio». Questo è stato il leitmotiv dell'amministrazione Orlando lo scorso anno. Ma in questo 2019 gli unici eventi di richiamo sono stati quello della mostra di Zerocalcare e della Biennale di arte contemporanea. Altra questione irrisolta è quella della gestione di alcuni spazi.
La zona di piazza Magione, che dopo aver ospitato il quartier generale di Manifesta doveva diventare un centro di arte contemporanea, è tornata ad essere quello che era prima: una zona di locali e poco più. Cuticchio ancora non si è insediato al Teatro Garibaldi, come sembrava essere stato deciso dall'amministrazione, mentre un altro spazio culturale, il Teatro Montevergini, da tre anni è occupato e autogestito senza alcun progetto all'orizzonte. Il teatro Biondo e il Teatro Massimo da soli non possono coprire certo tutto l'offerta culturale della quinta città d'Italia.

Il ministro a Palermo Boccia: "Le infrastrutture nell'Isola sono una vergogna nazionale"

«Le infrastrutture in Sicilia sono una vergogna nazionale e sull'autonomia assicuro che nessuna delega sarà data alle regioni se prima non saranno definiti i livelli essenziali delle prestazioni nelle regioni più in difficoltà». Il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia ieri ha incontrato a Palazzo d'Orleans il governatore Nello Musumeci.
E si è parlato innanzitutto di infrastrutture: «Che Sicilia e Sardegna non abbiano treni all'altezza è una vergogna nazionale - dice Boccia - i fondi ci sono e non è tollerabile che ci dicano che servono cinque, sei o dieci anni per la realizzazione delle opere. Il nostro impegno è quello di ridurre le diseguaglianze e di ridurre i tempi di realizzazione degli investimenti e di essere molto più esigenti con chi ha queste responsabilità. E mi riferisco - ha aggiunto - anche alle aziende pubbliche, perché non è ammissibile che per un progetto ci vogliano cinque o sei anni. Non è un problema di risorse ma di regole e di tempi che dobbiamo risolvere e per il quale devono rispondere Anas ed Rfi».
Altro tema è stato quello dell'autonomia differenziata: «Nella commissione per i livelli essenziali delle prestazioni entrerà un componente per ogni regione, indipendentemente dal tipo di statuto. Non ho intenzione di varare alcuna delega di competenze amministrative o di far partire 'devoluzioni' senza prima la definizione dei lep», dice Boccia. Il governatore Musumeci ha chiesto l'istituzione di un tavolo speciale sull'autonomia: «Abbiamo solo manifestato l'esigenza di istituire un tavolo nazionale davanti al quale affrontare un tema che ha ricadute che riguarderebbero tutto il territorio nazionale - dice Musumeci - abbiamo sottolineato l'esigenza di tutelare la perequazione infrastrutturale e fiscale, perché non vorremmo che una parziale applicazione del regionalismo possa determinare una ricaduta negativa sulle regioni del Mezzogiorno che vivono una stagione di grandi difficoltà».

Costa Sud e Favorita Le due battaglie dimenticate


Due "grande battaglie" annunciate dal sindaco Leoluca Orlando fin dalla campagna elettorale del 2012 sono finite nel dimenticatoio: il rilancio della costa sud e della Favorita. «La Favorita sarà il nuovo Teatro Massimo di Palermo», ha detto il sindaco più volte. Ad oggi, a parte qualche domenica pedonale, non sembra esserci quel progetto di rilancio del polmone verde della città.
Dopo lo sgombero del campo Rom, a inizio 2019, era stato annunciata a breve la presentazione del progetto di rilancio della Favorita, con la possibile creazione di una fondazione per coi volgere le varie associazioni interessate.
Ad oggi non c'è nemmeno la presentazione del progetto, e si va avanti con le domenica in Favorita.
Altro progetto del quale non si parla più è il grande rilancio della costa sud: dopo alcuni interventi di pulizia a metà del primo mandato di Orlando, non si hanno notizie d'investimenti per riqualificare quel pezzo di città.

Ztl Chi vigila? 50 varchi e solo 5 telecamere


Alla fine del 2016 è stata istituita la Zona a traffico limitato in centro. Una rivoluzione sostenuta da tanti cittadini. Fin dall'inizio i varchi da monitorare sono circa cinquanta. Ad oggi le telecamere attive sono appena cinque, delle quali una, la principale che controlla l'ingresso da piazza Giulio Cesare, è stata non funzionante per molto tempo.
Ma rimane il fatto che appena 5 varchi su cinquanta controllati è una cifra irrisoria: non a caso la Ztl è un colabrodo, e tutti conoscono gli ingressi non monitorati per entrare e uscire indisturbati.
Anche perché i vili urbani non hanno le pattuglie sufficienti per fare controlli.
Si dovevano mettere subito le altre telecamere: ma a tre anni di distanza dall'avvio della Ztl ancora queste telecamere non ci sono. Entro aprile 2020, hanno assicurato dal Comune, saranno posizionate almeno altre 25 telecamere.
Ma è normale che per mettere 25 telecamere occorrano quasi quattro anni?

Anello ferroviario I ritardi e l'incognita su chi lo gestirà


Sul fronte grandi opere, mentre si progetta il nuovo tram non si danno certezze su chi deve gestire alcune opere che si stanno realizzando in questo momento. Come l'anello ferroviario, opera che doveva essere conclusa già lo scorso anno. E se è vero che il Comune non è stazione appaltante, è vero anche che ha un ruolo chiave come committente: ma a oggi Palazzo delle Aquile non sa nemmeno chi dovrà gestire l'anello. Rfi non è disponibile e il Comune non può affidarla all'Amat che già ha i suoi guai per il tram. Ma si è mai vista un'opera che nessuno vuole gestire e che viene realizzata in fretta? E c'è di più: il Comune da anni deve bandire la gara per progettare l'ultimo tratto dell'anello: a disposizione ha altri 100 milioni di euro, soldi che rimangono nei cassetti.
I soldi ci sono, ma non si spendono: a quasi quattro anni dalla firma del Patto per Palermo, che ha messo a disposizione altri 300 milioni per le nuove linee del tram, ancora non è stata conclusa la gara per la progettazione definitiva.

Cimiteri Ampliamenti fermi 150 bare accatastate


Uno dei simboli della paralisi di Palazzo delle Aquile in questi ultimi anni è la vicenda dei cimiteri. Oggi ai Rotoli ci sono 150 bare da seppellire accatastate una sopra l'altra. Sei mesi fa erano 350, poi l'assessore Roberto D'Agostino, che si è insediato lo scorso marzo, con lavori in somma urgenza è riuscito a ridurne il numero. Ma che fine hanno fatto i due progetti per realizzare nuovi impianti cimiteriali a Ciaculli e a Santa Maria di Gesù? Perché il forno crematorio non funziona e che fine ha fatto il mutuo accesso nel 2015 per realizzarne uno nuovo? Dunque i due progetti per nuovi cimiteri si sono arenati del tutto: bocciati dagli uffici entrambi perché finanziariamente non sostenibili.
Quindi tutto da rifare. Il forno crematorio? Da due anni è in corso la gara per la progettazione, ma va a rilento tra rimpalli di pareri con l'Urega.
Insomma, ancora siamo all'anno zero e sono trascorsi quasi cinque anni dall'accensione del mutuo. Davvero un Comune non riesce in quattro anni a bandire una gara per progettare (non realizzare) un forno crematorio?