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08/06/2019

La città dei campanili nel mirino della Prefettura con Apricena. Al vaglio il rischio condizionamenti

L'Attacco

San Severo All'indomani dell'operazione Ares come la comunità ha reagito e i rumors sul monitoraggio di UTG di Foggia e Squadra Stato
zioni sul possibile interesse della Prefettura sulla nostra città. Penso che qualcosa possa esserci di vero ma sull'Alto Tavoliere. Escludo casi di infiltrazione mafiosa nel Comune di San Severo", sottolinea Marino. "Il mio sentore è che non esista nemmeno il rischio che possano verificarsi in questo Comune, poi è chiaro che le eventuali indagini sono un'altra cosa. Ma credo di avere dalla mia parte qualche anno di esperienza per poter dire che mi sarei accorta di una cosa del genere. L'amministrazione comunale di San Severo si è fortemente e nettamente posizionata sul fronte della legalità. Lo stesso fatto di volere qui la sede del Reparto Prevenzione Crimine ha rappresentato un segnale preciso dall'una e dall'altra parte, cioè sia dallo Stato che dal Comune". La Direzione investigativa antimafia, nell'ultima relazione al Parlamento pubblicata online (relativa al primo semestre del 2018), sottolinea che uno degli aspetti maggiormente rilevanti delle dinamiche evolutive in atto nella zona dell'Alto Tavoliere riguarda il carattere sempre più "strutturale" dell'asse criminale tra la mafia sanseverese e la batteria Moretti-Pellegrino-Lanza della Società foggiana, che già ha trovato riscontro in importanti esiti investigativi. I successivi sviluppi delle indagini hanno consentito di individuare in un pluripregiudicato (il 60enne Giuseppe La Piccirella, detto "il professore"), da sempre legato alla Società foggiana e beneficiante dell'appoggio del clan sanseverese Testa, il referente della costola sanseverese per la batteria. Il rapporto sinergico con la società foggiana può essere considerato alla base anche del rafforzamento della mafia sanseverese nei vicini comuni di Poggio Imperiale, Apricena, San Nicandro Garganico e, soprattutto, Torremaggiore. Sugli equilibri criminali locali influiscono, inoltre, i gruppi Russi (di cui faceva parte il boss Michele Russi , alias Lilino Coccione, trucidato nel salone di barbiere a novembre 2018) e Nardino di San Severo (anche in virtù del legame di quest'ultimo con il clan Sinesi-Francavilla di Foggia contrapposto alla batteria dei Moretti-Pellegrino-Lanza), altri gruppi criminali autonomi attivi nel vicino promontorio (clan Di Summa-Ferrelli operante nell'area di Poggio Imperiale ed Apricena), nonché la presenza di una criminalità straniera, che ben interagisce con il tessuto criminale autoctono. "In chiave prospettica", conclude la DIA, "è ammissibile supporre che, nella delicata fase di riassetto della criminalità sanseverese (fortemente segnata, lo scorso anno, dagli omicidi di alcune figure apicali, come il boss del clan Salvatore ex Campanaro e della moglie), risulteranno sempre più incisivi, sia nella stipula di nuove alleanze, sia nell'inasprimento delle contrapposizioni, i rapporti di forza tra le batterie della Società foggiana. Nell'evoluzione dello scenario criminale locale, queste ultime potrebbero affermarsi sempre di più anche nella provincia, sia controllando i traffici illeciti che infiltrando l'economia legale". DIA Il carattere sempre più "strutturale" dell'asse criminale tra la mafia sanseverese e la batteria Moretti-Pellegrino-Lanza Segnal e "Lo stesso fatto di volere qui la sede del Reparto Prevenzione Crimine un segnale preciso" dallo Stato e dal Comune"
A ggravante Per la prima volta è stata contestata l'associazione di tipo mafioso alla criminalità organizzata sanseverese Cl an Tra gli arrestati ci sono elementi di primo piano, tra i quali i vertici dei clan egemoni, La Piccirella e Nardino
CITTA' Foto di Ivon D'Incalci
Marino "Mi sembrano campate in aria le indiscrezioni sul possibile interesse della Prefettura sulla nostra città. Penso che qualcosa possa esserci di vero ma sull'Alto Tavoliere. Escludo qui infiltrazioni, me ne sarei accorto"