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18/09/2018

La ciclostazione resta a piedi

QN - Il Giorno

di FABIO LUONGO - LISSONE - DUE SU DUE, e la Ciclostazione resta ferma al palo. Anche il secondo tentativo di affidare in gestione la struttura destinata a ospitare le biciclette dei pendolari delle linee ferroviarie S9 Saronno-Seregno-Albairate e S11 Milano-Como-Chiasso è andato a vuoto. NESSUNO ha presentato, entro i nuovi termini previsti, un'offerta per prendersi in carico l'edificio realizzato da ormai diversi mesi accanto alla stazione Fs cittadina, nel parcheggio ex scalo merci. IL COMUNE aveva già provato, durante l'estate, a trovare una cooperativa sociale interessata a mandare avanti la Ciclostazione, pensata per custodire 100 bici, tenendole al riparo dalle intemperie e dalle sgradite attenzioni di ladri e vandali, mettendo anche a disposizione un servizio di laboratorio-officina per le riparazioni e la vendita di materiale legato alle due ruote: il bando era però andato deserto. E lo stesso destino è toccato ora alla riedizione di tale bando, allargato a qualunque tipo di operatore. DURISSIME le opposizioni, che senza troppi giri di parole accusano l'Amministrazione di «incompetenza». ATTACCHI che l'assessore ai lavori pubblici Marino Nava respinge al mittente. «Abbiamo fatto un bando, prima aperto alle sole cooperative sociali che si occupano di inserimento lavorativo di persone svantaggiate, e che poi è stato ampliato a tutti gli operatori economici - spiega Nava -. Abbiamo fatto tutti i passi necessari per non incidere sui lissonesi e sulle casse del Comune, con un appalto per trovare un gestore; per ridurre al massimo le spese per i cittadini abbiamo fornito le attrezzature interne e le telecamere, che ci sono già: non sono soldi sperperati, ma un modo per contenere il futuro costo dell'abbonamento per i pendolari, che sarà di 50 euro l'anno, una cifra assolutamente abbordabile». «IL BANDO è andato deserto, questo è un fatto - continua l'assessore -. Ma abbiamo già individuato un'altra soluzione, che definiremo in questi giorni e che ci farà rispettare le tempistiche, perché non si può aprire fra 6 mesi, occorre farlo a breve». «CAPITA - aggiunge l'assessore Nava -che qualche bando non vada a buon fine, c'è sempre qualche rischio. Personalmente ci vedevo più opportunità che criticità, mi sembrava una buona possibilità di business. Ci sono state quattro visite, ma poi non si sono concretizzate in un'offerta». Ora l'Amministrazione è al lavoro per trovare una soluzione che in breve tempo porti all'affidamento della ciclostazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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