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26/09/2018

La Cgil: «Il nodo sta negli appalti» e la Cisl punta il dito sulla sicurezza

Il Gazzettino

LE REAZIONI
BELLUNO Il giorno dopo è il tempo delle analisi. E un infortunio sul lavoro grave come quello capitato sui binari di Belluno, lunedì pomeriggio, merita analisi approfondite. Quelle che hanno fatto i sindacati, puntando il dito sulla sicurezza. Del resto, rischiare la vita sul posto di lavoro non è normale.
APPALTI SOTTO ACCUSA
Secondo la Cgil il problema è ancora una volta il sistema degli appalti. Un sistema malato, che ha nel massimo ribasso il minimo comune multiplo. «Ancora una volta assistiamo al fatto che dei lavoratori, usciti di casa per lavorare e mantenere le proprie famiglie, non vi facciano rientro perché colpiti da un grave infortunio sul lavoro - commenta la Filt Cgil regionale del Veneto -. Ancora una volta, i sistemi o le procedure di prevenzione degli infortuni non sono serviti. Nel caso in questione, appare palese come ai lavoratori diretti di Rfi (rete ferroviaria italiana, ndr), nelle stesse condizioni lavorative, i sistemi di prevenzione degli infortuni siano più efficaci e gli eventi drammatici siano molto inferiori. Purtroppo non è sempre così negli appalti conferiti da Rfi a imprese esterne dove il livello di sicurezza sul lavoro, in molte circostanze, non ha la stessa attenzione e non c'è la stessa sensibilità e uguali investimenti sui mezzi e sulla formazione dei lavoratori».
PIÙ SICUREZZA
A chiedere sicurezza per chi lavora è anche la Cisl, che per voce del segretario generale aggiunto Rudy Roffarè esprime vicinanza ai tre lavoratori feriti nell'esplosione al deposito ferroviario. «In attesa di conoscere le cause di questa esplosione, richiamiamo l'attenzione di tutti i soggetti che possono giocare un ruolo attivo per alzare i livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro - dice Roffarè -. Serve un'azione efficace di prevenzione ed educazione alla sicurezza, ma servono anche investimenti per diffondere la cultura della sicurezza e per far rispettare le regole di base per tutelare i lavoratori». Fondamentale, per Roffarè, è aumentare i controlli, come per altro previsto dal Piano strategico per la sicurezza sul lavoro 2018-2020, firmato quest'estate da Regione Veneto, Ispettorato interregionale del lavoro, Inail, Vigili del Fuoco, Ance, Anci e Upi, sindacati confederali, associazioni datoriali, Confcooperative e Legacoop con l'obiettivo di prevenire infortuni e malattie professionali in Veneto. Il Piano, a livello regionale, porterà all'assunzione di 30 operatori negli Spisal del Veneto per rafforzare il lavoro di prevenzione e aumentare i controlli ispettivi nelle aziende della regione.
Damiano Tormen

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