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26/05/2021

LA CGIL: GLI APPALTI NON ALIMENTINO ECONOMIE ILLEGALI

La Gazzetta Del Mezzogiorno - PINO GESMUNDO*

In trent ' anni, da quando è entrata in vigore la legge che prevede lo scioglimento di amministrazioni locali per infiltrazioni mafiose, in Puglia la norma ha interessato 21 Comuni, alcuni anche grandi centri come Cerignola, Manfredonia, Monopoli, Trani, Gallipoli, Manduria. Siamo all ' indomani dell ' arresto del sindaco di una città capoluogo come Foggia insieme a sette consiglieri comunali inquisiti. La nostra è anche la regione seconda in Italia per intimidazioni a pubblici amministratori, 71 casi nel 2019, in aumento rispetto all ' anno precedente. E la provincia di Foggia è la quarta in Italia. Di fronte a questo scenario non possiamo che essere preoccupati per la qualità della spesa e dei progetti che ricadranno sulla gestione diretta degli enti locali a valere sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, soprattutto alla luce della deregolamentazione di appalti e subappalti che intende attuare il Governo nel decreto semplificazione. Quando si invoca attenzione per i territori del Mezzogiorno come la Puglia, lo facciamo a partire dal ruolo che la criminalità organizzata svolge: sia come elemento respingente rispetto a investimenti privati, sia come soggetto imprenditoriale a tutto tondo, con ricadute negative sull ' economia e in filtrazioni negli appalti pubblici, che determinano ricadute negative sulla qualità delle opere e a cascata su qualità del lavoro e esigibilità diritti. Vi è un ' evoluzione delle modalità operative delle mafie, ce lo dicono i documenti della direzione antimafia e dell ' associazione dei Comuni, Avviso Pubblico, che ha da poco festeggiato i 25 anni di vita. C ' è l ' elemento intimidatorio ma sempre più spesso quello corruttivo-col lusivo. E le mafie che operano nella nostra regione hanno saputo coniugare tradizione e modernità, dice la Dia: non solo l ' aspetto feroce e violento, ma anche l ' infiltrazione nel tessuto economico-sociale, la scelta di investire in circuiti legali ricchezze illegali, dall ' agricoltura all ' edilizia al turismo. Da qui l ' allarme della Cgil: in una fase come questa in cui si decide il futuro del Paese e in particolare delle regioni del Sud, con una mole senza precedenti di risorse da investire per ammodernare la pubblica amministrazione, le infrastrutture, su transizione energetica e digitale, per infrastrutture sociali, non possiamo che essere preoccupati sui processi di selezione degli attori economici e sulla destinazione dei finanziamenti. Ed è incredibile come la rappresentanza delle imprese si attardi a discutere di licenziamenti, in un paese che ha bisogno di investire nella legalità, e non si preoccupi delle procedure di selezione. È vero che quella della fattibilità e della velocità delle opere è elemento indispensabile anche per accedere alle risorse europee, ma semplificare non deve significare deregolamentare. In tal senso è incomprensibile la decisione del Governo di intervenire con un processo estremo di liberalizzazione delle procedure degli appalti, così come denunciato dal nostro segretario generale Landini e da molte categorie nazionali. Subappalti e gare al ribasso sono gli elementi di cui si nutrono le imprese che fanno dumping, che contano su capitali di provenienze illecita, che ricorrono a economie di scala scaricando sul lavoro in termini compressione di diritti, salari, sicurezza. La semplificazione degli iter parte dall ' ammodernare le stazioni appaltanti, dal far dialogare in tempo reale e con risposte veloci i vari soggetti della pubblicazione amministrazione e concessionari: qui in Puglia siamo testimoni di come il potenziamento di una linea ferroviaria ritarda per contrasti tra livelli amministrativi locali e nazionali, o per il tempo che serve per spostare un palo elettrificato o un tombino della fogna. Serve definire in modo chiaro procedure e competenze, non facendo una giungla. Abbiamo l ' esigenza di spendere in maniera veloce le risorse, ma anche di spenderle bene. Senza sacrificare il lavoro e i lavoratori, senza il rischio di alimentare ulteriormente circuiti economici criminali. Non si può far finta di ascoltare il sindacato ai tavoli di confronto e poi agire senza accogliere indicazioni e preoccupazioni che vanno sulla strada della difesa del lavoro, del buon lavoro, ma anche del miglior uso dei finanziamenti. *Segretario regionale Cgil Puglia

Chi crede che la felicità sia legata al denaro, ben presto perde l'una e l'altr o.

Pasquale Loizzi