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20/10/2018

La Cgil conferma Casotto e punta il dito sui ritardi del raccordo per la Casillo

Il Piccolo di Trieste - di Tiziana Carpinelli

I sindacati definiscono anche un «errore» la cessione dell'autorità di Portorosega a Trieste. Su appalti in cantiere «lottare contro le illegalità» congresso provinciale
di Tiziana CarpinelliLa crisi economica non è superata e ricade sulle spalle dei lavoratori. I dipendenti licenziati per il ridimensionamento o la chiusura di grandi e piccole aziende non sono stati ancora riassorbiti. La cessione dell'autorità portuale a Trieste si è dimostrata un errore. Sono solo alcune delle preoccupazioni espresse dai sindacati nel corso del 18° congresso della Cgil, che ha visto riconfermato nell'incarico, si potrebbe dire a furor di popolo (36 votanti, 35 a favore, un astenuto), Thomas Casotto, segretario generale della Camera del lavoro provinciale. L'assemblea si è tenuta giovedì nella sala convegni di Marina Lepanto. Nel documento conclusivo dei lavori congressuali, approvato all'unanimità, si sono toccati diversi temi, da Fincantieri alla sanità, ed è emersa la necessità di «proseguire sulla strada del confronto e, se sarà necessario, anche dello scontro, con la politica», locale e regionale, per «un serio impegno di rilancio delle nostre infrastrutture più importanti come porto, autoporto, autostrada e aeroporto». Le imprese sopravvissute non sono infatti in condizioni tali da poter rilanciare da sole l'occupazione o creare nuove opportunità. Le amministrazioni devono offrire l'assist. Fermo restando che «è stato un errore aver ceduto l'Autorità portuale dello scalo di Monfalcone a Trieste», ergo «la giunta regionale deve modificare la legge di riforma», perché «è chiaro che, purtroppo, la dipendenza dal capoluogo non sta portando nessun vantaggio a Portorosega». È poi «inammissibile» che «un impresa che rileva un'azienda sull'orlo del fallimento, la Casillo con la De Franceschi, attenda ormai da due anni il ripristino di una linea ferroviaria industriale già esistente». La situazione deve essere sbloccata. Le prospettive di sviluppo non possono prescindere dall'infrastrutturazione e pertanto diventa peccato mortale il suo «sottoutilizzo»: di qui la necessità di rivedere le politiche sul casello del Lisert. Ampio capitolo, nella relazione sindacale, alla battaglia contro «l'illegalità nel sistema degli appalti dentro il cantiere navale», pubblici o privati. «Senza un appalto pulito - scrivono i rappresentanti della Cgil - diventa difficile garantire condizioni di lavoro dignitose per salario e sicurezza ma, soprattutto, opportunità per la disoccupazione. Chiederemo anche a Cisl e Uil, firmatarie del protocollo con Confindustria, Regione e Comune, di avviare una verifica sul numero reale dei disoccupati assorbiti dall'indotto Fincantieri e concordare le opportune iniziative qualora ci siano le inadempienze che purtroppo già si intravedono». Quanto al comparto sanità l'obiettivo sarà vigilare e denunciare qualsiasi tentativo di impoverire i presidi isontini. E ottenere il definitivo avvio dei cap, la riduzione delle liste di attesa, pure negli accessi al Pronto soccorso, la continuità assistenziale fra ospedale e territorio. Sul fronte sociale infine, dopo l'ormai noto ricorso sul "tetto" scolastico, Cgil continuerà a «contrastare le nuove e vecchie forme di razzismo, xenofobia e intolleranza razziale», tenendo alta l'attenzione sulle politiche del Comune di Monfalcone, con particolare riferimento alle quote di bimbi stranieri negli istituti cittadini. Si dovrà proseguire la battaglia di civiltà poiché «non si possono escludere ulteriori scelte penalizzanti per le famiglie extracomunitarie». - BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI