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04/08/2020

LA CATEGORIA PORDENONE «Il comparto del terziario …

Il Gazzettino

LA CATEGORIA
PORDENONE «Il comparto del terziario pordenonese accusa colpi anche più pesanti rispetto al quadro che emerge dalla puntuale analisi svolta da Format Research per Concommercio Fvg. E questo è dovuto al fatto che nel Friuli occidentale gli operatori del settore, nel periodo pre-Covid, avevano fatto maggiori investimenti in un ambito e in un'area territoriale più dinamica di altre zone regionali». È il commento del presidente di Ascom Confcommercio Pordenone Alberto Marchiori ai dati dell'indagine regionale. Che subito aggiunge: «Per questo in quest'area sarebbero necessari interventi ad hoc per aiutare e favorire le imprese a rimanere in vita. Ma, al di là degli interventi sul comparto decisi dalla Regione nella fase dell'emergenza che a poco a poco si stanno solo ora concretizzando, poco altro è stato fatto. Sono praticamente mancati i bandi della Camera di commercio. In un momento tanto difficoltoso e pesante qualche bando, magari con risorse anche europee oltre che regionali e nazionali, forse ci stava».
CRITICHE PESANTI
Ma il presidente provinciale del commercianti non si ferma: «Da più parti i dati e i numeri sono concordi - va avanti nella critica alla gestione dell'emergenza economica - nel ritenere che il settore più duramente colpito sia quello del turismo, oltre che del terziario nel suo complesso. Sembra invece che il sistema camerale regionale sia più orientato a dedicare i bandi per il rilancio al comparto industriale e manifatturiero. Che, proprio in questi giorni, almeno nel nostro territorio ci dice che i segnali sono più che positivi. Allora, si facciano i bandi per il turismo e per i servizi che stanno morendo». Appare piuttosto singolare che il sistema camerale regionale - le Camere di commercio di Pordenone-Udine e di Trieste-Gorizia, entrambe in questo momento guidate da vertici espressi proprio dalla categoria del commercio e del terziario - non punti l'attenzione, oltre che su tutti gli altri comparti, anche su quello del turismo in questo momento in fortissimo affanno.
OLTRE I CONFINI
Ma il presidente di Confcommercio della Destra Tagliamento non si accontenta di sollevare le sue osservazioni critiche solo all'interno dei confini regionali. «A ben guardare - osserva - le politiche e le strategie di supporto del mondo imprenditoriale da parte del governo faticano ad avere effetti concreti sul territorio. Il rapporto con il sistema del credito resta ancora piuttosto complicato. Se i tempi di risposta tendono ad accorciarsi non scende invece la richiesta di credito al sistema bancario». Ma è sulle politiche troppo assistenziali che Marchiori punta il dito: «Si fa un gran parlare di digitalizzazione delle aziende e di innovazione anche ambientale. Bene, ma in questa fase le imprese vanno sostenute. Tra i nostri, sono in molti che con l'emergenza sanitaria hanno dovuto cambiare modello di business e stanno cambiando pelle rispetto alle nuove e diverse richieste dei consumatori. Ma se non si agevolano e non si supportano questi passaggi come fanno le azienda da sole? È inutile, se non dannoso, continuare nelle politiche di prolungamento della cassa integrazione e dello stop ai licenziamenti. Non è certo con il blocco dei licenziamenti che si aiutano le imprese a ripartire. Quella è solo una politica che porta al prolungamento dell'agonia, non alla guarigione. Con queste strategie il rischio è che ci si ritrovi senza più risorse e senza più le aziende. Il rilancio passa attraverso progetti di innovazione finanziati per lo sviluppo e non per l'assistenza infinita».
d.l.
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