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25/02/2020

La carica dei pescatori insidiati da cormorani e nuove centraline

Eco di Bergamo - Simone Masper

Oggi apre la pesca In 15 mila pronti a scendere sui fiumi Nessuna semina di trote in vista del via alla stagione Rolfi: presto i bandi per la gestione delle acque interne
I problemi non mancano e ogni anno diventano sempre più rilevanti, non ultimo, quest'anno, quello legato alla siccità. Nonostante ciò i pescatori bergamaschi aspettano con ansia l'alba dell'ultima domenica di febbraio, una tradizione che vede chiamati a rispondere gli 85 mila pescatori lombardi e i 15 mila bergamaschi. Oggi sarà il momento per i pescatori amanti della trota di scendere sui fiumi e riprendere la loro passione diventata sempre più problematica.

A gestire la pesca dal punto di vista amministrativo da pochi anni la Regione ha preso il posto della Provincia: il 2020 sarà un anno complicato, ma decisivo per la disciplina e a spiegarlo è Fabio Rolfi, assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia. «Tra poche settimane saranno presentati alle associazioni i bandi per la gestione delle acque interne per la pesca -spiega l'assessore -: bandi di bacino che riguarderanno non solo le associazione di pesca. Questa è una rivoluzione, perché Regione Lombardia vuole responsabilizzare e coinvolgere il mondo della pesca, anche insieme agli enti locali come Comunità montane e Comuni per fare proposte condivise. È in corso di redazione il Piano ittico regionale e la nuova carta ittica della Lombardia, strumenti di pianificazione che forniranno un quadro completo e aggiornato della qualità ittica del territorio lombardo e dei relativi stock di massima e un'articolata pianificazione di settore. Tali strumenti programmatori si sostituiranno alle precedenti pianificazioni provinciali».

Nessuna semina è stata fatta appositamente dall'Utr Bergamo e dalla Regione in vista dell'apertura: nel 2019 Regione Lombardia aveva provveduto all'acquisto di trote fario e trote marmorate e alla semina lungo i corsi d'acqua delle valli in collaborazione con le associazioni di pesca sportiva. Per il territorio lombardo sono state acquistate in totale 518.000 trote fario e 34.500 esemplari di trota marmorata e di queste, nell'area bergamasca delle Valli Brembana, Seriana e di Scalve erano stati rilasciati oltre 100.000 esemplari.

I contributi

Nello scorso anno Regione Lombardia ha supportato l'attività delle associazioni qualificate di pescatori con un contributo economico di 250.000 euro a sostegno degli incubatoi gestiti dalle associazioni stesse: in provincia da anni se ne occupa con ottimi risultati l'Associazione Pescatori di Bergamo, oggi guidata da Imerio Arzuffi. Nel corso dell'assemblea annuale dello scorso weekend è stato fatto un bilancio dei settori trainanti dell'associazione come le guardie volontarie, i progetti nelle scuole, che sono valsi un riconoscimento nazionale e il grande lavoro negli incubatoi. Le problematiche però non mancano e proprio nell'assemblea in via Monte Gleno, alla presenza dell'europarlamentare Pietro Fiocchi, sono state messe in evidenza nella relazione del presidente. «Regione Lombardia si è mossa con più impegno aumentando i fondi destinati alle associazioni qualificate - ha spiegato Arzuffi -. I temi dell'inquinamento, del contenimento degli uccelli ittiofagi, del bracconaggio, sempre più diffuso specialmente nei laghi, le infinite autorizzazioni per l'insediamento di nuove centraline che stanno creando moltissime problematiche ambientali, il minimo deflusso delle acque: sono queste le nostre complicazioni».

In primis la presenza di cormorani: il piano regionale, approvato da Ispra prevedeva anche due interventi in Bergamasca nelle ultime due stagioni, ma nessun abbattimento è stato fatto. «Vorremmo capire il perché e di chi sono le responsabilità per il fatto che gli abbattimenti non sono stati eseguiti. Tutti gli sforzi che costantemente facciamo per ripopolare i nostri fiumi e i corpi d'acqua, le risorse e le attività che mettiamo in campo per la produzione di novellame risultano sforzi inutili. Una profonda riflessione va fatta anche sulla questione delle nuove centraline: che senso ha concedere dei finanziamenti alle associazioni qualificate nella pesca e dall'altra parte le stesse componenti politiche in nome della produzione di energia rinnovabile e pulita, concedono la possibilità di costruire nuove centraline nei nostri fiumi creando dei veri danni ambientali? In merito alla questione del Deflusso minimo la cosa certa è che hanno dato una nuova denominazione, da "vitale" a "ecologico", ma solo quella è cambiata, per il resto è un continuo rinvio delle applicazioni delle norme scadute nel 2016».