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27/07/2021

La Campionaria… dei cantieri fermi

Gazzetta del Sud

Preoccupae inquieta il futuro della cittadella fieristica un tempo luogo simbolo dell' Estate messinese
Sprofondata nella palude dei ricorsi al Tare delle sentenze del Cga l' Autorità di sistema portuale non riescea portarea compimentoi progetti La seconda gara, iniziata con la demolizione dell' ex Teatro, è stata di fatto azzerata su ordinanza del Cga Il primo appalto siè fermato in dirittura d' arrivo conl'imp resa Lupò che ha chiesto i danni all' Authority
LucioD' Amico L' estate più nera, in quella che un tempo chiamavamo Fiera di Messina. Negli annid' oro, era tutto un fermento di iniziative in vista dell' inaugurazione della gloriosa Campionaria internazionaleei messinesi si preparavanoa vivere, insieme con migliaia di visitatorie turisti,l' Agosto in Fiera, tra mille eventie una festa di popolo alla quale nessuno rinunci ava. Poi, negli ultimi decenni, la progressiva decadenza,l' incapacità di trasformarel' ormai inattualee sorpassata organizzazione di una esposizione generalista con rassegne settoriali specializzate, di respiro nazionalee mondiale. E, dunque, il lungo tramonto di una storia, di un Entee di un luogo che ne era diventato il simbolo.E che oggi, più che mai, rimpiangiamo, perché al momento quel luogo, senza più storia, senza più un Ente che la gestisca realmente,è totalmente sottratto alla fruizione pubblica. Due cantieri bloccati, Padiglioni in corso di ristrutturazione rimasti imbalsamati, un' area sventrata dove le ruspe sono state costrettea fermarsi, per effetto della guerra di ricorsie controricorsi, delle decisioni della giustizia amministrativa, dei conflitti tra imprese, da un lato, direzione dei lavori, responsabile unico del procedimento e progettisti dall' altro.È una buia stagione,l' estate 2021 in Fiera.L' unica zona fruibile è quella doveè stato realizzato provvisoriamente l' hub vaccinale. Tutt' intorno, silenzio, squallore, abbandon o. L' Autorità di sistema portuale, titolare delle aree, siè trovata nel guadoe tempie modalità per uscirne sono ancora incerti. Da un lato,c'è (c' era, ahinoi...)l' appalto, da7 milioni di euro, per la ristrutturazione di tre Padiglioni vincolati, che era stato aggiudicatoa una delle ditte più serie che esistono nel settore delle Costruzioni,l' impresa Lupò.I lavori, finché sono durati, sono andati avanti anche speditamente, si era arrivatia realizzare circa il 70-80 per cento delle opere previste, con il completamento del Portalee la ristrutturazione del" Padiglione delle artie del turismo".I problemi sono sorti quando siè scoperto, alla fine del 2017, il grave stato di ammaloramento dei pilastri del lungo Padiglione centrale"a n ave". Da lì sono emersi tanti problemie nodi irrisolti, che hanno portato l' impresa Lupòa lasciarel' operaea presentare un espostoa tutte le autorità competenti, contro la gestione dell' appalto da parte dell' Authorit y. La seconda gara, forse ancora più ambiziosa, sicuramente più costosa, è stata quella riguardante il progetto per la riqualificazionee rifunzionalizzazione degli ufficie del Padiglioned' ingresso della Fiera di Messina", con importoa base d'asta fissato in poco meno di 10 milioni di euro, oltre agli oneri per la sicurezza paria 573mila euro non soggettia ribasso. Siè partiti, lancia in resta, con la demolizione del vecchio teatro, poi un primo cattivo presagio, cantiere fermo per qualche mesea causa del ritrovamento di ordigni bellici, fino ad arrivare al blocco totale di questi giorni, determinato dalla decisione del Consiglio di giustizia amministrativa di accogliere il ricorso dell' impresa seconda arrivata- la società coopeativa Jonica 2001 in raggruppamento con la" Sorbello Alfio Srl"e la" Cocer Coop"- control' aggiudicazione al Consorzio Stabile. Tutto siè azzerato, per effetto di questa sentenza" choc", come riportato nelle scorse settimane dal nostro giornale. Il Cga ha stabilito chel' inefficacia del contratto già stipulato con il raggruppamento che aveva vinto la gara, «al fine di lasciare alla stazione appaltante un ragionevole lasso di tempo per completare la procedura di gara», scatti «a far data dal 45° giorno successivo alla pubblicazione della presente decisione. Entro tale arco temporale la stazione appaltante procederà alle verifiche di legge nei confronti dell' odierna appellante e, in caso di esito positivo, all' aggiudicazione della garae stipulazione del contratto, curando le operazioni di subentro nel contratto. In ogni caso, ivi compreso il ritardo nel completamento dei suddetti adempimenti oltre il 45° giorno ovvero la impossibilità di aggiudicare alla ricorrente per difetto dei requisiti, il contratto stipulato perde efficacia alla suddetta data,e le prestazioni urgenti potranno essere assicurate con le modalità consentite dall' ordinamento». Insomma, se avrài requisiti, proseguirà nei lavoril' impresa che ha vinto il ricorso, altrimenti si dovrà ricominciare tutto da zero. A questo punto,c'è chi continuaa interrogarsi sull' utilitào meno di portare avanti il progetto di ricostruzione dell' ex Teatro, chi continuaa ripetere che sarebbe statoe sarebbe ancora meglio rimuovere tutte le maceriee lasciare quello spazio libero. Nonè facile, lo si comprende benissimo, assumere una decisione di tal genere, mentre le procedured' appalto sono in corsoe si sono complicate ulteriormente in virtù dell' ordinanza del Cga. Ma il destino della cittadella fieristica non può non preoccupare chi haa cuore le sorti di Messina, perchéè una delle aree più pregiatee centrali di tuttol' affaccioa mare della città dello Stretto.E quello che accade lì, dietroi cancelli, oltre la linea tranviaria, riguarda tutti noi, sia coloro che visseroi tempi dei fasti della Campionaria internazionale sia le nuove generazioni. Cibarsi di rimpiantiè il modo migliore per spegnersi lentamente, ma si ha il dovere di indicare strategie che perseguano l' interesse generalee di dimostrare coni fatti che il futuro sarà meglio del passato.A meno che non vogliamo che Messina sia solo la città della nostalgia, con le immagini del vecchio chaleta mare, del commendatore Michele Ballo che inaugura la Rassegna cinematografica internazionale di Messinae Taormina, delle stare della dolce vita che vecchi messinesi come Geri Villaroel continuanoa raccontarci con la solita passionee dovizia di ricordie retroscena. La Messina del passato. La Messina che nonc'è più... ...E la Messina che nonc'è ancora. La Messina che si specchia in questi cantieri fermi, in quest' area sventrata, in questo spicchio di terra incastonato nell' azzurro, con di fronte la Stele della Madonnina del porto, in quest' area reclusae preclusa ai veri proprietari,i cittadini dello Stretto.

Foto: Il cantiere nell' area dell' ex TeatroI lavori erano ripresi da qualche giorno dopo il blocco causato dalla presenza di ordigni bellici