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17/11/2019

«La burocrazia frena I progetti Laives, scuola ferma da 5anni»

Corriere dell'Alto Adige

Il confronto
L'appello di Bianchi. Gozzi (Magrè): più aiuti per le donne L'esponente del governo prende nota: cambiamento dal basso Schatzer «I finanziamenti ci sono ma è difficile accedervi Troppe carte e regole sempre nuove»
«Il problema del nostro Paese è che non riesce a spendere i propri soldi. Le grandi opere sono bloccate, i finanziamenti arenati nella troppa burocrazia. E il cambiamento deve partire dai sindaci». Il sottosegretario Riccardo Fraccaro è netto. E all'incontro coi sindaci altoatesini li incalza, uno a uno, per raccogliere critiche e osservazioni in vista dell'approvazione della manovra di bilancio. Andreas Schatzer, presidente del Consorzio dei comuni, non si tira indietro: «Sono complicate, perché troppo diverse tra loro, le modalità di accesso ai finanziamenti». E Christian Bianchi, primo cittadino di Laives, mette sul tavolo un esempio concreto delle difficoltà che i sindaci affrontano nel quotidiano: «Il progetto per la nuova scuola di San Giacomo, al quale lavoriamo insieme al comune di Bolzano, è ancora solo su carta. Da 5 anni». Lo segue Theresia Degasperi Gozzi, sindaco di Magrè: «Serve più sostegno per le donne che scelgono di restare a casa dal lavoro. Allo stato attuale rischiano di restare senza pensione perché senza contributi. Anche chi, come me, ha fatto il sindaco per 15 anni e non proviene dal settore pubblico». Per Fraccaro la chiave per uscire dall'immobilismo è da ricercare nella sburocratizzazione. «Né noi né i governi che ci hanno preceduto ci sono mai riusciti partendo dall'alto - ammette -. Per questo vogliamo provarci partendo dai sindaci». Il tramite? La digitalizzazione. «Abbiamo istituito un Ministero apposito - aggiunge -. Ora vorremmo prendere un "comune-isola" da digitalizzare, per poi esportare il modello, gradualmente, dai comuni, alle regioni o province, fino ai ministeri». Certo però servono i mezzi, tecnici e umani. «Bisogna sgravare i sindaci dai troppi oneri amministrativi», sostiene Fraccaro. Un punto sul quale incontra il plauso dei presenti. «Spesso ci troviamo a lavorare sul filo della legalità, proprio per i troppi paletti - commenta Martin Fischer, sindaco di Cortaccia -. Serve una riforma che dia ai comuni più autonomia funzionale e decisionale. Al momento è solo organizzativa». Ma non è pensabile fare tutto da soli, specie nei municipi più piccoli. «In genere - ricorda Armin Gorfer, sindaco di Gargazzone - ci appoggiamo al Consorzio dei comuni per le consulenze sui progetti più importanti». Dà loro manforte il collega Bianchi. «Gran parte delle energie le investiamo nella parte di lavoro burocratica e amministrativa - insiste -. Un risultato che è la somma di leggi nazionali e provinciali. Non escludo nessuno da questa responsabilità. È emblematico il caso della scuola di San Giacomo. Da quando nasce un'idea a quando si riesce a realizzarla passano almeno 8 anni. Forse bisognerebbe valutare quali step si possono tagliare nelle fasi di verifica dei progetti per le opere pubbliche». Lo sostiene Alfons Klammsteiner, suo omologo a Barbiano. «Anche se siamo piccoli abbiamo più o meno gli stessi problemi - sostiene -. In più siamo un comune di montagna e i fondi per sistemare le strade non bastano mai». Per Fraccaro, tuttavia, «il codice degli appalti provinciale offre ampi margini di intervento». Non è d'accordo il segretario del Consorzio dei comuni. «Non direi - replica -. Tante norme ci dicono che dobbiamo parlare prima con l'Autorità nazionale anticorruzione. Sopra di noi c'è la spada di Damocle della Corte dei conti». Anna Teresa Tassiello Dunja, assessore alla cultura e alla sanità del comune di Silandro intavola il discorso sanitario. «Abbiamo un problema di carenza di personale - dichiara -. E le provocazioni della politica non aiutano certo ad attrarre personale dal resto d'Italia». Per Fraccaro bisogna continuare a lavorare per «togliere la politica dalla sanità. Ma forse bisogna cominciare, anche, a chiedersi quante ore al giorno vengano utilizzati i macchinari». C. C. D.