scarica l'app
MENU
Chiudi
15/04/2020

La buro-dittatura sta affondando l’Italia

Il Riformista - Piero Sansonetti

Due tra i più autorevoli giuristi italiani sono intervenuti nei giorni scorsi nel dibattito sulla burocrazia: Sabino Cassese e Giuseppe Tesauro. Tutti e due hanno analizzato le cause della degenerazione della burocrazia italiana, hanno indicato le colpe, hanno prospettato soluzioni. Su come riformare la burocrazia i pareri talvolta son diversi, ma su un punto, mi pare, c'è pieno accordo: la burocrazia sta diventando un macigno che blocca lo sviluppo dell'Italia. Non è più uno strumento di controllo ma un luogo dove le regole diventano un moloch: non servono più a garantire la legalità ma solo a esaltare se stesse. Il "regolismo" è una religione che ostacola l'economia, lede la libertà, e foraggia un nuovo ceto, fatto di burocrati, magistrati, politici, giornalisti e persino avvocati. a pagina 7 L'IDEOLOGIA USCITA VITTORIOSA DA "MANI PULITE" BUROCRAZIA, COSÌ MUORE L'ITALIA L'analisi di due giuristi eccellenti come Giuseppe Tesauro e Sabino Cassese. Le colpe della politica e l'urgenza di una riforma Piero Sansonetti Nei giorni scorsi sono intervenuti, nel dibattito sulla burocrazia, due pesi massimi del diritto. Sabino Cassese, che ha scritto sul Corriere della Sera , e Giuseppe Tesauro che ha rilasciato un'intervista alle pagine di Napoli del nostro giornale. Mi sembra che in questa discussione un punto sia fermissimo: esiste un legame indissolubile tra la possibilità di mettere in moto la ripresa - dopo lo shock virus - e l'abbattimento della burocrazia. Dopodiché è giusto discutere su come procedere, e anche su quali siano le cause della degenerazione della macchina burocratica italiana. Su questo forse ci sono pareri diversi. Non mi pare però che sia in discussione, tra i giuristi e gli esperti, la necessità di prendere delle misure per impedire che la burocrazia blocchi lo sviluppo. Nelle attuali condizioni, la burocrazia è un ostacolo insormontabile allo sviluppo. Tesauro cita gli altri paesi europei, in particolare la Gran Bretagna, e ci spiega quali enormi vantaggi abbiano le loro economie sulla nostra, grazie a una burocrazia scorrevole ed effi ciente. Cassese indica le cause di questa crisi della burocrazia italiana. E assegna quasi tutta la colpa alla politica. Dice che la politica è colpevole perché continua a sfornare nuove leggi, senza cancellare le precedenti, e perdipiù le scrive malissimo; dice che è colpevole perché crea sempre nuovi strati di burocrazia (per esempio l'organismo anticorruzione) allo scopo di non assumere responsabilità dirette; dice che è colpevole perché ha accettato il dilagare dell'idea del sospetto, che porta a follie giuridiche come equiparare reati di mafi a e reati contro la pubblica amministrazione; dice - infi ne - che è colpevole anche perché ha permesso alla magistratura di assumere, spessissimo, il ruolo di decisore fi nale in grandissime questioni che non la riguardano e che richiedono saperi e competenze che la magistratura non possiede. Sia Tesauro che Cassese poi dicono che la burocrazia non può essere abolita: va riformata. A me sembra che Tesauro e Cassese abbiano pienamente ragione. La burocrazia, ovviamente, ha una sua funzione in una società democratica. La funzione è quella del controllo. Il problema è che il controllo è diventato un controllo sulle forme, spesso un controllo sulla stessa burocrazia, talvolta un controllo sulle contorsioni inutili della legge, non sulla sostanza. Noi siamo un Paese ad altissima evasione fi scale e un Paese dove l'economia in nero è parte integrante del sistema. Più di ogni altro paese europeo. La burocrazia ha contrastato in qualche modo questi difetti? No, li ha incoraggiati, ostacolando in tutti i modi l'economia legale e favorendo il nero. Prendiamo questo caso (che conosco). Una società che deve costruire un tratto autostradale non rispetta le norme sulla sicurezza del lavoro e non rispetta neppure i contratti, e svolge una parte del lavoro con operai non regolari. Poi c'è un'altra azienda che aveva vinto l'appalto per quel tratto di autostrada, ma le è stato tolto perché il capomastro aveva una cognata che - dopo l'assegnazione dell'appalto - ha sposato un ragazzo che era stato due anni in prigione per mafia. La burocrazia è intervenuta per impedire che l'appalto andasse all'azienda considerata in odor di mafi a, ma non ha nessun interesse, o nessun mezzo, per far rispettare il diritto del lavoro. È qui che vorrei sentire anche il parere del professor Cassese. A che serve una burocrazia così? A controllare che si rispettino i diritti o ad alimentare se stessa, e il sistema prefettizio, e le procure, e gli enti di controllo e tutto il resto? Questa burocrazia negli ultimi 25 anni ha preso in mano la macchina dello Stato. Insieme alle Procure. E il risultato è stato il blocco dello sviluppo e la corsa dell'Italia verso gli ultimi posti della classifi ca tra le potenze industriali. E questo è successo per una ragione molto semplice. La burocrazia è diventata ideologia. Cioè ha preso il posto delle ideologie precedenti. Molto approssimativamente possiamo dire che esisteva una ideologia di sinistra, dalle vaghe idee egualitarie. E una ideologia di destra, dalle vaghe idee liberiste. Sono state messe tutte e due sul banco degli imputati e sostituite dall'ideologia del "regolismo". Che vuol dire? Non contano i valori, non contano i risultati, non contano gli interessi delle classi, non conta l'aspirazione alla ricchezza o alla giustizia sociale. Contano solo le regole. E lo sforzo dei politici deve essere quello di rendere sempre più grande, imperiale, dominante la regola. E deve essere quello di aumentare le regole, moltiplicarle, sovrapporle, perché questo e solo questo crea davvero ideologia o forse addirittura religione. Questa ideologia, come tutte le ideologie, è il punto di incontro di un'idea e di un ceto. E il ceto che si è fatto grande curando questa idea non è solo il ceto burocratico, è un ceto vasto che raggruppa una serie di professioni che vanno dal magistrato, al giornalista, al politico, all'amministratore e persino, talvolta, all'avvocato. Non sarà facile fare la guerra a questa ideologia. È potentissima. Però, o la facciamo o diventiamo tutti poveri.

Foto: In foto Il giurista ed accademico Giuseppe Tesauro