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29/08/2018

«La Borsa funziona e merita tempi certi e meno burocrazia»

Economy - Sergio Luciano

FINANZIARE l'IMPRESSA L'INTERVISTA
Intervista con Andrea Sironi, presidente di Borsa Italiana Spa: «I nostri costi sono competitivi nel mondo e infatti lo scorso anno il mercato ha reagito bene alla nuova attenzione posta dalla politica al settore»
«BORSA ITALIANA PONE SEMPRE MOLTO IMPEGNO E ATTENZIONE NEL FAVORIRE IL CONTATTO TRA INVESTITORI ED EMITTENTI. HA MERCATI LIQUIDI ED EFFICIENTI CHE ATTRAGGONO SEMPRE PIÙ SOCIETÀ E INVESTITORI. Nel prossimo futuro sono ottimista che questo quadro già positivo possa ulteriormente migliorare, perché anche l'authority - la Consob - ha dato chiari segnali di voler contribuire ad aumentare la competitività del mercato azionario. È infatti fondamentale sia perseguire la finalità della protezione del risparmiatore, sia la competitività del mercato. Su questo fronte sono apprezzabili le indicazioni date dal nuovo presidente Nava nel corso della prima "relazione al mercato" . Con Consob abbiamo un dialogo molto attivo e penso ci potrà essere una forte evoluzione positiva». Andrea Sironi, economista, presidente di Borsa Italiana, è positivo sull'evoluzione del mercato borsistico italiano e in questa intervista ad Economy spiega perché. Cosa si aspetta dalla Consob, presidente? Guardi, non servono rivoluzioni. C'è un tema di maggior certezza sui tempi e sulle procedure. Si può per esempio lavorare sull'ampiezza del prospetto, valutandone uno snellimento. Ma non crede che ci sia, nel settore, un'iperburocratizzazione che ci nuoce? Il tema dell'iperburocrazia ci tocca fino a un certo punto. Come Borsa siamo una società rigorosamente regolamentata. Ed è giusto. Il nostro impegno è nel dialogo con gli organi di vigilanza, Consob e Bankitalia, che è costruttivo e positivo. Ovviamente poi l'attenzione per le esigenze di chi emette e colloca titoli in Borsa è sempre per noi massima. Non è che però voi come Borsa costate troppo? No guardi, i nostri costi sono competitivi rispetto a quelli di molti mercati internazionali e rappresentano una porzione estremamente limitata dei costi di quotazione. E' chiaro che il costo A USPICHIAMO CHE GIÀ NEL SECONDO SEMESTRE LE OPERAZIONI IN CORSO POSSANO TROVARE L'APPREZZAMENTO DA PARTE DEGLI INVESTITORI complessivo di una quotazione, di cui i più consistenti sono quelli per intermediari, consulenti, legali, revisori, possono risultare importanti per le aziende che decidono di intraprendere un percorso di quotazione in Borsa, soprattutto per le piccole aziende, anche se l'introduzione di un credito di imposta sui costi per PMI che si quotano va proprio nella direzione di alleggerire i costi di quotazione per le aziende di minore dimensione. Siete soddisfatti dell'andamento aziendale? Dunque: nel 2017 siamo andati molto bene. Alla ripresa delle nuove quotazioni ha contribuito anche un atteggiamento del governo che, al di là delle misure adottate, ha mostrato per la prima volta una grande attenzione al mercato dei capitali e una forte consapevolezza sul fatto che la Borsa sia una leva strategica per lo sviluppo del Paese e che in Italia ci sia bisogno di diversificare le fonti del finanziamento delle imprese, allontanandosi dallo storico modello bancocentrico. E da questa consapevolezza sono nate misure innovative importanti, l'ultima è quella del decreto che riforma l'aspetto fiscale della quotazione Dunque diceva che la Borsa come azienda va bene... Quest'anno Aim Italia sta continuando a crescere e consolidarsi. Ci aspettiamo di superare il numero di quotazione del 2017. Siamo invece un po' indietro per quanto riguarda il mercato Mta. Il rallentamento nei primi mesi dell'anno è stato causato in particolare dall'incertezza politica che abbiamo vissuto, che ha contribuito ad innalzare per un po' il rischio-Italia sui mercati internazionali e ha causato uno slittamento e in alcuni casi annullamento di alcune operazioni di quotazione. La situazione si è ora tranquillizzata e stabilizzata e auspichiamo che già nel secondo semestre le operazioni in corso possano trovare l'apprezzamento da parte degli investitori, sia domestici che internazionali. Presidente, è entrata in vigore da poco la direttiva europea Mifid 2 che regolamenta in modo più stringente di prima il risparmio gestito. Ma chi si aspettava sfracelli è rimasto deluso! Sì, sembra anche a me che l'impatto della Mifid 2 non sia stato al momento particolarmente rilevante. Ci si aspettava che dalla maggior trasparenza imposta potesse scaturire un aumento della concorrenza e un calo dei prezzi, ma tutto questo pare non essere successo. La Mifid 2 si porta dietro oneri di tipo procedurale, solo noi per implementarla nei nostri processi abbiamo dedicato uno staff di personale qualificato per più di un anno. Sugli intermediari finanziari mi sembra invece che abbia avuto un impatto particolarmente rilevante soprattutto sul piano dei costi, ma non mi sembra che ci sia stata una riduzione dei volumi. E' difficile analizzare i vari fattori che hanno determinato questa reazione, direi che l'effetto sui comportamenti della clientela è stato neutrale. Peraltro la Commissione europea sta raccogliendo i feedback dagli operatori degli Stati membri e probabilmente qualcosa col tempo verrà modificato. Parlando a lei come economista: che pronostici farebbe sull'andamento mondiale dell'economia e quindi dei mercati finanziari? Guardi, è la prima volta che un'economia già in piena occupazione - quella americana - viene sottoposta a forti stimoli di politica fiscale. E' chiaro che nel breve questo dato di fatto senza precedenti ha avuto un forte effetto sui mercati. Il confronto con l'Italia è difficile, negli Usa il peso dell'hi-tech è elevatissimo, mentre sul nostro listino pesano molto i comparti finanziari e delle utilities... Secondo me sul medio-lungo termine questo choc energico sull'economia americana potrebbe generare dei rischi, lo stimolo impresso da Trump sul sistema finanziario - che lui ha trovato in ottime condizioni - probabilmente non era realmente necessario. A fronte di questa situazione privata ottimale, fa fronte negli Usa un deterioramento delle condizioni della finanza pubblica. Per cui credo, personalmente, che chi erediterà la prossima amministrazione si troverà a gestire una situazione più complicata. Ma ovviamente in questi macrofenomeni si registra sempre uno sfasamento temporale e quindi questa situazione che oggi mi sembra un po' drogata, potrebbe generare contraccolpi fra due o tre anni. Infine, presidente. Lei segue con attenzione l'evolversi del fintech, è anche membro dell'advisory board di un'azienda tecnologica specializzata nel robo-advisory, come Deus Technology. Che pronostici farebbe sull'impatto dell'hi-tech nella gestione del risparmio? E' chiaro che l'impatto dell'innovazione digitale sui mercati è già oggi molto potente. Sul versante del trading c'è tutta una parte di attività svolta ormai dagli algoritmi che è sempre più rilevante, compresa la consulenza dei robo-advisory e dei robo-for-advisory che sviluppa tra gli altri la Deus. Noi, come Gruppo London Stock Exchange stiamo approfondendo lo studio del fenomeno blockchain, che potrà a sua volta avere un impatto significativo anche sulle piattaforme di mercato come Borsa Italiana. Ma attenzione: io credo che quest'impatto possa cambiare in meglio, ad esempio, i tempi di settlement o creare forme di raccolta diretta di capitali, sia su equity che su reddito fisso. Per un soggetto come Borsa italiana e il Gruppo Lse è importante restare sulla cresta dell'onda, diventando sempre più efficienti e riducendo sempre più i costi. Ma credo che noi, da sempre determinati a confermare un approccio molto aperto all'innovazione, siamo all'avanguardia rispetto agli intermediari tradizionali. Detto ciò, è molto difficile prevedere cosa potrà succedere. Posso solo dirle che stiamo continuando a investire molto sulle nuove tecnologie. Fabbrica intelligente, Agrifood e Scienze della Vita - dotazione finanziaria pari ad Euro 562,7 mln. Il bando agevola le imprese industriali, agroindustriali, di trasporto, artigiane e di servizi alle imprese nonché, a talune condizioni, i centri di ricerca e le imprese agricole, che investono in ricerca industriale e sviluppo sperimentale nei settori della Strategia nazionale di specializzazione intelligente "fabbrica intelligente", "agrifood" e "scienze della vita". L'obiettivo del decreto è agevolare le iniziative tese al miglioramento sostanziale di prodotti e servizi esistenti o all'introduzione di nuovi prodotti e servizi tramite lo sviluppo delle c.d. tecnologie abilitanti ("KETs"): tecnologie dell'informazione e comunicazione, nanotecnologie, materiali avanzati, biotecnologie, fabbricazione avanzata, spazio. L'accesso alle agevolazioni, che sarà regolato da uno specifico decreto attuativo del MiSE, sarà a m m e s s o con due distinte procedure: quella negoziale (accordi di innovazione), per progetti di importo complessivo compreso tra 5 milioni e 40 milioni, e quella valutativa a sportello, per progetti di importo compreso tra 800.000 e 5 milioni di euro. I progetti potranno essere presentati da singoli proponenti o congiuntamente, fino ad un massimo di 3 soggetti per la procedura a sportello e 5 per quella negoziale. Tali soggetti, nel caso della procedura a sportello, dovranno necessariamente risiedere nelle regioni meno sviluppate (Mezzogiorno) o in transizione (Sardegna, Abruzzo e Molise). Per entrambe le procedure saranno ammesse alle agevolazioni le spese sostenute per: - personale dipendente e collaboratori tecnici; - strumenti e attrezzature nuovi, - servizi di consulenza ed altri servizi utilizzati per l'attività del progetto, inclusa l'acquisizione o l'ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del knowhow; - spese generali calcolate su base forfettaria nella misura del 2 5 % dei costi diretti ammissibili del progetto, ad esclusione delle consulenze; - materiali impiegati nel progetto. I progetti a procedura negoziale potranno contare su contributi a fondo perduto pari al 2 0 % della spesa ammissibile da parte del MISE, che potranno essere incrementati con ulteriori quote pari ad almeno il 3 % ciascuna erogate in quote di pari importo da Regioni e Province autonome e dal MISE stesso, ed un finanziamento agevolato del 20%. I progetti a sportello, invece, saranno agevolati con contributi a fondo perduto che varieranno in base alla dimensione aziendale ed all'attività: per le grandi imprese, il 4 0 % dei contributi andrà alla ricerca industriale e il 15 allo sviluppo sperimentale; per le medie, il 50 e il 25%; per le piccole, il 60 e il 35%. Per gli organismi di ricerca, la ripartizione sarà del 47 + 3% e del 22 + 3% (vedi tabella B in queste pagine). Come nel caso degli accordi di innovazione, anche tali progetti potranno fruire di un finanziamento agevolato di importo pari al 2 0 % della spesa ammissibile. Macchinari innovativi al Sud - dotazione finanziaria pari ad Euro 3 4 1 , 5 m i n Il bando Macchinari innovativi, i cui termini e modalità di presentazione delle domande saranno definiti con successivi provvedimenti ministeriali, agevola programmi d'investimento innovativi coerenti con il Piano nazionale Impresa 4.0 e la Strategia nazionale di specializzazione intelligente. L'intervento è teso a favorire la transizione delle PMI verso la "Fabbrica Intelligente" e accrescere la competività dei territori agevolati (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia). Per la prima volta, attuando le disposizioni introdotte dall'articolo 1, c o m m a 8 2 1 della Legge di Stabilità 2016, il decreto a m m e t t e alle agevolazioni anche i liberi professionisti. I programmi di investimento, dovranno essere condotti nel settore manifatturiero da imprese con almeno due bilanci approvati. Le spese potranno essere comprese tra 500 mila e 3 mln euro e dovranno riguardare tecnologie relative alle linee di intervento riferibili all'area tematica "fabbrica intelligente". Le agevolazioni saranno concesse in misura pari al 75% della spesa ammissibile, sulla base di una procedura valutativa con procedimento a "sportello", nelle modalità seguenti: alle medie imprese: per le imprese medie, il 2 5 % andrà in contributo conto impianti e il 5 0 % in finanziamento agevolato; per le micro e piccole imprese la ripartizione sarà del 35 e del 40%. (vedi tabella C in queste pagine).

LA MIFID 2 HA AVUTO UN IMPATTO MINORE DI QUEL CHE MOLTI S I ASPETTAVANO ED HA COMPORTATO ONERI DA ATTUTIRE

I nuovi collocamenti in Borsa dal 2013 ad oggi


IL PRIMO BANDO DESTINA OLTRE 500 MILIONI DI EURO PER LA FABBRICA INTELLIGENTE, LAGROINDUSTRIA E LE COSIDDETTE SCIENZE DELLA VITA
Gli incentivi pubblici al 4.0 fanno bene alla competitività Nuova Sabatini FONTE: RAPPORTO MISE-MET - LEGENDA: UTILIZZO DI INCENTIVI PUBBLICI, CONFRONTO TRA LE IMPRESE CHE UTILIZZANO TECNOLOGIE 4.0 E QUELLE CHE NON LE UTILIZZANO. VALORI PERCENTUALI 2017
IL BANDO MACCHINARI INNOVATIVI INCENTIVA LA LORO ADOZIONE PER ACCRESCERE LA COMPETITIVITÀ DELLE AZIENDE NELLE REGIONI MERIDIONALI
Fondi per la fabbrica intelligente nell'Agrifood e Scienze della Vita - 562,7 milioni di euro DIMENSIONE DELL'IMPRESA Grande Media Piccola Organismi di ricerca
Macchinari innovativi al Sud dotazione finanziaria di 341,5 milioni DIMENSIONE DELL'IMPRESA CONTRIBUTO IN C/IMPIANTI FINANZIAMENTO AGEVOLATO Micro e Piccola

Un bonus posto fisso nel decreto dignità

L'estensione del bonus per le aziende che assumono a tempo indeterminato fino al 2020 invece che al 2019, e per gli under 35 invece che under 30 anche nei prossimi due anni. È la principale novità last minute del decreto dignità, introdotta dalla Camera dei Deputati a inizio agosto. I datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato avranno uno sconto del 50% sui contributi previdenziali per massimo 3 anni, con un tetto di 3mila euro su base annua. Grazie a uno stanziamento di 373 milioni dal 2019 al 2024 l'Inps stima che saranno così creati 62400 "posti fissi" in più. La stretta sui contratti a tempo determinato, però, provocherà la perdita di circa 8mila posti "a tempo" ogni anno, ed è la causa principale della dura opposizione al decreto dignità da parte di Confindustria, e in particolare delle aziende venete. Un'ostilità che il bonus sulle assunzioni a tempo indeterminato non ha fatto venir meno. Il decreto dignità riduce la durata dei contratti a tempo determinato da 36 a 24 mesi e le proroghe da 5 a 4, con un costo contributivo aggiuntivo dello 0,5% a ogni proroga. Se il contratto dura più di 12 mesi l'azienda deve apporre la riesumata e contestatissima causale (redec).

Foto: NELLA FOTO L'AUTORE GIUSEPPE CAPRIUOLO, PARTNER DELL'UFFICIO DI ROMA DI RSM ITALY