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22/10/2020

La beffa del ponte Colombo Mancava un documento

QN - Il Giorno

MONZA di Martino Agostoni Mancava ancora un foglio per poter realizzare il nuovo ponte Colombo. E così si aggiunge anche una beffa al ritardo accumulato dal cantiere che domani, secondo i termini di 150 giorni di lavori dell'appalto e la data del 22 ottobre promessa dell'Amministrazione comunale, avrebbe dovuto ultimare e quindi inaugurare l'opera attesa da oltre 2 anni per poter ripristinare il passaggio sul Lambro tra l'area Cambiaghi e spalto Santa Maddalena. Non c'è stato solo l'imprevisto tecnico di luglio a scombinare i tempi programmati per il cantiere aperto da fine maggio nel centro di Monza, quando il ritrovamento di una tubatura d'amianto ha fatto perdere circa un mese per eseguire la rimozione e lo smaltimento secondo i protocolli di sicurezza, ma c'è stata anche una questione amministrativa da risolvere in Comune. È del 29 luglio la risposta arrivata dalla Regione rispetto alla richiesta presentata l'anno prima dal municipio per poter ottenere una nuova concessione idraulica per il futuro ponte secondo una procedura prevista da una Regio Decreto risalente al 1904 e anche da un regolamento regionale del 2010. Infatti, si legge nei documenti del Comune, «ogni opera e attività che si voglia realizzare nelle aree del demanio idrico fluviale o nelle fasce di rispetto dei corsi d'acqua deve essere preventivamente autorizzata dall'ente competente, che nel caso del fiume Lambro, appartenente al Reticolo Idrico Principale (Rip), è Regione Lombardia». Una pratica per la demolizione e ricostruzione del ponte che, dopo il benestare regionale, è proseguita fino al 5 ottobre quando sempre dalla Regione è stato trasmesso a Monza anche il cosiddetto "disciplinare di polizia idraulica". Si tratta di un documento che è andato in approvazione il 13 ottobre da parte della Giunta e ha quindi permesso agli uffici tecnici regionali e comunali di sottoscrivere la concessione per poter operare sulle sponde del Lambro. In pratica solo settimana scorsa è stata completata anche la procedura amministrativa, dopo che i preliminari per la stesura del progetto, l'ottenimento delle autorizzazioni e quindi fare la gara d'appalto erano duranti già 2 anni. Da settembre 2018 è chiuso il passaggio tra le due sponde del Lambro, dopo che una verifica sulle condizioni del vecchio ponte risalente agli anni '50 ha fatto emergere criticità nella tenuta della struttura in calcestruzzo. Da allora è interrotto il principale collegamento per andare al mercato di piazza Cambiaghi, ed è quasi isolata l'area di spalto Santa Maddalena. L'avvio del cantiere a fine maggio lasciava intendere che la soluzione si sarebbe avuta entro i 5 mesi di lavori previsti dall'appalto dal valore di 753mila euro e anche l'imprevisto dell'amianto di luglio sembrava superato quando a inizio agosto è stato eseguito l'intervento di demolizione del vecchio ponte. Sono quindi state predisposte le gettate di cemento armato su cui far poggiare le travi in acciaio corten che costituiranno la struttura del nuovo ponte, poi tutto si è fermato e da 2 mesi l'area del cantiere appare abbandonata. E anche da parte dell'Amministrazione comunale non vengono dati aggiornamenti sui tempi per far riprendere i lavori. © RIPRODUZIONE RISERVATA