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27/07/2018

La battaglia per l’iscrizione non è a rischio

Il Mattino

LA SITUAZIONE
Marco Ingino
La premessa è d'obbligo: l'inchiesta della Procura della Repubblica di Avellino che ha portato al sequestrato documenti contabili nella sede della società, della Covisoc e delle aziende di informatica e comunicazione finite nel mirino della Finanza, che fanno capo a Maurizio De Simone (dg del Matera calcio), non inficerà l'udienza che si terrà martedì prossimo davanti al Collegio di Garanzia del Coni. Malgrado ciò, mediaticamente è inutile negare che le ripercussioni siano state altamente negative.
L'INCHIESTA DELLA PROCURA
È la stessa che va avanti da oltre un anno e che il 30 giugno di quest'anno, in concomitanza con il deposito dei documenti alla Covisoc, aveva portato all'iscrizione di cinque persone nel registro degli indagati. Numero che da ieri è salito a sette. Queste le ipotesi di reato: false comunicazioni sociali, emissione di fatture inesistenti, ostacolo alle funzioni di vigilanza. Per gli inquirenti Walter Taccone avrebbe indicato nella dichiarazione dell'Iva e dei redditi, dal 2015 al 2017, cifre che derivavano dall'utilizzo di fatture inesistenti. Di conseguenza avrebbe usufruito di imposte indetraibili relative al 2016 e al 2017, di 144mila euro e 273mila euro. Incongruenze che sarebbero state riscontrate anche nella dichiarazione dei redditi (modello sc 2016) che si riferisce al periodo che va dal luglio del 2015 al giugno del 2016. La finanza ha pertanto sequestrato i libri mastri, gli inventari, i registri dell'Iva, una serie di fatture, note di variazione Iva che hanno come controparte l'Avellino calcio, il registro dei beni ammortizzabili, gli estratti dei conti bancari.
Da parte sua la società ha chiarito che «l'indagine non ha nulla a che vedere con l'udienza davanti al Coni e le fideiussioni presentate».
In attesa di scoprire quelli che saranno i risvolti penali e amministrativi della vicenda, quali ripercussioni sportive attendono la società? Per adesso, come riferito, questa inchiesta non entrerà nella partita davanti al Coni. In futuro, come accadde per il caso Catanzaro, la Procura Federale potrebbe comunque chiedere notizie al Tribunale di Avellino e deferire il club. Trattandosi di ipotesi di reato, tutte da provare, i tempi appiano comunque lunghi e non è detto che Tribunale e Procura, in fase di indagine, mettano i loro documenti nelle mani dei pm sportivi.
UDIENZA CONI
Diversamente, dall'unità di crisi di esperti, commercialisti e legali coordinati dall'avvocato Edoardo Chiacchio è ieri trapelato qualche indizio di ottimismo. Pur avendo ricevuto un corposo controricorso della Figc, composto da 13 punti e 10 allegati, i difensori del club sono convinti di avere in mano una serie di documenti da calare sul tavolo. Uno di questi potrebbe portare alla riabilitazione della Onix Asigurari S.A. dimostrando che già il 14 aprile scorso il Tar del Lazio è entrato nel merito condannando Figc e Coni che, sempre per questioni assicurative, avevano escluso una ditta da una gara per servizi di trasporto e facchinaggio disponendo che «la Figc deve essere sottoposta alla normativa appalti perché organismo di diritto pubblico». La seconda, come si evince dal ricorso, sul ritardo del ricevimento della Pec che, di fatto, rimetterebbe in gioco la fideiussione della Finworld. Si tratta della stessa polizza di Palermo, Lecce e dieci squadre di C. Un papocchio di dimensioni sempre più grandi che sta per spingere la Lega di B a rinviare al 7 agosto la compilazione del calendario.
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