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25/03/2021

La battaglia della Regione contro il necocentralismo

La Nuova Sardegna

Aspro confronto dei presidenti del Mezzogiorno con la ministra Carfagna Solinas: «Ci proponiamo come laboratorio sperimentale per l'idrogeno»
CAGLIARIIl faccia a faccia fra i ministri, qualunque ministro, e le Regioni mai è stato facile. Lo è ancor di più se all'ordine del giorno c'è il Recovery fund, compresi i miliardi annunciati dall'Europa. Stavolta a convocare i governatori è stata la ministra per la coesione territoriale, Mara Carfagna, e le scintille non sono mancate. Di cui, in videoconferenza, s'è reso protagonista anche il presidente Christian Solinas durante uno dei primi confronti sul tema spinoso «Sud-Progetti per ripartire».No al neocentralismo. Sicilia, con il governatore Nello Musumeci, e Sardegna hanno denunciato che quando si parla di un nuovo Rinascimento nazionale, e quindi del Recovery fund, il Sud continua a essere emarginato. «In questo periodo - ha detto Solinas - si fa avanti il tema neanche troppo celato del neocentralismo, anche rispetto a quelli della specialità e delle autonomie». Per poi aggiungere: «Se esistono, anche nel Meridione, Regioni cui è riconosciuta la specialità è perché in queste realtà non si possono certo utilizzare le stesse formule che si utilizzano nel resto della Nazione». E invece, ha sottolineato, finora «tutta l'attività della burocrazia governativa e della Corte Costituzionale degli ultimi anni è orientata a omologare le nostre norme, o procedure che siano, a quelle nazionali. C'è, in sostanza, un'attività di impugnazione che è spaventosa». Di conseguenza le Regioni, soprattutto quelle del Sud, non dovrebbero essere messe sempre all'angolo e tanto meno emarginate quando sarà il momento di mettere assieme i progetti per il Piano di resilienza post Covid.Troppi legacci. «Noi come Sardegna - ha aggiunto il governatore - paghiamo anche una forte insularità, siamo un'isola che non è servita dal metano e i nostri costi energetici sono più alti che altrove. Per questo noi vediamo da sempre nei Fondi europei una grande opportunità, ma il Paese è bloccato. Invece avremo bisogno di semplificazione e certezza del diritto per poter spendere bene i fondi». Ancora: «Prima di parlare di finanziamenti, ordinari o eccezionali, come lo sarà il Recovery, è fondamentale far passare norme semplificate e speciali per la spesa di queste risorse».La contraddizione. Solinas ha denunciato anche questo: «Soprattutto al Sud - le sue parole - ci sono troppi cantieri infiniti. È giusto commissariare queste grandi opere, per evitare che restino delle incompiute. Ma a essere nominato commissario non può esser certo chi ha accumulato ritardi su ritardi, come Rfi o Anas». È contraddizione totale, ha ribadito il governatore, rilanciando la vecchia proposta della Sardegna: «Per andare oltre le incompiute, è indispensabile che i poteri straordinari siano trasferiti alle Regioni e non di nuovo centralizzati nelle mani sbagliate». La proposta. In vista dei progetti per il Recovery, Solinas ha detto: «La Sardegna, al di là dell'arrivo del metano, si propone come laboratorio sperimentale nazionale ed europeo, per produrre idrogeno e lo possiamo fare utilizzando modelli green». È questo uno dei ruoli ipotizzati all'interno dei macro-progetti che - secondo il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Dragi - dovrebbero caratterizzare i progetti dell'Italia per la strategia Next generation Ue. «Noi - ha concluso Solinas - abbiamo una vocazione per avviare i grandi progetti a favore dell'energia come hub sperimentale. Abbiamo però bisogno di un coinvolgimento delle Regioni nella definizione dei progetti. Serve, ripeto, una normativa semplificata e speciale per la spesa dei fondi, e credo che se usassimo le norme per gli appalti europei andremmo molto più spediti». Anche se va ricordato: proprio in Sardegna il dibattito su come utilizzare i miliardi del Recovery è ancora fermo al palo.