scarica l'app
MENU
Chiudi
29/11/2019

La 2a Commissione boccia la gestione delle ristrutturazioni di Casinò e Billia

La Stampa - ENRICO MARTINET

Nella relazione finale si rilevano "inosservanze del codice degli appalti" matriosche societarie, beneficiari sconosciuti e molti affidamenti diretti IL CASO
"Perché spacchettare in 4 diversi appalti i lavori previsti nello stesso cantiere?"
AOSTA «Nonostante nei vari documenti contrattuali vi siano puntuali richiami al codice degli appalti, di fatto, nella gestione della commessa si è registrata la sua completa inosservanza». Frase estrapolata dalle 50 pagine della relazione conclusiva della 2a commissione consiliare regionale (Affari generali) sui lavori di ristrutturazione del Casinò e del Grand hotel Billia. Analisi che sottolinea le opacità di quanto avvenuto e che è finita anche sui tavoli della Procura. Otto mesi di lavoro della commissione presieduta da Pierluigi Marquis (Stella alpina) e relazione conclusiva approvata oltre che da tutti i consiglieri-commissari di maggioranza anche da quelli della Lega e dal Mouv'. Astenuto il M5S. Il lavoro della commissione comprendono l'arco temporale dal 2009 al 2013; le pagine consultate sono state 6.420, i file 813. Fra le verifiche anche quelle dei servizi che la società Casinò ha dato all'esterno. In uno specchietto riassuntivo si desumono i dati che hanno destato più di una perplessità da parte dei consiglieri-commissari. Anche sorpresa. Ci sono, per esempio, una serie di matriosche societarie per i servizi di pulizia. Si legge nella relazione: «Strutture societarie di controllo assai articolate e complesse che non paiono trovare giustificazioni nella natura delle attività chiamate a svolgere». La società dei servizi di guardaroba controllata da un'altra con sede a Bristol. Le società di pulizia erano impegnate «a devolvere le utilità economiche a un trust denominato The Audax Lion». Scrivono i consiglieri-commissari che dell'audace leone «non risultano noti i beneficiari». Fra le forniture curiose l'acquisto di un lampadario per l'ingresso della casa da gioco del costo di 318 mila euro. Su un totale di spesa al netto di Iva di 86 milioni 261 mila 882 euro e 51 centesimi, il 29,28 per cento dei lavori sono stati affidati con incarico diretto, fiduciario, senza appalto: 25 milioni 864 mila 862 euro e 30 centesimi. Dallo stesso specchietto si desume che la percentuale più alta di affidamenti diretti, pari a 73,07, riguarda gli incarichi professionali. Su un totale di incarichi di 9 milioni 387 mila 861 euro e 58 centesimi, 6 milioni 860 mila e 21 euro sono stati affidati in modo diretto e hanno avuto un incremento del 47 per cento rispetto al contratto, cioè oltre 3 milioni e 10 mila euro. Anche sulle forniture la percentuale degli affidi senza gara è alta, un indice di 69,43: 10 milioni e quasi 79 mila euro su un totale di oltre 14 e mezzo. Sui lavori, il 16,71 per cento è stato affidato in modo diretto, quasi 9 milioni su un totale pagato di 62 milioni e 357 mila euro (cifra che da contratto era di 51 milioni 156 mila euro). Per quanto riguarda i collaudi tecnico-amministrativi si legge: «La frammentazione e la confusione con la quale sono stati scelti i professionisti e attribuiti loro gli incarichi hanno in sintesi prodotto il risultato che le operazioni di collaudo non hanno consentito le verifiche in corso d'opera limitandosi l'azione al collaudo finale dei lavori». Ancora: «Dai documenti si legge che il collaudo in corso d'opera della riqualificazione del Billia comporterebbe una spesa di circa 200 mila euro lasciando pertanto intendere che tale attività riveste carattere di superfluità». Vi è poi una considerazione tra lo scostamento dei prezzi del progetto esecutivo rispetto alla spesa di realizzazione: «Il significativo scostamento pare attribuibile sia a una improvvisata gestione dettata dalla continua mutevolezza del quadro delle esigenze della committenza e sia, probabilmente, da un inadeguato sviluppo e approfondimento tecnico dei vari livelli progettuali». Sui lavori della casa da gioco affidati con trattativa negoziata: «Non si comprende la scelta di spacchettare in quattro appalti che hanno portato operatori diversi nella stessa aerea di cantiere aumentando il rischio di ritardi. Di fatto si è registrata una risoluzione di contratto che ha comportato lo slittamento della conclusione lavori». - © RIPRODUZIONE RISERVATA