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07/09/2021

L’ omicidio di Dalla Chiesa C’è un’ ombra sulla verità

Gazzetta del Sud

Palermo, 39 anni fal' agguato: morirono anche la mogliee un agente
L' eredità del generale nel messaggio di Mattarella
PALERMO Carlo Alberto Dalla Chiesa contribuì in modo decisivoa imprimere un salto di qualità alle strategie di lotta alla mafia. Quell' eredità mantiene una sua carica attuale, che viene ricordata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,a 39 anni dall' eccidio di via Isidoro Carinia Palermo. Con il generale morirono la moglie Emmanuela Setti Carraro e il suo collaboratore, l' agente di polizia Domenico Russ o. La loro barbara uccisione rappresentò, secondo Mattarella, «uno dei momenti più gravi dell' att acco della criminalità organizzata alle Istituzionie agli uomini che le impersonavano, ma, allo stesso tempo, finì per accentuare ancor di più un solco incolmabile fra la città feritae quella mafia che continuavaa volerne determinarei destini con l' intimidazionee la morte».A quella «odiosa sfida» il Paese seppe reagire «facendosi forte della stessa determinatae lucida energia di cui Carlo Alberto Dalla Chiesa aveva già dato esempio, durante il suo brillante percorso nell' Arma dei carabinieri, nell' impegno contro organizzazioni criminalie terroristiche». Lo Stato così rispose con «nuove normee poteri di coordinamento più incisivi» mentre nella società civileè cresciuto un sentimento di «cittadinanza attiva, portatore di una cultura dei diritti contrapposta alle logiche dell' appartenenzae del privilegio». Ecco perché quella strage del3 settembre 1982 ha ora un valore simbolico.l sindaco Leoluca Orlando ha conferito all' Arma dei carabinieri la cittadinanza onoraria di Palermo, nel ricordo di un impegno che ha lasciato molti segni. Gli investigatori hanno ricostruito gli scenari del delitto. Le indagini hanno però raggiunto solo una verità parziale con la condanna all' ergastolo degli uomini della cupolatra cui Totò Riina, Bernardo Provenzano, Pippo Calò-e degli esecutori materiali Raffaele Ganci, Giuseppe Lucchese, Vincenzo Galatoloe Nino Madonia. Ai pentiti Francesco Paolo Anzelmoe Calogero Ganci la pena minore: 14 anni. Rispetto ai suoi propositi di spezzarel' intreccio tra la mafia, la politicae il sistema degli appalti («Non guarderò in faccia nessuno» aveva detto al presidente del Consiglio, Giulio Andreotti), Dalla Chiesa dovette farei conti con ostilità politichee ambientali. Sulla sua fine restano «ampie zoned' ombra». Così si legge nella sentenza sulla strage nella quale viene attestata «la coesistenza di specifici interessi, all' interno delle stesse istituzioni, all' eliminazione del pericolo costituito dalla determinazionee dalla capacità del generale».A farlo fuori quindi non fu solo la mafia. Cosa nostra sarebbe stata la mano armata di un disegno che miravaa fermare quel «salto di qualità» richiamato da Mattarella. Dal terrorismo alla mafia Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa