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23/07/2021

L’ ombra della massoneria deviata sugli appalti nell’ Alto Tirreno

Gazzetta del Sud

Le trame svelate dalle inchieste condotte dalla procura di Paola
Illeciti nella depurazione: la storia dell' indagato iscritto alla loggia
Mirella Molinaro SAN NICOLA ARCELLA C'èl' ombra della massoneria deviata sugli appalti nell' Alto Tirreno cosentino. Nonè la prima volta che le logge spuntano nelle indagini della Procura di Paola. Infatti, tra gli indagati nell' inchiesta"A rchimede"c'è un iscritto alla massoneria. Si tratterebbe della stessa loggia nella quale i pm paolani si erano imbattuti quando, lo scorso gennaio, hanno ipotizzatol' esistenza di un cartello di imprenditori deditoa truccare importanti appalti pubblici tra Calabriae Basilicata. Su questo aspetto, pero', vige il massimo riserboe gli inquirenti hanno le bocche cucite. Si tratta di indagini delicate in corso, in cui ogni elementoè oggetto di complessi approfondimenti invest igat ivi. Nell' ambito dell' operazione" Archimede", gli investigatori hanno scoperto che uno degli indagati risulta iscritto alla massoneria. Si tratterebbe- condizionale obbligatorio- della" Gran Loggiad' Italia, Obbedienza di Piazza del Gesù", la stessa alla quale sarebbero iscritti tre indagati dell' inchiesta sugli appalti truccati. Infatti lo scorso gennaio la Procura, guidata da Pierpaolo Bruni, ha contestatoa tre professionisti anche la violazione della Legge Anselmi. Uno dei tre ha consegnato agli investigatori la scheda di regolare adesione alla massoneria. Ma perl' accusa,l' ipotizzata associazione segreta avrebbe interferito sulle gare bandite dai Comuni dell' Alto Tirreno cosentino. Le indagini sul presunto cartello di imprenditori che truccava gli appalti sono proseguite, tanto che lo scorso 29 giugno sono state emesse sei misure cautelari nei confronti di professionistie dirigenti comunali dell' Alto Tirreno cosentino. Pero', in quel provvedimento, il capoB (cioè quello relativo alla violazione della Legge Anselmi) risultava omissato. Sul possibile rapporto con altre inchieste svolte sull' Alto Tirreno cosentino, il procuratore Bruni- sollecitato dalle domande dei giornalisti nel corso della conferenza stampa dell' operazione"A rchimede"- ha parlato di un «collegamento soggettivo» con le operazioni che riguardanoi presunti rapporti tra appaltie logge. Intanto,l' inchiesta sulla presunta gestione illecita della depurazione va avanti. Questa mattina si svolgeranno gli interrogatori di garanzia di alcuni dei dieci destinatari di misure cautelari. Attornoa mezzogiorno sarà sentita dal Gip, Rosamaria Mesiti, il sindaco di San Nicola Arcella Barbara Mele. Al primo cittadinoè stato notificato un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Già nell' immediatezza dei fatti, la sindaca (difesa dagli avvocati Vincenzo Adamoe Giorgio Cozzolino) ha precisato che chiarirà tutto e ha ribadito la sua totale estraneità ai fatti contestati. Martedì mattina,i carabinieri della Compagnia di Scalea hanno notificato quattro misure cautelari ai domiciliari,l' obbligo di firma al sindaco Melee altre cinque misure interdittive. Trai cinque interdettic'è pure un tecnico dell' Arpacal. Oltre ai dieci destinatari delle misure cautelari, sono indagate altre sette persone.I pm ipotizzano, nello specifico, illeciti nella gestione dei depuratori di San Nicola Arcellae Buonvicino. I reati contestati,a vario titolo, sono: turbata libertà del procedimento di scelta del contraente; frode nelle pubbliche forniture; falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici; rivelazione di attid' ufficioe la violazione della legge sugli appalti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Loggee appalti Spuntal' ombra della massoneria deviata in alcune inchieste della Procura di Paola sull' Alto Tirreno cosentino