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04/06/2020

L ‘occasione sprecata degli appalti digitali per risparmio, trasparenza e rapidità

L'Altravoce dell'Italia

LE RACCOMANDAZIONI DI BANKITALIA
«Le procedure online dovrebbe essere al primo posto dell 'agenza di governo per l 'uscita dall'emergenza Covid» . Oggi sono oltre 600 le grandi e medie opere bloccate per oltre 54 miliardi. E l '80% era già fermo prima del virus
di LAURA DELLA PASQUA Uno dei volani per rilanciare l 'economia è il si stema degli appalti che per funzionare dovrebbero essere veloci e semplificati al massimo. Nel settore dell 'edili zia questo aspetto è fondamentale soprattutto in un momento come questo in cui si sta uscendo da tre mesi di blocco delle attività e con prospettive di congiuntura economica pesanti. L 'Ufficio studi di Confin dustria stima che il 2020 si chiuderà con un calo del pil del 9%. Accelerare il sistema delle gare diventa essenziale. Il governo ha ipotizzato tre direttrici che riguardano in particolare modo l 'edilzia: le detra zioni d 'imposta al 110%, la rifor ma del codice degli appalti e la digitalizzazione. Tre pilastri che però non sono stati ancora definiti nei dettagli (è il caso della detrazione d 'imposta per la quale resta in sospeso la cessione dei crediti), o ancora devono essere piantati (come le deroghe al codice degli appalti e la digitalizzazione). La digitalizzazione, utile a rilanciare gli investimenti pubblici, non riesce a decollare. Eppure con questo meccanismo verrebbe garantita la trasparenza delle procedure (essenziale in un settore che spesso vede infiltrazioni malavitose) e il disboscamento della burocrazia. Il risultato principale sarebbe la riduzione delle 32mila stazioni appaltanti senza considerare le migliaia delle scuole. Far viaggiare le gare online ridurrebbe in modo considerevole i tempi e porterebbe un risparmio di costi che la Ue stima fra il 5% e il 20%. Il sistema degli appalti uscirebbe dalle sabbie mobili. Troppo bello per essere vero. Infatti il Servizio Immobili e appalti di Bankitalia ha messo in evidenza che il meccanismo non riesce a marciare nonostante gli indubbi vantaggi. In un documento inviato da Via Nazionale all 'Autorità nazionale anticor ruzione (Anac), si dice che "gli appalti digitali dovrebbero essere al primo posto dell 'agenda per l 'uscita dall'emergenza Co vid e dalla paralisi del sistema degli appalti che ne è seguita, considerando anche che le tecnologie digitali garantirebbero una modernizzazione del sistema del procurement italiano e un notevole risparmio ". Il dossier sottolinea che "l'effi cientamento derivante dalla digitalizzazione non opera a discapito dei presidi di trasparenza e anticorruzione ma, al contrario, si coniuga con un rafforzamento degli stessi, riducendo così il rischio di un utilizzo improprio delle risorse pubbliche ". Gran parte delle norme degli appalti digitali non sono state attuate. Bankitalia quindi propone una serie di correttivi per operare una reale selezione delle stazioni appaltanti e per portare sotto l 'egida dell'Anac, la Banca dati degli operatori economici che ora è al ministero dei Trasporti e Infrastrutture. Ma questi cambiamenti devono passare dalla riforma del Codice degli appalti che dovrebbe essere contenuto nel prossimo decreto Semplificazioni più volte annunciato dal ministro Paola De Micheli. Il varo è atteso in un Consiglio dei ministri tra un paio di settimane. La riforma, su cui il premier Giuseppe Conte punta molto, ha come mission principale lo sfoltimento delle procedure per l 'appro- vazione dei progetti delle opere e delle gare, attraverso la deroga alle norme ordinarie e poteri eccezionali affidati a commissari. Un meccanismo simile lo ritroviamo per gli interventi d 'ur genza dopo il terremoto in Friuli quando all 'allora Capo della Protezione civile Zamberletti fu concesso di agire in totale autonomia e in deroga alla normativa ordinaria. Per velocizzare le gare, la riforma del codice degli appalti interverrebbe con una modifica del reato di abuso d 'uf ficio e su quello della responsabilità erariale dei funzionari pubblici. Entrambi sono un ostacolo alla velocità dell 'asse gnazione dei lavori e dell 'aper tura dei cantieri. Spesso i funzionari proprio per paura di incorrere in uno dei due reati, non portano avanti le pratiche, sono riluttanti a mettere una firma. L 'obiettivo sarebbe quindi di li mitare la responsabilità erariale al solo caso di dolo per il funzionario che svolge un 'azione, mentre la colpa grave resterebbe perseguibile quando c 'è l 'omissione di un'azione. Per quanto riguarda i poteri straordinari ai commissari sarà una decisione politica che non rientrerà nella riforma. Già si stanno delineando due posizioni con Italia Viva e i 5S che vogliono maggiori deroghe al Codice degli appalti e il Pd che invece è più cauto e punta a piccoli aggiustamenti. La riforma dovrebbe avere come stella polare il modello Genova che ha fornito risultati concreti in meno di due anni. La ricostruzione del Ponte Morandi è stata effettuata con una gestione che ha semplificato e sburocratizzato le procedure amministrative, creando la figura di un commissario manager. Sono state così superate le criticità dell 'attuale regolamentazione degli appalti. Sono oltre 600 le opere grandi e medie bloccate, per un valore di oltre 54 miliardi, a cui ne vanno aggiunte almeno altrettante piccole; più dell '80% già ferme prima della pandemia dalle difficoltà di fare le gare. Con le attuale norme i tempi per la realizzazione delle opere infrastrutturali vanno dai 3 anni per cantieri di importo inferiore a 100mila euro ai 12,2 per quelli superiori a 50milioni, con un ulteriore incremento di un anno per le opere oltre i 100milioni. Gran parte del tempo viene perso nella fase di progettazione e, in particolare, per l 'otte nimento di pareri ministeriali e regionali. Riaprire i cantieri significa creare 50.000 posti di lavoro, secondo alcune stime,. Un numero considerevole, poco meno del 10% di tutti i posti di lavoro persi dal settore delle costruzioni negli ultimi dieci anni. Nel Mezzogiorno una infrastruttura chiave è la linea ferroviaria ad alta velocita NapoliBari. Il cantiere è aperto ma ci sono ancora bandi per 2 miliardi da effettuare. Si potrebbero creare 1.500 posti di lavoro. Al palo anche l 'alta velocità Messi na-Catania-Palermo. Valore 8 miliardi. In Calabria, non sono ancora cominciai i lavori per la SS 106 Jonica. La gara è stata aggiudicata nel 2011. Un 'altra autostrada passata agli onori delle cronache per la lungaggine dei lavori è la Pontina, strada di collegamento Roma-Latina. E ' un'opera da 2,8 miliardi che creerebbe nel breve periodo 6.500 posti di lavoro, ma che è ferma da anni.