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28/01/2021

L’ appalto conteso e i veleni dell’ Asp

Gazzetta del Sud

ESCLUSIVA/ Ecco la vera storia della gara da dieci milioni di euro cheè al centro di forti contrapposizioni
La direttrice amministrativa dell' ente sanitario Di Blasi, sospesa per sei mesi dal dg La Paglia dopo aver detto" no" alla proroga, ha presentato un esposto in Procurae un ricorso al Giudice del lavoro
Nuccio Anselmo Silurata. Sospesa per sei mesi.E solo perché voleva far rispettare la legge sugli appalti senza concedere proroghe di sorta. Il famigerato mega appalto da dieci milioni di euro per la fornitura di energia elettrica integrata all' Asp, di cui si parla ormai da mesi, che venne citato per la prima volta come" pietra dello scandalo" dal dg Paolo La Paglia proprio durante la lunga intervista che concesse alla Gazzetta del Suda dicembre. La veritàè chec'è oramai in atto una verae propria"guerra" all' ult ima deliberae all' ultima pec all' interno dell' Asp di Messina, che sta dilaniando le varie fazionie compromettendo la risposta sanitaria dell' intera struttura in una fase così drammatica, come questa, per una città intera. Ma cosa sia veramente successo per quell' appalto, dopo mesi di mezze frasie voci di corridoio non confermate, si comprende solo adesso.È tutto nero su bianco tra le carte- che la " Gazzetta" ha letto -, di due denunce molto chiaree circostanziate, presentate dal direttore amministrativo dell' Asp Katia Di Blasi. Che dopo vent' anni di carriera onoratae impeccabile,e dopo aver assunto anche le funzioni di direttore sanitario- peri cinque mesi in cui il postoè rimasto clamorosamente e colpevolmente scoperto nonostante la grave emergenza in corso -, non ci sta affattoa passare per" colp evole". Il dg La Paglia ha firmatol'8 gennaio scorso un provvedimento di sospensione per sei mesia suo carico, poco tempo dopo che lei gli ha detto di" no" per la proroga di quell' appalto per la fornitura di energia con la ditta precedente, la" Engie" (ex Cafely Italia spa). Gli ha detto" no" perché ha fatto semplicemente notare che in questa materia si sarebbe dovuti ricorrere, in base alla legge, alle procedure previste dalla convenzione Consip siglataa livello nazionale con Edison. La Di Blasi dopo la notifica della sospensione siè quindi rivolta ad un pool di legali ed ha depositato intanto un esposto in Procura, pieno zeppo di allegati in cui sostanzia con gli atti interni le sue denunce,e poi un ricorso al Giudice del lavoro per essere immediatamente reintegrata nella sua funzione, visto cheè assolutamente sicurad' essere vittima di un veroe proprio abuso. Ed ancora ha inoltrato un esposto alla Corte dei Conti. Ec'è un passaggio, tra le carte dei suoi esposti preparate dai legali, che la dice lunga su quantoè successo: «... È evidente dalla documentata narrazione degli eventi come sia ormai manifesto il vile disegno del Direttore Generale di addossare alla ricorrente inadempienze che gli sono propriee " punirla" per aver resistito alla rinegoziazione di un contratto che si sarebbe voluto stipulare con modalità difformi alla leggee contrastanti con l' interesse economicoe il buon andamento dell' amminist razione». Sembra di rivivere per certi versi il" caso Laquidara", ovvero quello della direttrice sanitaria dell'ospedale Cutroni Zodda di Barcellona, prima rimossa in maniera punitiva peri servizi giornalistici sulla struttura dal dg La Paglia,e poi clamorosamente reintegrata. Adesso sulla storia dell' appalto da 10 milioni di euro bisognerà attendere la magistratura su due versanti. Quello penale, per verificare cioé se ci sono profili di rilevanza su quantoè successo per la procedura di rinegoziazione dell' appaltoe la mancata adesione alla piattaforma Consip II da parte dell' Asp di Messina.E quello lavoristico, per sapere cosa deciderà il giudice sulla sospensione, ritenuta " punit iva" dalla dott. Di Blasi, dalle sue funzioni di direttore amministrativo dell' Asp, cheè stata decisaa gennaio dal dg La Paglia.

«Le scelte sanitarie non mi competono»

lC'è un altro aspetto cheè fortemente contestato dalla diretta interessata nei suoi ricorsi. In buona sostanza, per semplificare, il dg La Paglia avrebbe cercato di addebitare alla Di Blasi delle inefficienze anche sul piano sanitario (... «le direttive impartite in merito alla dotazione di personale dell' Unità di crisi Emergenza Covid 19»). Scrivonoi suoi legali nei ricorsi: «... Anche la seconda contestazioneè pretestuosae misera nel tentativo di addossare alla ricorrente responsabilità che non afferiscono alla sua funzione e/o dedurre circostanze artefatte con intento ritorsivo per meglio sostenerel' inconsistenza dei fatti di cui alla prima contestazione».Ec'è un passaggio tra le carte che la dice lunga su comel' Asp ha affrontatol' emergenza;è contenuto in una delle tante note di risposta che la dott. Di Blasi ha inviato al dg La Paglia: «Nella nota del 24.04.2020 si precisa che la: "...Dir ezione Amministrativa, non ha alcuna specifica competenza relativamente alla gestione delle attività di caricamento dati, essendosi solamente interessata ad individuare con appositi ordini di servizio, il personale per sostenere le attività in capo al dipartimento di Prevenzione, che nel corso della fase iniziale dell' epidemia non era riuscito ad organizzarei propri ufficie per sosteneree supportare gli adempimenti del Commissario perl' epidemia individuato dalla Direzione strategica aziendale».

Foto: Un"ter remoto"all' Asp Dopo al sospensione da parte del dg La Paglia il direttore sanitario Katia Di Blasi ha reagito con una serie di esposti


Foto: Invece della proroga alla ditta precedente, la"Engie", si sarebbe dovuto ricorrere alla convenzione Consip, siglata con Edison