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25/03/2021

L ‘ Antitrust spiega perché ci vuole concorrenza per rimbalzare

Il Foglio - Sergio Boccadutri Carlo Stagnaro

IL SOGNO DEL RISCATTO
Ieri l ' Antitrust ha inviato a Mario Dra ghi la segnalazione ai fini della legge annuale per la concorrenza, sollecitata dallo stesso premier nel discorso della fiducia per affiancare il Pnrr. L ' Autori tà ha messo in fila una serie di proposte che, se avranno seguito, potranno contribuire a modernizzare il nostro paese in molti aspetti fondamentali. Come riconosce il presidente Roberto Rustichelli nella nota di accompagnamento, si tratta in buona parte di misure che l ' Autorità aveva già invocato, senza suc cesso. Ma ci sono anche nuove proposte coraggiose, che tengono conto della complessa situazione post-Covid. A partire dall ' analisi generale: la relazio ne invita a riflettere sull ' esigenza di fa cilitare la riallocazione dei fattori - ca pitale e lavoro - troppo spesso ingab biati all ' interno di " imprese zombie " che " possono restare sul mercato in quanto ' protette ' dalla concorrenza di imprese più efficienti o perché la loro uscita non è socialmente accettabile " . Una messa in mora, neanche troppo velata, della politica economica dei governi Conte - per ora confermata da Draghi - fatta di deroghe alla disciplina degli aiuti di Stato, blocco dei licenziamenti, cassa integrazione ad libitum ed espansione del perimetro della Cassa depositi e prestiti. Nel merito, l ' Antitrust offre indica zioni nette su molti settori, con alcuni silenzi sospetti e qualche fuga in avanti. A suo merito, Rustichelli non esita a prendere una posizione netta sulla banda larga: l ' enfasi sulla centralità della concorrenza infrastrutturale, sul co-investimento e sui sussidi alla domanda rappresenta una bocciatura del progetto della rete unica. Il modello di riferimento è quello della competizione nella telefonia mobile, dove la concorrenza infrastrutturale ha migliorato l ' erogazione dei servizi e l ' efficienza della rete. Sull ' energia, l ' indicazione è quella di proseguire la strada verso l ' apertura del mercato - una implicita tirata d ' orecchie all ' ennesimo rinvio della liberalizzazione, approvato poche settimane fa su iniziativa del grillino Davide Crippa - e a promuovere la partecipazione ai mercati all ' ingrosso anche per le fonti rinnovabili e per i consumatori. Più in generale, il Garante mette sotto accusa la dilagante proprietà pubblica dei servizi pubblici e l ' incapacità di renderne contendibili la gestione: da qui l ' invito a mettere a gara le concessioni in scadenza, dalla distribuzione gas alle spiagge, dal trasporto pubblico locale ai rifiuti. Le infrastrutture e gli appalti pubblici occupano una parte considerevole della segnalazione. La complessità normativa è individuata come una fonte di distorsioni della concorrenza e, quindi, una zavorra alla crescita. Molti suggerimenti, quindi, muovono da qui: a partire, nel breve periodo, dalla " so spensione " del Codice degli appalti o, meglio, la sua sostituzione con una disciplina mutuata strettamente dalle direttive europee, evitando quella tendenza al " gold plating " che tradi zionalmente rende punitiva la nostra burocrazia. Ma la stessa logica deve applicarsi a ogni tipo di opera, dalle infrastrutture energetiche alle reti fisse e mobili di telecomunicazione fino ai termovalorizzatori. Altri possibili ambiti di intervento riguardano la deregolamentazione del commercio al dettaglio e la sanità, con una maggiore apertura ai privati. La segnalazione è densa, ma è difficile ignorarne i silenzi: non si fa menzione di temi cruciali, nei quali gli ultimi anni hanno visto un susseguirsi di interventi anti-concorrenziali, quali le professioni, il trasporto aereo e le autostrade. Inoltre, nella parte conclusiva l ' Antitrust chiede per sé nuovi e ulteriori poteri, non sempre fornendone una giustificazione persuasiva e, in alcuni casi, facendo sollevare più di un sopracciglio vista l ' ampia discre zionalità che ciò presuppone. In ogni caso, la segnalazione è come il blocco di marmo di Michelangelo: adesso sta a Draghi e al ministro competente, Giancarlo Giorgetti, impugnare lo scalpello e liberare, se c ' è, la statua che si nasconde al suo interno.