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11/02/2021

Jobs act, crac bancari e ” riforme ” disastrose

Il Fatto Quotidiano - Carlo Di Foggia

GLI " INCOMPETENTI " BIATTONO I " COMPETENTI "
La grande stampa italiana, si sa, diffida dei dilettanti al potere. Eppure, la narrazione del ' votate solo chi sa governare e non, s ' intende, i cosiddetti " scappati di casa " , non ha accompagnato gli esecutivi dell ' ulti mo ventennio. Una rapida e inesaustiva rassegna basta a ricordarci, da B. a Renzi a Gentiloni, che la sagra del fallimento nell ' arte di governo ci accompagna da tempo. LAVORO E WELFARE. Come noto, la precarietà piace alla destra, ma è un pallino del centrosinistra di governo. Il meglio lo ha espresso il governo di Matteo Renzi con il Jobs act. La riforma (fine 2014) fu dettata da Confindustria (con tanto di documento). Di correttivi ne sono arrivati parecchi (oggi si discute la riforma degli ammortizzatori sociali che serve a coprirne le tante falle). Le mitiche " politiche attive " (altra gamba della riforma) non son mai decollate. Il fiorentino l ' approvò insieme a 20 miliardi di sussidi alle assunzioni per magnificarne i risultati. Quelli veri però sono arrivati con il decreto Poletti che nell ' aprile 2014 liberalizzò l ' uso dei contratti precari (facendoli letteralmente esplodere). ECONOMIA. Il rapporto dei governi ad alta dose di competenza con la crescita è sempre stato conflittuale. Al netto dei disastri dell ' era Berlusconi (memorabile Renato Brunetta che rivendicava la paternità della cura lacrime e sangue di Mario Monti), gli ultimi 20 anni ci hanno consegnato una crescita stagnante. La stretta fiscale del governo del senatore a vita ha portato la più violenta recessione dal Dopoguerra (prima del Covid): un calo cumulato di 300 miliardi di Pil secondo una simulazione fatta dal Tesoro nel Def dell ' aprile 2017. Due giorni prima del " Salva Italia " , Elsa Fornero era scoppiata a piangere al momento di presentare la stretta sulle pensioni (di cui quasi l ' intero arco politico ha chiesto per anni l ' ammorbidimento prima che arrivasse Quota 100 dei " barbari " ). La stretta fiscale ammontava a 65 miliardi di " maggiori entrate " (I mu, Tares, aumento dell ' addizio nale Irpef regionale, etc) e 25 di " minori spese " (cioè tagli). Doveva ridurre il deficit pubblico e far calare il rapporto debito/Pil rassicurando i mercati. Lo spread, poco sotto i 400 punti, salì a 515 punti il 23 dicembre 2011 con l ' ok del Parlamento al testo. La cosa andò avanti fino al whatever it takes con cui Mario Draghi nel luglio successivo salvò l ' euro. Il debito/Pil è salito di oltre 10 punti. Il piccolo cabotaggio dei governi Renzi e Gentiloni non ha permesso di recuperare il terreno: nel 2017 il Pil era inferiore di 6 punti al picco pre-2008. R I FO R M E . La legislatura passata è stata quella dei mega-disegni costituzionali: al netto dei contenuti, la " riforma Boschi " era confusa e tecnicamente sciatta. Venti milioni di italiani l ' hanno respinta (e questo a tacere dello scempio dell ' Italicum, la seconda legge elettorale in fila cassata dalla Consulta). Quanto a pessimi draf ting legislativi (la redazione delle norme) difficile elencarli tutti: la riforma Madia della P.a. (cassata a più riprese dalla Consulta e riscritta); il Codice degli appalti del 2016 corretto a più riprese; la riforma delle Province targata Delrio (le cancellò, ma lasciando loro stessi compiti ma meno fondi e personale). SCUOLA. Ci limitiamo qui alla " buona scuola " , riforma ideologicamente tarata sull ' alternanza scuola-lavoro, la chiamata diretta e la valutazione dei prof da parte dei dirigenti, la confusa mobilità fra docenti che ha inimicato al centrosinistra il mondo della scuola. AMBIENTE. La dozzina di decreti " Salva Ilva " per disinnescare i pm di Taranto hanno scandito l ' ultimo decennio, ma la cornice ideologica della competenza si è costruita sui mitici " sblocca cantieri " (p a l li n o bipartisan, va detto): la strada l ' ha aperta la " c r i m i n o ge n a " (R a ff a e l e Cantone dixit ) Legge Obiettivo di Berlusconi nel 2002 e il culto della grande opera senza controlli (i risultati? Secondo la Fillea realizzato poco più del 15% delle opere, 603 quelle incompiute). Renzi ha chiuso il quadro con lo " Sblocca It al ia " che considerava, tra le altre cose, " s trategici " gli inceneritori. FISCO. Una lunga scia di condoni, da quello tombale di inizio millennio targato B. fino alla v ol u nt ar y d i s c l o s u re (scudo sui capitali rientrati dall ' estero) del governo Renzi (senza considerare le rottamazioni delle cartelle). A fine 2015 lo statista di Rignano tentò perfino di depenalizzare la frode (avrebbe cancellato la condanna di B.). CREDITO. È forse il settore dove il dilettantismo dei competenti ha dato il meglio di sé: la sgangherata " risoluzione " di Etruria e delle altre banchette (tosando azionisti e obbligazionisti) ha devastato il sistema bancario; il Montepaschi lasciato a bagnomaria per un anno da Renzi e nazionalizzato dallo Stato; le popolari venete regalate a Intesa Sanpaolo con dote pubblica etc. Una distruzione di valore senza precedenti.

Tecnici e " profe ssionisti " Scuola e diritti, leggi anti-lavoratori. E crescita al palo Confindustria&C. hanno dettato la linea